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Sampdoria, Giampaolo si affida ai tifosi: ''In casa giochiamo in quindici''

Blucerchiati contro il Palermo per ripartire dopo quattro ko consecutivi: ''Non mi aspetto tappeti di rose, questa squadra è uscita sconfitta dal campo, ma mai umiliata o bastonata''

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Giampaolo, dopo quattro sconfitte di fila si sente a rischio?
"Assolutamente no".
Significa che avverte ancora la fiducia della società?
"Fiducia e vicinanza. Assolutamente sì. So come vanno le cose nel calcio, so bene che dopo quattro sconfitte cominciano a girare strane voci, che la critica non può essere tenera, che il lavoro di un allenatore è messo in discussione. Ma io devo essere forte, estraniarmi, pensare solo al mio lavoro. Sapendo che con il club c'è piena sintonia. E la stessa cosa vale per i giocatori. Non devono soffermarsi sugli errori, devono essere in grado di ripartire, sapendo che ogni volta si ricomincia da zero a zero".
E magari evitare certe ingenuità, come a Cagliari, che avete pagato a caro prezzo.
"La convinzione su ciò che stiamo facendo, la certezza che questo lavoro alla lunga produrrà buoni frutti deve nascere proprio da lì, dal modo in cui abbiamo perso almeno tre di queste quattro gare. Ci vuole più attenzione, non possiamo vanificare sempre con errori assurdi i nostri sforzi. Ma bisogna anche rendersi conto che questa squadra è uscita sconfitta dal campo, ma mai umiliata o bastonata. Tutto al più le bastonate le ha prese nella testa, psicologicamente, per come sono arrivate certe battute d'arresto. Ma deprimersi, piangersi addosso non ha senso".
Risultati diversi avrebbero però potuto regalare più pazienza nei giudizi, un tempo maggiore per la crescita dei tanti giovani che lei ha in organico.
"Sarei un folle se mi aspettassi tappeti di rose dopo quattro sconfitte. La striscia è pesante, lo sappiamo. Ma non ci deve condizionare. Io non penso alla fretta di risultati, ma al lavoro. Se hai una linea, uno spartito, è più semplice saltare il fosso. E io credo in questo, non nell'improvvisazione. Che non paga mai".
Per cui contro il Palermo che Sampdoria si aspetta?
"Una squadra coerente con la sua filosofia. Io credo che ci sia possibilità di vittoria, solo giocando in modo propositivo. Sempre. Non sarà una partita semplice, del resto in tanti anni di carriera a me non sono mai capitate, soprattutto in serie A. Ma questo non deve costringerci a rinnegare i nostri principi. Posso ammettere che non ci sia ansia o frenesia. Ma sin dall'inizio dobbiamo partire forte ed essere aggressivi. Senza la minima paura".
Quanto giovano i ritorni di Sala e Barreto?
"Sono due giocatori molto importanti. Sala ha iniziato il campionato molto bene, con lui in campo la difesa aveva buoni meccanismi. Questo non significa gettare la croce addosso a Pereira, che però attraverso gli errori commessi deve crescere. Barreto nel mezzo ci dà equilibrio. Dote fondamentale assieme alla qualità".
Il suo ritorno costringerà Praet alla panchina?
"Un concetto deve essere chiaro, io sono abituato a considerare della partita quattordici giocatori e Praet è fra questi. Non mi è dispiaciuto a centrocampo, può essere riproposto. Se non dall'inizio a partita in corso. E lo stesso discorso vale per Bruno Fernandes".
Che ha colpito una traversa a Bologna e segnato a Cagliari, ma continua a giocare poco.
"Il problema sono le sue caratteristiche. E' a metà tra il centrocampista e il trequartista. Se ho bisogno di equilibrio, rischia di non giocare. Ma se serve qualità, può essere decisivo. Fare parte dei quattordici non è un disonore, è comunque una cosa importante".
Fermo restando che in questo momento Alvarez è il titolare.
"E' l'elemento più imprevedibile che abbiamo in squadra. Svaria, crea superiorità. E' fondamentale nel nostro gioco, come lo è Quagliarella".
A Muriel invece chiede di più.
"E' vero, ma dentro la partita. Lui è in grado di spaccarla, con i suoi scatti, i suoi dribbling. Ha bisogno di continuità nel lavoro. Questa settimana si è allenato bene, mi aspetto che faccia la differenza. Non solo lui però...".
Chi altri?
"I tifosi. Perché la Sampdoria, soprattutto in casa, ha la fortuna di giocare in quindici. Il pubblico ci è vicino, il tifo finora non è mai mancato. Alla gente chiedo una grossa mano. La gradinata può aiutarci in questo momento di difficoltà. Spingerci. E farci superare ogni ostacolo".
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