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Sampdoria, Giampaolo: ''De Boer e io stesso destino, futuro legato a risultati''

Come l'olandese anche il tecnico blucerchiato non vive un momento facile: ''Ma contro l'Inter non firmo per un pareggio''

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GENOVA - Da una parte il traballante De Boer, al di là delle entusiastiche dichiarazioni del club nerazzurro, dall'altra un altro che ha un tremendo bisogno di punti per puntellare la panchina. Marco Giampaolo, però, la sa prendere con filosofia e con il sorriso: "Sono in buona compagnia, oltre a De Boer anche Guardiola è in discussione... per me non è un problema, basta sapere che il tuo destino è legato ai risultati".
Marco Giampaolo, che Inter si aspetta a Marassi?
"Sinceramente non so cosa aspettarmi, ha fatto grandissime cose e altre meno buone. Ha giocatori fortissimi in grado di fare qualsiasi cosa, nell'ultima partita che ho visto in fase di non possesso palla è stata più ordinata ed equilibrata. Poi in fase di possesso ha qualità, uomini risolutori nell'uno contro uno. Non so cosa aspettarmi perché è un Inter pazza, come dicono i tifosi".
Contromisure della Sampdoria, soprattutto in difesa?
"Una partita così si prepara cercando di difendere collettivamente. Se puntiamo sui confronti individuali rischiamo di soccombere, muoversi insieme a mio avviso è la regola quando si affrontano organici superiori. Ci vuole mutuo soccorso per affrontare certe situazioni".
Magari qualcuno al suo posto firmerebbe per un pari...
"Mai, io me la voglio giocare sempre. Ai miei dico sempre che bisogna giocare le partite e non 'farsi giocare' dalla partita. Se lo fai per 95 minuti puoi uscire a testa alta".
Come sta Praet, uno dei migliori nella sconfitta contro la Juventus?
"Spero di recuperarlo. Qualche problema lo ha ancora, si porta dietro un piccolo infortunio. Sarà convocato ma vedrò se impiegarlo".
Tornando a De Boer, come vede il suo inserimento in Italia?
"Ha la mentalità del calcio olandese, che è differente dalla nostra. Ma la gente come lui, che capisce di calcio, apprende facilmente. Nell'animo però ha l'idea di offrire spettacolo. Il fatto è che, per lui come per me come per tutti gli allenatori, alla fine sono sempre i risultati a darti torto o ragione".
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