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Sampdoria, Giampaolo bada al sodo: ''La bellezza? Adesso voglio i punti''

Contro l'Empoli (''esperienza che non dimenticherò mai'') per tornare al successo dopo la beffa di Napoli: ''Rimangono la rabbia e la beffa di non poter far giocare Silvestre''. Emergenza in difesa e a centrocampo, il tecnico anticipa la formazione

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GENOVA - Giampaolo, ha smaltito la rabbia di Napoli?
"No, la rabbia c'è, esiste, rimane. Sono ferite profonde, che la Sampdoria ha l'obbligo di guarire in fretta, perché il campionato continua, ma che ci vorrà tempo prima di rimarginarle del tutto. L'amarezza è tanta, ma degli episodi preferisco non parlare. Ci ha già pensato il presidente Ferrero".
Nemmeno di Silvestre squalificato e che per questo non potrà giocare con l'Empoli?
"Questa è la beffa finale, che fa seguito al danno. Penalizzati in campo, in una partita, e dopo, in una seconda. Resta fuori, non per colpa sua. Non può giocare, pur non avendo fatto nulla. Perché sia chiaro, ho sentito che qualcuno vorrebbe comunque accusarlo, perché si è messo a correre dietro a Reina. Uno può correre quanto vuole e dove vuole, ma se poi non tocca l'avversario? Reina ha fatto il furbo. E' un giocatore esperto, smaliziato, ci sta. Io non mi scandalizzo. Maradona con un tocco di mano ci ha vinto un Mondiale. Più che furbi sono dei geni, sanno sfruttare il momento e come incanalare una gara. Quello che accade in campo fa parte del gioco, Altro è quello che si dice dopo, fuori dal terreno di gioco. Lì ci vorrebbe un po' più di onesta, ma lasciamo perdere".
Fatto sta che lei si trova una difesa da inventare.
"Se è per quello si è fatto male anche Barreto, pertanto da inventare è pure il centrocampo. Io di Napoli conservo il ricordo della prestazione della mia squadra, fantastica, da applausi, per quello che ti lascia fare una formazione forte come la squadra di Sarri. Altri dopo venti minuti hanno già tre gol sul groppone, noi ci siamo inchinati solo al novantacinquesimo e nel modo in cui tutti hanno visto. Abbiamo perso in un modo che non mi va giù, ma è necessario voltare pagina".
Fortuna che adesso affronta l'Empoli, un dolce passato.
"Il senso di gratitudine che ho nei confronti di quella società e di quell'ambiente l'ho già espresso più volte, mi hanno permesso di ritornare a galla, di rimettermi in gioco, di ricostruirmi una carriera. Non dimenticherò mai Empoli. Ciò detto, sono costretto a vincere e voglio che la mia squadra ci riesca. Con un chiaro avvertimento: loro, all'interno della propria dimensione, sanno fare le cose per bene. Dobbiamo comportarci alla stessa maniera. Stando attenti all'atteggiamento mentale: noi non siamo il Napoli e loro la Samp. Dobbiamo sentirci Samp, vincere da Samp. Se scendiamo in campo con presunzione o superficialità, non tocchiamo palla".
Parlava dei problemi di formazione.
"Ho gli uomini talmente contati, che posso fare uno strappo alla regola e per una volta comunicarla in anticipo. Giocheranno Puggioni in porta, Pereira, Palombo, Skriniar e Regini in difesa, Praet, Torreira e Linetty a centrocampo, con Alvarez trequartista e con Muriel e Schick di punta".
Perché Palombo e non Dodò con spostamento di Regini al centro?
"Palombo è giocatore esperto ed affidabile. A destra, in attesa che Bereszynski capisca i miei schemi, non posso fare a meno di Pereira. Dodò non è andato male a Napoli, ma in partenza Regini a sinistra mi dà più garanzie".
A centrocampo Djuricic resta in disparte.
"Con l'infortunio di Barreto ho bisogno di almeno un incontrista e non posso fare a meno di Linetty. A quel punto Praet è più pronto di Djuricic. Quanto al trequartista, spesso mettete Alvarez all'angolo, ma io non sono d'accordo. Per me a Napoli ha disputato una grande partita, è un ottimo giocatore. Come lo è Bruno Fernandes, che avrà la sua chance giovedì in Coppa Italia contro la Roma".
Muriel e Schich, con l'esclusione di Quagliarella fresco di rinnovo contrattuale, è una coppia inedita.
"Sacrificandosi entrambi, possono coesistere. E' un tandem che m'intriga. Reputo Quagliarella un giocatore fondamentale, a volte imprescindibile, ma anche lui ogni tanto ha bisogno di un po' di riposo. Da Muriel e Schick mi aspetto molto".
Ha un desiderio per questa prima volta nel 2017 della Sampdoria davanti al proprio pubblico?
"Far vedere alla nostra gente che siamo una squadra seria, concreta. Non estetica, con quella bellezza fine a se stessa. Mi aspetto cinismo ed efficacia. E il ritorno alla vittoria".
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