GENOVA - Giampaolo, lei conosce la maledizione Lazio?
"So che all'Olimpico negli ultimi venticinque anni la Sampdoria ha vinto una volta sola, dodici anni fa".
Per la storia blucerchiata questa partita è un vero e proprio tabù.
"Ma le tradizioni negative si possono sempre sfatare. Noi in questa stagione ci siamo già riusciti diverse volte. Erano 57 anni che la Sampdoria a livello di serie A non vinceva il derby contro il Genoa sia all'andata che al ritorno, era dal 1997 che non s'imponeva a San Siro sia con il Milan che con l'Inter, chissà che non si riesca a domare anche la Lazio. Il problema non è la maledizione, ma la forza dell'avversario".
In che senso?
"Nel senso che la squadra di Inzaghi è davvero forte, occupa legittimamente il quarto posto, solo Juventus, Roma e Napoli le sono superiori. E' una formazione fisica, che a centrocampo può distruggere chiunque. In attacco Anderson, Keita e soprattutto Immobile fanno paura e pure la difesa ha grande solidità. Noi in partenza non ci sentiamo condannati, proveremo a giocarcela, come sempre. Consapevoli che per portare a casa dei punti ci vorrà una vera e propria impresa".
Ad aggravare la situazione c'è questa emergenza, soprattutto in attacco.
"No, quella è finita. Improvvisamente sono guariti tutti, solo il portiere Viviano è indisponibile, ma chi giocherà al suo posto, Puggioni, ci fa dormire sonni più che tranquilli".
Significa che Schick ha smaltito il dolore alla spalla e potrebbe giocare dall'inizio?
"Potrebbe. Da due giorni non accusa più dolore e vuole gettarsi nella mischia. Anche Budimir è recuperato, pure lui non avverte più male alla spalla. E c'è anche Muriel che smania, dopo quarantacinque giorni di stop per l'infortunio muscolare. Credo che con lui si debba essere prudenti. Per cui ha grandi motivazioni e lo portiamo a Roma, ma inizialmente andrà in panchina. Il nostro staff medico ha fatto un grande lavoro, ora ho addirittura abbondanza".
Al punto da creare i soliti ballottaggi in mezzo al campo.
"Barreto ha preso una botta nell'ultimo allenamento, ma conto di averlo. Si giocherà il posto con Praet. C'è uno sprint, come al solito, per il trequartista, sono in corsa Fernandes e Alvarez. In più mi piacerebbe vedere all'opera Djuricic, che in settimana si allena molto bene, ma in partita va ancora troppo a sprazzi. Sono convinto che prima o poi possa esplodere ed è giusto offrirgli qualche chance".
Cosa teme di più della Lazio?
"La loro forza, l'aggressività, ma anche la qualità tecnica e le forti individualità. Dovremo cercare di essere alti, soprattutto con la difesa e di evitare il più possibile l'uno contro a uno. Sono certo che la mia squadra scenderà in campo motivata. Non fosse così, mi auguro che al più presto possa esserci una scintilla in grado di accenderla".
Rispetta la Lazio. Avrebbe preferito in questo momento affrontare un avversario diverso, non così euforico per la vittoria nel derby e così lanciato?
"No, sono contento di trovarmi di fronte un avversario di questo spessore. Più è forte, più noi possiamo capire di che pasta siamo fatti.. Sono queste squadre a darci la misura migliore di quello che siamo".
All'andata, soprattutto nel primo tempo, la Lazio vi mise sotto.
"Quest'anno è accaduto poche volte, perché la Sampdoria ha sempre provato a fare la partita. Vorrei che rimanessimo aggrappati alla gara sino all'ultimo, anche se percepisco le difficoltà. Ma è l'unico modo per avere ragione di un incontro complicato".
Lo stadio si preannuncia pieno, un Olimpico pronto ad omaggiare chi ha battuto la Roma. Un'insidia in più?
"Semmai uno stimolo. La cornice di pubblico aiuta a restare concentrati. E noi per l'impresa dovremo esserlo sempre. Altrimenti la Lazio può farci molto male".
"So che all'Olimpico negli ultimi venticinque anni la Sampdoria ha vinto una volta sola, dodici anni fa".
Per la storia blucerchiata questa partita è un vero e proprio tabù.
"Ma le tradizioni negative si possono sempre sfatare. Noi in questa stagione ci siamo già riusciti diverse volte. Erano 57 anni che la Sampdoria a livello di serie A non vinceva il derby contro il Genoa sia all'andata che al ritorno, era dal 1997 che non s'imponeva a San Siro sia con il Milan che con l'Inter, chissà che non si riesca a domare anche la Lazio. Il problema non è la maledizione, ma la forza dell'avversario".
In che senso?
"Nel senso che la squadra di Inzaghi è davvero forte, occupa legittimamente il quarto posto, solo Juventus, Roma e Napoli le sono superiori. E' una formazione fisica, che a centrocampo può distruggere chiunque. In attacco Anderson, Keita e soprattutto Immobile fanno paura e pure la difesa ha grande solidità. Noi in partenza non ci sentiamo condannati, proveremo a giocarcela, come sempre. Consapevoli che per portare a casa dei punti ci vorrà una vera e propria impresa".
Ad aggravare la situazione c'è questa emergenza, soprattutto in attacco.
"No, quella è finita. Improvvisamente sono guariti tutti, solo il portiere Viviano è indisponibile, ma chi giocherà al suo posto, Puggioni, ci fa dormire sonni più che tranquilli".
Significa che Schick ha smaltito il dolore alla spalla e potrebbe giocare dall'inizio?
"Potrebbe. Da due giorni non accusa più dolore e vuole gettarsi nella mischia. Anche Budimir è recuperato, pure lui non avverte più male alla spalla. E c'è anche Muriel che smania, dopo quarantacinque giorni di stop per l'infortunio muscolare. Credo che con lui si debba essere prudenti. Per cui ha grandi motivazioni e lo portiamo a Roma, ma inizialmente andrà in panchina. Il nostro staff medico ha fatto un grande lavoro, ora ho addirittura abbondanza".
Al punto da creare i soliti ballottaggi in mezzo al campo.
"Barreto ha preso una botta nell'ultimo allenamento, ma conto di averlo. Si giocherà il posto con Praet. C'è uno sprint, come al solito, per il trequartista, sono in corsa Fernandes e Alvarez. In più mi piacerebbe vedere all'opera Djuricic, che in settimana si allena molto bene, ma in partita va ancora troppo a sprazzi. Sono convinto che prima o poi possa esplodere ed è giusto offrirgli qualche chance".
Cosa teme di più della Lazio?
"La loro forza, l'aggressività, ma anche la qualità tecnica e le forti individualità. Dovremo cercare di essere alti, soprattutto con la difesa e di evitare il più possibile l'uno contro a uno. Sono certo che la mia squadra scenderà in campo motivata. Non fosse così, mi auguro che al più presto possa esserci una scintilla in grado di accenderla".
Rispetta la Lazio. Avrebbe preferito in questo momento affrontare un avversario diverso, non così euforico per la vittoria nel derby e così lanciato?
"No, sono contento di trovarmi di fronte un avversario di questo spessore. Più è forte, più noi possiamo capire di che pasta siamo fatti.. Sono queste squadre a darci la misura migliore di quello che siamo".
All'andata, soprattutto nel primo tempo, la Lazio vi mise sotto.
"Quest'anno è accaduto poche volte, perché la Sampdoria ha sempre provato a fare la partita. Vorrei che rimanessimo aggrappati alla gara sino all'ultimo, anche se percepisco le difficoltà. Ma è l'unico modo per avere ragione di un incontro complicato".
Lo stadio si preannuncia pieno, un Olimpico pronto ad omaggiare chi ha battuto la Roma. Un'insidia in più?
"Semmai uno stimolo. La cornice di pubblico aiuta a restare concentrati. E noi per l'impresa dovremo esserlo sempre. Altrimenti la Lazio può farci molto male".
