GENOVA - Con le reti di Barreto e Quagliarella su rigore, ma più in generale con una partita dominata dall'inizio alla fine, la Sampdoria resta aggrappata al suo grande sogno europeo, conserva il sesto posto e si presenta alla resa dei conti contro il Milan, domenica sera a San Siro, con tre lunghezze di vantaggio. I blucerchiati hanno avuto il merito di azzeccare l'approccio e di non sottovalutare un avversario nettamente inferiore e che all'atto pratico, sul campo, si è dimostrato più tenero di un grissino. Giampaolo temeva la sfida, nel Verona di Pecchia aveva intravisto momenti di calcio simili a quello blucerchiato, ma sin dai primi minuti si è capito che tutte queste difficoltà non ci sarebbero state. Lo stesso allenatore a fine gara lo ha ammesso: "Pensavo fosse tutto più complicato".
Invece lo è stato solo per gli errori sotto porta dei padroni di casa, incapaci di passare in vantaggio nel primo tempo, pur in presenza di quattro nitide palle gol. Mentre il Verona con il passare dei minuti si rintanava sempre di più nel proprio bunker, i blucerchiati facevano a gara nel gettare al vento opportunità. Il primo era Linetty all'8': geniale era stato il passaggio all'indietro di Caprari, capace di creare un rigore in movimento, il polacco davanti a Nicolas si faceva respingere la conclusione con i piedi. Stesso discorso tre minuti dopo: ancora intuizione di Caprari, elogiato pubblicamente da Giampaolo a fine partita, tiro di Quagliarella e deviazione in corner di Nicolas. Ma i colpi di scena più clamorosi si verificavano al 17' e al 19': prima Quagliarella, anziché infilare di testa a porta vuota, incocciava Vukovic, posizionato sulla linea di porta, sulla traiettoria e poi malediceva il palo nella successiva carambola, poi Zapata al 19' si superava, non sfruttando un passaggio del compagno di reparto e tirando addosso al portiere in uscita.
Errori da matita blu, che non mettevano però ansia nella Sampdoria, abile nell'avere pazienza e nell'insistere. Ghirigori che venivano cancellati dall'ottimo colpo di spugna di Barreto al 5' della ripresa: il paraguaiano, in scadenza di contratto e smanioso di poterlo allungare, si dimostrava perfetto nell'inserimento sul cross di Caprari e nella mira, visto che il suo tocco di testa finiva nell'angolino, imprendibile per Nicolas. Era la rete che di fatto decideva la sfida, perché il Verona continuava nel suo poco e niente, e la Sampdoria ripetutamente sprecava occasioni per il raddoppio. Una partita squilibrata, in chiara discesa, tenuta in piedi solo dalla scarsa cattiveria sampdoriana, Quagliarella che al 10' passa la palla a Nicolas, dopo averla rubata al limite dell'area, anziché fulminarlo, Zapata che all'11' s'invola, vede il portiere che gli viene incontro e lo grazia con uno sciagurato cucchiaio, Murru che qualche minuto dopo, a seguito di un rapido contropiede, potrebbe servire tre compagni liberi e invece si fa intercettare il cross.
Il Verona, portiere a parte, continua a non pervenire e così la Sampdoria, quasi inevitabilmente, al 40' trova il colpo del ko con un rigore trasformato da Quagliarella, 17 centri in campionato, 125 in carriera in serie A. Il tiro dal dischetto è originato da un chiaro sgambetto di Valoti al polacco Kownacki, l'incerto Pairetto non può esimersi allo stesso modo in cui il capitano della Sampdoria non perdona. Due a zero e tanti saluti alle velleità veronesi, smanie di una squadra che pare sempre più incanalata verso la retrocessione, stante anche l'incapacità di lottare e i tanti errori in fase d'impostazione. Una prova è anche la fragilità mostrata negli ultimi minuti del tutti avanti: mentre i ragazzi di Pecchia fanno il solletico a Viviano, la Sampdoria spreca ancora con Kownacki (Nicolas ringrazia per il tiro alto) e Quagliarella, che dal portiere in uscita spericolata si fa ipnotizzare. Poco male, pensano i tifosi di casa, la Sampdoria del punteggio più rotondo se ne frega, le interessava solo restare davanti al Milan. Per giocarsi lo scontro diretto con un piccolo vantaggio psicologico.
Invece lo è stato solo per gli errori sotto porta dei padroni di casa, incapaci di passare in vantaggio nel primo tempo, pur in presenza di quattro nitide palle gol. Mentre il Verona con il passare dei minuti si rintanava sempre di più nel proprio bunker, i blucerchiati facevano a gara nel gettare al vento opportunità. Il primo era Linetty all'8': geniale era stato il passaggio all'indietro di Caprari, capace di creare un rigore in movimento, il polacco davanti a Nicolas si faceva respingere la conclusione con i piedi. Stesso discorso tre minuti dopo: ancora intuizione di Caprari, elogiato pubblicamente da Giampaolo a fine partita, tiro di Quagliarella e deviazione in corner di Nicolas. Ma i colpi di scena più clamorosi si verificavano al 17' e al 19': prima Quagliarella, anziché infilare di testa a porta vuota, incocciava Vukovic, posizionato sulla linea di porta, sulla traiettoria e poi malediceva il palo nella successiva carambola, poi Zapata al 19' si superava, non sfruttando un passaggio del compagno di reparto e tirando addosso al portiere in uscita.
Errori da matita blu, che non mettevano però ansia nella Sampdoria, abile nell'avere pazienza e nell'insistere. Ghirigori che venivano cancellati dall'ottimo colpo di spugna di Barreto al 5' della ripresa: il paraguaiano, in scadenza di contratto e smanioso di poterlo allungare, si dimostrava perfetto nell'inserimento sul cross di Caprari e nella mira, visto che il suo tocco di testa finiva nell'angolino, imprendibile per Nicolas. Era la rete che di fatto decideva la sfida, perché il Verona continuava nel suo poco e niente, e la Sampdoria ripetutamente sprecava occasioni per il raddoppio. Una partita squilibrata, in chiara discesa, tenuta in piedi solo dalla scarsa cattiveria sampdoriana, Quagliarella che al 10' passa la palla a Nicolas, dopo averla rubata al limite dell'area, anziché fulminarlo, Zapata che all'11' s'invola, vede il portiere che gli viene incontro e lo grazia con uno sciagurato cucchiaio, Murru che qualche minuto dopo, a seguito di un rapido contropiede, potrebbe servire tre compagni liberi e invece si fa intercettare il cross.
Il Verona, portiere a parte, continua a non pervenire e così la Sampdoria, quasi inevitabilmente, al 40' trova il colpo del ko con un rigore trasformato da Quagliarella, 17 centri in campionato, 125 in carriera in serie A. Il tiro dal dischetto è originato da un chiaro sgambetto di Valoti al polacco Kownacki, l'incerto Pairetto non può esimersi allo stesso modo in cui il capitano della Sampdoria non perdona. Due a zero e tanti saluti alle velleità veronesi, smanie di una squadra che pare sempre più incanalata verso la retrocessione, stante anche l'incapacità di lottare e i tanti errori in fase d'impostazione. Una prova è anche la fragilità mostrata negli ultimi minuti del tutti avanti: mentre i ragazzi di Pecchia fanno il solletico a Viviano, la Sampdoria spreca ancora con Kownacki (Nicolas ringrazia per il tiro alto) e Quagliarella, che dal portiere in uscita spericolata si fa ipnotizzare. Poco male, pensano i tifosi di casa, la Sampdoria del punteggio più rotondo se ne frega, le interessava solo restare davanti al Milan. Per giocarsi lo scontro diretto con un piccolo vantaggio psicologico.
