GENOVA - Dimenticare le ultime due sconfitte, due batoste pesantissime contro Crotone (4-1) e Inter (0-5), e rilanciarsi in classifica per tenero viva la speranza Europa. Questo l'obiettivo della Sampdoria impegnata domani a Verona contro il Chievo.
Giampaolo, alle porte ci sono Atalanta in trasferta e il derby a Marassi. Quanto è fastidioso doversi occupare prima del Chievo?
"E' l'unica cosa a cui penso, l'unica a cui mi auguro pensi la mia squadra. In questo momento c'è solo questa partita, le altre non contano. E' quella che ci può aprire determinati scenari, permetterci di cullare certi sogni oppure farci arretrare ulteriormente. Da questa sfida mi aspetto riscatto".
Anche gli altri due impegni però non scherzano, tanto è vero che andate in ritiro.
"E' una decisione della squadra. Decidere di passare la Pasqua tutti assieme, ma fuori casa, lontano dalle famiglie, è un bel segnale di attaccamento alla maglia. Noi dobbiamo riportare la Sampdoria al centro del villaggio. Si deve vincere da squadra, ragionando come collettivo, e non giocando ognuno per sé. L'individualità fa la differenza, ma se si punta solo su quella, le partite non si vincono".
Peraltro lei in questa sosta ha dovuto fare a meno di dieci nazionali.
"Se a settembre ne avevamo due e ora siamo a dieci, significa che è stato fatto un buon lavoro. Ma chi è arrivato in nazionale, lo deve anche al lavoro degli altri, dei suoi compagni, Ed è anche a loro che deve pensare. Il Chievo è un avversario ostico, di recente ha fermato il Napoli. E' una squadra che ha perso qualche partita di troppo e si è messa in una situazione complicata. Ma quando si esprime all'altezza del suo valore, è molto difficile da affrontare".
Lei ha parecchi giocatori non al meglio. Bereszynski per esempio.
"Non è al 100%, non sono sicuro che possa scendere in campo con il Chievo, ma conto di recuperarlo per questo trittico di partite. Se non ce la facesse, abbiamo Sala, che è pronto. A meno di non precettare il nostro direttore sportivo Carlo Osti, Ai suoi tempi era un bel terzino..."
Linetty?
"Ha smaltito la botta all'occhio, è guarito, giocherà".
Quagliarella?
"Ha svolto l'intera rifinitura, sta meglio, dopo qualche allenamento a parte. E' a disposizione, potrebbe giocare. E' chiaro che le scelte saranno condizionate anche dagli impegni ravvicinati".
E dai diffidati, visto che ne ha ben sei, ancorché uno, Barreto, è indisponibile.
"Sui diffidati non faccio calcoli, perché nessuno mi garantisce che tale giocatore farà una buona partita con una determinata squadra e che magari il sostituto non sia meglio. Se arriva il cartellino e la squalifica, avanti un altro".
In che condizione fisica e mentale sono tornati i tanti nazionali?
"Mi auguro di vederli bene in campo contro il Chievo. Prima è difficile fare valutazioni, troppo pochi due allenamenti. Quando il gruppo è al completo ho una migliore percezione".
Tornando al Chievo, all'andata vinceste quattro a uno.
"Non significa nulla. L'esperienza mi porta a dire che non ci sono mai sfide facili o formazioni ideali. Esistono solo motivazioni, rabbia e attaccamento alle cose che fai. A Verona giocheranno gli undici migliori per questa partita. Mi interessa che la squadra dia una risposta, l'avversario è scorbutico e deve salvarsi, giocherà alla morte. Sono convinto che con noi ritroverà la sua proverbiale solidità".
Cosa intendeva dopo l'Inter quando ha parlato di azzeramento delle gerarchie?
"Quello che vedrete contro il Chievo. E' un avviso ai naviganti, gli interessi individuali sono collaterali all'interesse della Samp. Questa squadra ha fatto grandi partite quando ha giocato per il collettivo. Tutti devono sentirsi in discussione, nessuno ha più il posto garantito. Mi dicono che il trend di fine stagione della Samp negli ultimi anni sia sempre stato negativo, non solo con me, ma anche con altri allenatori, Allora bisogna fare qualcosa per cambiarlo. Perché io voglio rivedere prestazioni di grande sostanza. Lo dobbiamo alla maglia e ai tifosi".
Giampaolo, alle porte ci sono Atalanta in trasferta e il derby a Marassi. Quanto è fastidioso doversi occupare prima del Chievo?
"E' l'unica cosa a cui penso, l'unica a cui mi auguro pensi la mia squadra. In questo momento c'è solo questa partita, le altre non contano. E' quella che ci può aprire determinati scenari, permetterci di cullare certi sogni oppure farci arretrare ulteriormente. Da questa sfida mi aspetto riscatto".
Anche gli altri due impegni però non scherzano, tanto è vero che andate in ritiro.
"E' una decisione della squadra. Decidere di passare la Pasqua tutti assieme, ma fuori casa, lontano dalle famiglie, è un bel segnale di attaccamento alla maglia. Noi dobbiamo riportare la Sampdoria al centro del villaggio. Si deve vincere da squadra, ragionando come collettivo, e non giocando ognuno per sé. L'individualità fa la differenza, ma se si punta solo su quella, le partite non si vincono".
Peraltro lei in questa sosta ha dovuto fare a meno di dieci nazionali.
"Se a settembre ne avevamo due e ora siamo a dieci, significa che è stato fatto un buon lavoro. Ma chi è arrivato in nazionale, lo deve anche al lavoro degli altri, dei suoi compagni, Ed è anche a loro che deve pensare. Il Chievo è un avversario ostico, di recente ha fermato il Napoli. E' una squadra che ha perso qualche partita di troppo e si è messa in una situazione complicata. Ma quando si esprime all'altezza del suo valore, è molto difficile da affrontare".
Lei ha parecchi giocatori non al meglio. Bereszynski per esempio.
"Non è al 100%, non sono sicuro che possa scendere in campo con il Chievo, ma conto di recuperarlo per questo trittico di partite. Se non ce la facesse, abbiamo Sala, che è pronto. A meno di non precettare il nostro direttore sportivo Carlo Osti, Ai suoi tempi era un bel terzino..."
Linetty?
"Ha smaltito la botta all'occhio, è guarito, giocherà".
Quagliarella?
"Ha svolto l'intera rifinitura, sta meglio, dopo qualche allenamento a parte. E' a disposizione, potrebbe giocare. E' chiaro che le scelte saranno condizionate anche dagli impegni ravvicinati".
E dai diffidati, visto che ne ha ben sei, ancorché uno, Barreto, è indisponibile.
"Sui diffidati non faccio calcoli, perché nessuno mi garantisce che tale giocatore farà una buona partita con una determinata squadra e che magari il sostituto non sia meglio. Se arriva il cartellino e la squalifica, avanti un altro".
In che condizione fisica e mentale sono tornati i tanti nazionali?
"Mi auguro di vederli bene in campo contro il Chievo. Prima è difficile fare valutazioni, troppo pochi due allenamenti. Quando il gruppo è al completo ho una migliore percezione".
Tornando al Chievo, all'andata vinceste quattro a uno.
"Non significa nulla. L'esperienza mi porta a dire che non ci sono mai sfide facili o formazioni ideali. Esistono solo motivazioni, rabbia e attaccamento alle cose che fai. A Verona giocheranno gli undici migliori per questa partita. Mi interessa che la squadra dia una risposta, l'avversario è scorbutico e deve salvarsi, giocherà alla morte. Sono convinto che con noi ritroverà la sua proverbiale solidità".
Cosa intendeva dopo l'Inter quando ha parlato di azzeramento delle gerarchie?
"Quello che vedrete contro il Chievo. E' un avviso ai naviganti, gli interessi individuali sono collaterali all'interesse della Samp. Questa squadra ha fatto grandi partite quando ha giocato per il collettivo. Tutti devono sentirsi in discussione, nessuno ha più il posto garantito. Mi dicono che il trend di fine stagione della Samp negli ultimi anni sia sempre stato negativo, non solo con me, ma anche con altri allenatori, Allora bisogna fare qualcosa per cambiarlo. Perché io voglio rivedere prestazioni di grande sostanza. Lo dobbiamo alla maglia e ai tifosi".
