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Sassuolo, Schelotto ritrova l'Inter: "Ma il passato non conta". Terranova, rottura del crociato

L'italoargentino, in prestito alla matricola emiliana, affronta domenica i nerazzurri, una storia che non si è conclusa bene: "Ma ora voglio dare tutto per questa maglia. Dobbiamo essere più cattivi". Il difensore sarà operato nei prossimi giorni
di ANDREA MELLI

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SASSUOLO (Modena) - La notizia che era nell'aria ha purtroppo trovato riscontro nella realtà dei fatti. La risonanza magnetica al ginocchio destro di Emanuele Terranova ha evidenziato la rottura del legamento crociato. Un colpo durissimo per il Sassuolo, che dovrà quindi fare a meno del suo miglior centrale difensivo; nelle prossime settimane o forse anche nei prossimi giorni, l'operazione per la ricostruzione dello stesso legamento. Lunghissimi ovviamente i tempi di recupero: una notizia choc nell'antivigilia neroverde. Oggi rifinitura al "Ricci", nuovamente a porte chiuse.

E le parole spese da Ezequiel Schelotto passano chiaramente in secondo piano. Una gara che non può essere come tutte le altre. Tra l'ex bergamasco e l'Inter, una storia che non si è conclusa nel migliore dei modi: il prestito a Piazza Risorgimento con diritto di riscatto sulla metà esercitabile a fine stagione, la formula con la quale Schelotto ha lasciato il club di Via Durini. "Ma il passato non conta, conta soltanto il presente. Il mio, si chiama Sassuolo, per la maglia del Sassuolo do e darò tutto", dice Schelotto il cui ricordo del club nerazzurro è comunque positivo. "Credo di aver segnato un gol molto importante, e mi riferisco alla rete nel derby", spiega l'italo-argentino che a Milano ha ancora amici ("diversi, ovviamente li saluterò con grande piacere"), senza aver alcun tipo di rimpianto personale, "ho fatto tutto quello che potevo fare, non ho nessun tipo di rimpianto. Mazzarri ha fatto le sue scelte e le rispetto: è un grande tecnico e la sua "mano" si sta già vedendo", continua Schelotto che vuole vedere un Sassuolo "cattivo". "Lo dovremmo essere soprattutto sottoporta, perché quando ci sono occasioni da gol bisogna trasformarle: certi errori non puoi permetterteli, la Serie A ti punisce immediatamente e a Verona  - dove abbiamo fatto meglio rispetto a Torino e Livorno - ne abbiamo avuto la riprova".
 
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