REGGIO EMILIA - Che cos'è il calcio? Per alcuni un'industria, per altri un lavoro come un altro. E a volte, tra i professionisti che (per la maggior parte dei "maschi alfa" e non solo) fanno il lavoro più bello del mondo, pensi che ci sia chi non capisce la fortuna che ha. Un match come questo Sassuolo-Verona, due squadre che giocano nell'occhio del ciclone, lontani da tuoni e fulmini, portate dove c'è il sole da due piloti di alta qualità, ti riporta alla giusta dimensione del calcio. Il gioco. Il primo tempo è un tripudio di idee, di duelli muscolari e veloci che difficilmente trascendono, una goduria di movimenti sincronizzati, di controlli di palla, di meccanismi perfetti. In una parola: di idee. L'allenatore di calcio, soprattutto se si chiama De Zerbi o Juric, è un perfezionista, mai contento. Ma il match del Mapei è una chicca, tra chi spesso onora il senso estetico.
Subito un match tosto
Parte tosto il Verona, provando a sorprendere i neroverdi, un po' come aveva fatto il Bologna poche settimane fa. Ma il Sassuolo ha imparato a schermarsi e sa come ridurre gli iniziali colpi di tosse. Così assesta subito un colpo alle ambizioni venete, dopo 4': in una delle prime repliche neroverdi, Berardi invita Defrel a toccare a rimorchio per Locatelli che, sulla linea dell'area, da centravanti arretrato, piazza la palla dove il bravo Silvestri non arriva.
Berardi-Ceccherini, che duello
Il gol carica gli emiliani che brillano attorno al loro capitano Berardi, che ingaggia un gran duello con Ceccherini e manda al ct azzurro Mancini ottime notizie. Il Verona fatica in costruzione, Caputo non permette al professor Veloso di tenere la sua lezione, la scelta di de Zerbi è quella di lasciare libertà a Ceccherini, in fase di non possesso, cioè a un giocatore che non ha la costruzione nel suo Dna. Lazovic e Zaccagni si accendono a intermittenza, il serbo è a nostro parere il miglior crossatore del campionato, e ce ne dà più di una dimostrazione.
Barak e Ferrari esaltano i portieri
Al 12' scambia con Zaccagni e mette il pallone sulla testa di Barak, salito in cielo. Consigli si produce in un grande intervento e mette in angolo. Cinque minuti dopo Faraoni ancora Zaccagni serve Faraoni che si ritrova davanti a Consigli come un centravanti e non tira, sorpreso da tanta libertà concessa. Al 19' è Silvestri a volare su incornata di Ferrari che imita Barak sotto misura. La risposta non si fa attendere: Zaccagni scodella per il solito Ceccherini, lasciato in area, stop di petto e rovesciata acrobatica da posizione angolata, nulla di fatto. La risposta è di Berardi, al 35', dribbling in area, palla sul destro e tira in diagonale, fuori di poco.
Lazovic, chi crossa meglio di lui?
Tanta qualità e tanto gioco, ma si rimane sul vantaggio neroverde fino al 43' quando Lazovic pareggia. Faraoni scambia al limite e va sul fondo, mette un traversone in area, ci sono due veli e Lazovic che ha il tempo di fermare palla e battere da due passi Consigli. Un pareggio giusto, una fiera del calcio.
De Zerbi-Juric, il bello delle idee
La sfida De Zerbi-Juric continua sulla sottile linea delle idee anche nella ripresa, anche quando cambiano i protagonisti. Il croato deve risolvere un rebus in costruzione, ecco Dimarco, ma non per fare il centrale di sinistra, bensì a fare coppia sulla sinistra con Zaccagni, trasferendo Lazovic sul lato opposto e dando a Faraoni, peraltro anche ammonito, l'occasione di rifiatare.
Hellas grintoso, ma distratto dietro
Parte forte l'Hellas, e dopo 2' Chiriches spinge Lasagna che è scattato verso Consigli, il giovane arbitro Prontera, non interviene e non riceve indicazioni in merito dal Var. Avesse fischiato rigore non si sarebbe gridato allo scandalo. Il Verona gioca bene, ma di tanto in tanto perde attenzione difensiva. Al 52' Lazovic ritarda un'uscita in marcatura su Djiuricic che dentro l'area tira in diagonale, infilando l'angolino opposto. Due a uno.
Botte e risposte
Il Verona però non cambia atteggiamento, accetta qualche rischio in più dietro e spinge, costringendo il Sassuolo, solitamente padrone del palleggio, a lasciare l'iniziativa e a giocare di rimessa. Al 65' in una replica fermata con un fallo, Berardi prova la specialità, il tiro di punizione, Silvestri si allunga in volo sulla sinistra e mette in angolo. Berardi che si fa apprezzare molto anche nel lavoro di copertura. Spinge costantemente l'ospite, lasciando l'arma del contropiede a un avversario veloce.
Il piedino educato di Dimarco
Al 78' Barak si inventa sotto misura un drop per eludere un'uscita di Consigli, operazione riuscita, ma sulla linea in acrobazia Ferrari evita il gol fatto. E' il preludio del pareggio, 1' dopo, Lazovic mette il solito perfetto traversone assist, un rimpallo alza la palla sul sinistro magico di Dimarco che conferma la qualità del suo piede sinistro (meglio di quello artistico di Christy Brown, reso famoso da un grande film). Diagonale secco, colpito meravigliosamente, imprendibile. 2 a 2.
Un urlo di gioia strozzato
Ma l'urlo di gioia resta strozzato in gola. Chissà... forse l'adrenalina che rallenta di colpo, forse un sospiro di sollievo che una squadra come il Sassuolo non acconsente. Un passaggio indietro scellerato mette Caputo nelle condizioni di poter tirare con il solo Dawidowicz, entrato nella ripresa, a difesa del berasgalio grosso. Il corpaccione basta, palla in angolo. Ma dal corner nasce una mischia, non c'è nulla da fare, il Verona - schiacciato in area - non riesce a difendere. Rimpalli, difesa troppo passiva come sul gol di Djiuricic, palla a Traorè e palla nell'angolino: 3 a 2.
Grazie ragazzi!
Finale di partita ancora di marca gialloblù, Juric non si tiene e viene espulso, il Sassuolo torna alla vittoria dopo tre partite. Ma a noi resta il piacere di esserci affacciati su un panorama, calcisticamente parlando, affascinante.
Sassuolo (4-2-3-1): Consigli, Toljan, Chiriches (43' st Ayhan), Ferrari G., Kyriakopoulos, Obiang, Locatelli (39' st M.Lopez), Berardi, Defrel (22' st Traorè), Djuricic (22' st Marlon), Caputo. (56 Pegolo, 4 Magnanelli, 6 Rogerio, 7 Boga, 13 Peluso, 17 Muldur, 18 Raspadori, 27 Haraslin). All.: De Zerbi.
Verona (3-4-2-1): Silvestri, Magnani (22' st Bessa), Gunter (10' st Davidowicz), Ceccherini, Faraoni (1' st Dimarco), Tameze (10' st Sturaro), Veloso, Lazovic; Barak, Zaccagni (39' st Salcedo); Lasagna. (22 Berardi, 25 Pandur, 6 Lovato, 11 Favilli, 13 Udogie, 14 Ilic , 15 Cetin). All.: Juric
Arbitro: Prontera di Bologna
Reti: nel pt 4' Locatelli, 43' Lazovic; nel st 6' Djuricic, 34' Dimarco, 36' Traoré.
NOTE: Angoli: 6-5. Recupero. 1'+ 4'. Espulso: l'allenatore del Verona Juric per proteste al 44' st. Ammoniti: Faraoni, Locatelli, Traorè.