Stefano Chisoli ha festeggiato in tribuna al Picco, contro il Bologna, la sua partita numero 150 da presidente dello Spezia. Oggi a San Siro sarà la 151. "L'Inter è fortissima. Dovremo giocare al massimo per restare in partita. Mi aspetto la più dura dell'intero campionato".
Anche più di quelle contro la Juventus, in cui perdeste 1-4, e del Milan, che vi ha battuto per 3-0?
"Sono oggettivo. Quando l'Inter accelera è difficile per chiunque resistere. La squadra di Conte ha avuto sfortuna in diverse occasioni, penso alle due gare con lo Shakhtar in cui ha preso tre traverse, ma è un super team. Dovremo dare il massimo".
Non esageri con i complimenti, altrimenti a Spezia le daranno dell'interista.
"Lo fanno già! Sono milanese e per questo mi massacrano. In realtà sanno benissimo quanto io tifi Spezia, con quale passione segua la squadra".
Inter e Spezia condivisero la proprietà, ai tempi di Moratti.
"Piero Ausilio era direttore sportivo, Paolillo era presidente. Capita che una stessa proprietà abbia due squadre. Anche noi abbiamo una secondo club, l'Arzachena in Costa Smeralda".
Quindi, beato lei, si divide fra le Cinque Terre e la Costa Smeralda?
"Macché. Abito a Bologna, spesso sono a Milano. Ho smesso di occuparmi dell'Arzachena per potermi concentrare sullo Spezia, che lo merita".
È la prima volta nella storia che la sua squadra gioca a San Siro. Avrebbe preferito farlo col pubblico?
"Egoisticamente, dico di no. Senza pubblico quello stadio incute meno timore. Anche noi purtroppo ci siamo dovuti abituare a giocare al Picco vuoto. Gli spalti deserti sono un danno per chi gioca in casa".
Comprerete il vostro stadio?
"Non abbiamo parlato ancora di acquisto dell'impianto. Il sindaco ha presentato un progetto per ammodernarlo. In teoria pagherà il Comune. Noi abbiamo anticipato i soldi per alcuni lavori urgenti".
Chi vincerà lo scudetto?
"Il Milan è partito bene, ma l'Inter ha una rosa più profonda. Lo pensavo già a inizio campionato, quando faticava. Senza impegni europei, potrebbe potenzialmente vincere ogni partita".
Quali squadre scenderanno in Serie B?
"Faremo di tutto per non essere fra le tre. Finora abbiamo fatto un bellissimo percorso, nonostante le difficoltà: un mercato fatto in fretta e la scomodità di giocare per mesi a Cesena, in pratica sempre in trasferta. E con Bologna e Parma meritavamo di più".
È orgoglioso di questo suo Spezia?
"Molto. Abbiamo chiuso il bilancio con 3 milioni di utile e abbiamo centrato la promozione, nonostante le squadre scese dalla Serie A alla B avessero il vantaggio economico del paracadute, meccanismo che non ho mai apprezzato".
Come avete fatto a chiudere in attivo il bilancio nonostante il Covid, senza peraltro ritardare il pagamento degli stipendi?
"Pagare puntualmente gli stipendi era una priorità. Così abbiamo rafforzato il legame coi giocatori, e alla ripartenza dopo il lockdown li abbiamo trovati motivati. Per il resto: gestione oculata e qualche plusvalenza. Abbiamo ceduto, fra gli altri, Okereke al Bruges. Vendere bene è una necessità per fare quadrare i conti, nelle piccole squadre e anche per le grandi".
Perché i grandi club, con centinaia di milioni di entrate, chiudono i bilanci in perdita?
"Quest'anno ha influito l'emergenza sanitaria. In generale il desiderio di essere competitivi in Europa porta a fare spese folli. Se ne esce aumentando i ricavi e con uno scouting intelligente. Ma la vera soluzione sarebbe un salary cap a livello europeo".
Italiano ha rinnovato il contratto. Sarà possibile tenerlo davvero in panchina a Spezia per tre stagioni ancora?
"Ama città e tifosi, ricambiato. Se saremo bravi ad assecondarlo e aiutarlo, potrebbe rimanere a lungo. Gli siamo grati. È un gran lavoratore. È intelligente e genuino, pur essendo molto grintoso".
Lo Spezia ha 35 giocatori in rosa. Cederete qualcuno a gennaio?
"Qualcuno di sicuro. Anche se fra infortuni e Covid hanno giocato tutti, per l'allenatore gestire una rosa così ampia non è semplice".
Comprerete giocatori?
"Con l'allenatore non ne abbiamo ancora parlato, ma qualcuno arriverà. Intanto attendiamo il rientro di infortunati importanti: Galabinov, Capradossi, Leo Sena".
È vero che l'Inter vuole interrompere il prestito di Agoumé, perché lo fate giocare troppo poco?
"Non ci hanno detto nulla, spero non sia vero. Vorrei rimanesse, visto quanto ho insistito per averlo. È forte, intelligente. Ho letto che anche Roberto Piccoli vorrebbe tornare all'Atalanta, ma anche in quel caso il giocatore non ha confermato nulla. Si scrivono e si leggono tante cose".
Quanto ha influito sulla crescita del club avere un centro all'avanguardia come il Ferdeghini, dove si gioca il torneo Viareggio?
"Moltissimo. Tanti nostri giocatori arrivano da lì. Ora abbiamo Giulio Maggiore, che gioca nell'Italia Under 21, Simone Bastoni, Vignali. Tutti spezzini. Il nostro ex Mulattieri gioca in Olanda. Prima del Covid, al Ferdeghini si allenavano 400 ragazzi di ogni età. E nessuno paga un euro. Il patron Volpi ha a cuore che le famiglie non debbano pagare nulla, nemmeno per divise e materiale".
Volpi mette i soldi, ma allo stadio non si fa vedere da tempo. Pensa che avere un proprietario distante, che si fida dei suoi manager, possa essere un vantaggio nella gestione?
"Si è dimostrato un vincente in tutte le sue attività, sport compreso, senza bisogno di essere fisicamente presente. Con la Pro Recco di pallanuoto ha battuto ogni record. Vivendo per lo più in Nigeria, ora con l'emergenza Covid ha difficoltà a rientrare in Italia. Mi auguro riesca presto a venire allo stadio. E spero che, come lui, anche i nostri tifosi possano vedere dal vivo lo Spezia per la prima volta in Serie A. Se non sarà possibile quest'anno, ci impegneremo in ogni modo perché possano farlo il prossimo".