TORINO - La rivoluzione per salvare la panchina. Sinisa Mihajlovic volta pagina: cambia registro e ribalta il Toro come un calzino per battere il Cagliari e allontanare critiche e perplessità. "Noi quest'anno saremmo dovuti passare alla fase-2 e lavorare su particolari con una squadra matura - spiega Miha -. All'inizio sembrava così, ma dopo Verona qualcosa si è inceppato, abbiamo perso la rabbia che è nel dna del Toro e quindi torniamo alla fase-1 e ai metodi antichi, ossia prima i principi morali e poi quelli del gioco. Nello spogliatoio ho detto la mia e i confronti sono finiti: io parlavo e loro stavano zitti".
Domani sera, contro un Cagliari che rappresenta una sorta di ultima spiaggia per il tecnico serbo, potrebbe cambiare modulo, passando dal 4-2-3-1 al 4-3-3 inserendo Valdifiori, e lasciare per la prima volta in panchina mister quindici milioni Niang. L'uomo in più, però, è Andrea Belotti: il Gallo ha recuperato dall'infortunio al ginocchio (lesione del legamento collaterale del ginocchio destro) ed è pronto a caricarsi sulle spalle il Toro. "Vediamo, voglio valutare bene le cose; non vogliamo rischiare nessuno".
L'impressione, però, è che il Gallo possa tornare ad essere il capitano dal primo minuto. Più in generale, Mihajlovic si sfoga così: "Io potrei raccontare le mie notti insonni quando il Toro non vince. Perdere mi rode: io non dormo di notte e per scaricare la rabbia vado a correre quindici chilometri. Non pretendo che chi non ha qualità se le inventi, ma esigo che i giocatori siano arrabbiati quanto me e che siano pronti a sputare l'anima nella partita dopo. E qui non è successo". Ma lei si sente in bilico? "Dal 1987 al 2017, io sono nel calcio da trent'anni, pensi quante volte ho vissuto queste situazioni - risponde Sinisa -. Il mio unico pensiero è vincere e rimettere il Toro in carreggiata. Domani voglio in campo 11
giocatori assatanati".
Domani sera, contro un Cagliari che rappresenta una sorta di ultima spiaggia per il tecnico serbo, potrebbe cambiare modulo, passando dal 4-2-3-1 al 4-3-3 inserendo Valdifiori, e lasciare per la prima volta in panchina mister quindici milioni Niang. L'uomo in più, però, è Andrea Belotti: il Gallo ha recuperato dall'infortunio al ginocchio (lesione del legamento collaterale del ginocchio destro) ed è pronto a caricarsi sulle spalle il Toro. "Vediamo, voglio valutare bene le cose; non vogliamo rischiare nessuno".
L'impressione, però, è che il Gallo possa tornare ad essere il capitano dal primo minuto. Più in generale, Mihajlovic si sfoga così: "Io potrei raccontare le mie notti insonni quando il Toro non vince. Perdere mi rode: io non dormo di notte e per scaricare la rabbia vado a correre quindici chilometri. Non pretendo che chi non ha qualità se le inventi, ma esigo che i giocatori siano arrabbiati quanto me e che siano pronti a sputare l'anima nella partita dopo. E qui non è successo". Ma lei si sente in bilico? "Dal 1987 al 2017, io sono nel calcio da trent'anni, pensi quante volte ho vissuto queste situazioni - risponde Sinisa -. Il mio unico pensiero è vincere e rimettere il Toro in carreggiata. Domani voglio in campo 11
giocatori assatanati".