TORINO - "La Nazionale? A me fa piacere essere stato chiamato dal Toro: il granata oggi è la situazione migliore per me, questa è la mia Nazionale". Sono le prime parole di Walter Mazzarri da nuovo allenatore del Torino. Il 57enne tecnico toscano, reduce dall'esperienza in Inghilterra con il Watford, è carico, determinato, con tanta voglia di vincere e di convincere. E non vede l'ora di ricominciare per riannodare i fili di un passato prezioso, che lo ha visto partire dalla Primavera del Bologna per poi arrivare fino all'Inter, prima di intraprendere l'avventura britannica. Dal Bologna (Primavera) al Bologna (come avversaria) il passo è breve: domani all'ora di pranzo debutterà sulla panchina granata. "Torno in Italia con grande entusiasmo e anche con molta emozione per essere arrivato in un ambiente speciale come quello granata e ho subito trovato feeling con il presidente Cairo e con il diesse Petrachi - spiega l'ex allenatore del Napoli -. Entrare al Filadelfia mi ha fatto venire la pelle d'oca, credo proprio che questo sia l'ambiente giusto per me". Mazzarri accarezza i giocatori ("li ho visti frastornati perché erano legati ad un ottimo allenatore come Mihajlovic e questo dimostra che si tratta di un gruppo serio e importante"), poi detta le prime regole della sua gestione: "Mi piace lavorare per dare un'identità alla squadra, voglio che tutti sappiano cosa fare in campo. Io conosco tutti i sistemi di gioco e li trasmetto ai giocatori, ma poi un allenatore è un artista che ha un proprio canovaccio da seguire: il calcio non è una scienza esatta ma più ti avvicini alla scienza esatta e più puoi fare risultati. Adesso pensiamo al Bologna, cerchiamo di vincere, poi inizieremo a lavorare". Vietato, però, accennare agli obiettivi stagionali: "Io preferisco i fatti ai proclami che vengono poi smentiti in un attimo; pensiamo a lavorare e a migliorare".
Accanto al nuovo allenatore del Torino siede Urbano Cairo: "Mi spiace per Mihajlovic, ma sono contento perché sono riuscito a ingaggiare un tecnico cui pensavo fin dal giugno 2007 - spiega il presidente granata -. In Mazzarri mi è sempre piaciuto il fatto di vederlo totalmente dedicato alla causa. E poi la cura dei dettagli: sono quelli che fanno la differenza".
Domani contro il Bologna, il primo Toro di Mazzarri ripartirà da Niang nei panni di vice-Belotti: "Lo conosco bene per averlo avuto lo scorso anno al Watford: è un bravo ragazzo che deve lavorare molto per sfruttare il cento per cento delle sue possibilità - spiega Mazzarri -. Deve capire che è arrivato il momento in cui deve dare tutto fin dagli allenamenti per tirar fuori tutte le proprie potenzialità. E deve farlo subito: le chance non sono eterne". Il primo messaggio del neo-tecnico granata ad uno dei giocatori chiave della squadra è già andato a bersaglio.
Accanto al nuovo allenatore del Torino siede Urbano Cairo: "Mi spiace per Mihajlovic, ma sono contento perché sono riuscito a ingaggiare un tecnico cui pensavo fin dal giugno 2007 - spiega il presidente granata -. In Mazzarri mi è sempre piaciuto il fatto di vederlo totalmente dedicato alla causa. E poi la cura dei dettagli: sono quelli che fanno la differenza".
Domani contro il Bologna, il primo Toro di Mazzarri ripartirà da Niang nei panni di vice-Belotti: "Lo conosco bene per averlo avuto lo scorso anno al Watford: è un bravo ragazzo che deve lavorare molto per sfruttare il cento per cento delle sue possibilità - spiega Mazzarri -. Deve capire che è arrivato il momento in cui deve dare tutto fin dagli allenamenti per tirar fuori tutte le proprie potenzialità. E deve farlo subito: le chance non sono eterne". Il primo messaggio del neo-tecnico granata ad uno dei giocatori chiave della squadra è già andato a bersaglio.