VERONA - Che spettacolo Igor Tudor. Bollente nel riprendere l'infinito brontolio di Deulofeu, tenero nel chiedere scusa alla terna e al quarto uomo, prudente nel chiedere ai suoi, sopra di quattro gol, di giocare ancora come se si fosse 0 a 0. Ma a partita finita dopo il 4-0 all'Udinese il croato è il prototipo dell'allenatore felice.
E' un Verona spietato, il suo. Soffre tanto ma quando riparte, colpisce...
"Il nostro non è cinismo, è qualità. I giocatori sono forti, e noi giochiamo in modo offensivo. Sono contento per loro: sembrava fosse tutto facile, ma non lo era. È una bella vittoria, strameritata, abbiamo chiuso in crescendo".
La sua squadra fa sembrare facile ciò che non lo è...
"Sono contento per il gol di Depaoli, Simeone ha fatto una bella gara, Barak e Gianluca (Caprari ndr.) hanno segnato. Montipò ha fatto bene, così come Tameze. Ma a me è piaciuta soprattutto la voglia di non prendere gol, dall'inizio alla fine".
Al festival del gol è mancato solo Simeone.
"È stato uno dei migliori in campo oggi. Gli avevo chiesto di andare sempre nello spazio, ci ha fatto giocare bene. Voleva restare in campo per fare gol, ma siccome stiamo bene ho fatto riposare un po' lui e nel finale Caprari".