VERONA - Strana materia, il calcio. Strana ma non ingiusta. Nereo Rocco, quando allenava il Padova, si sentì dire: "Vinca il migliore" e rispose: "Speriamo di no". Le bombe intelligenti del Verona smantellano un'Udinese più che decorosa, tradita negli ultimi metri dai suoi tiratori. Finisce 4 a 0, e il Verona ha strameritato il successo: gli allenatori usano dire "mi è piaciuto l'atteggiamento"... quello del Verona è straripante e fa la differenza. Un'immagine emblematica. A partita chiusa, minuto 88', Lazetic spreca un traversone in superiorità numerica. Che fa? Si copre il viso, si dispera. Badate, sta vincendo 4 a 0. Ecco. E' la chiave per capire come il Bentegodi sia diventata una roccaforte inespugnabile da quasi due anni. E come una squadra severissimamente punita in avvio di campionato oggi veleggi all'ottavo posto in classifica, essendosi conquistato le luci della ribalta.
Pronti, via: ed è subito gol
Se all'andata fu l'Udinese a provare la fuga in avvio, dopo neppure due giri di lancetta dei minuti è il Verona a scattare in avanti col marchio di fabbrica gialloblù, l'intesa ad alta velocità sul lato sinistro. La solita ditta Caprari-Lazovic, tra tocchi di prima e finte confeziona palla in area friulana, e sul secondo palo Depaoli sublima il tutto con un tocco vincente. Uno a zero. La reazione friulana è furiosa, ma imprecisa nella finalizzazione. Deulofeu è il puntello di una manovra agile e ben sostenuta dai lati con gamba da Molina e Udogie. Il Verona, essenziale, verticale, corridore e duttile, finisce decisamente schiacciato dalla pressione friulana. La fisicità tradizionale ha trovato con Cioffi una dimensione tecnica e di precisione degna di nota.
Un susseguirsi di emozioni
Per 45' il match è un susseguirsi di colpi di scena da una parte e dall'altra. Basta dare un'occhiata al taccuino e riportare, per credere. All'8' Simeone in area si gira rapidamente ma mette fuori; al 13' Success scarica un bolide che Montipò è bravissimo e fortunato nel deviare sulla traversa. Al 14' Makengo si infila in area, con il Verona schiacciato, e come un folletto si gira per il tiro, Montipò ribatte a pugni. Il Verona traballa, fa muro quasi davanti a Montipò, non cade. Non cade nè su un traversone teso di Molina, liberato dall'inesauribile Deulofeu, e neanche al 21' quando Success spreca un rigore in movimento, calciando centralmente su Montipò (si salva coi piedi).
Sprechi in Success... ione
Poca tattica, molta corsa e scambi ad alta velocità, insomma, senza calcoli. Prova ne sia quello che succede al 25': Simeone in contropiede salta l'ultimo e mette un cross basso che Silvestri ribatte a centro area, Ceccherini - non un attaccante - ingolosito si lancia, viene anticipato e scopre la sua squadra al contropiede in superiorità numerica. Ancora Success è un controsenso al suo cognome e calcia alto un altro tiro ravvicinato in solitario. Scampato il pericolo, il Verona riorganizza la sua trama letale. Al 31' arriva il secondo gol da ex all'Udinese di Barak, come all'andata. Il ceco completa una bella iniziativa dell'ispirato Depaoli con uno stop and go, blocca la palla di sinistro e piatto di destro, visionario, nell'angolino dove Silvestri non può arrivare. 2 a 0, da nervi distesi.
Deulofeu eccellente, ma... che lingua!
Deulofeu continua a lamentarsi con l'arbitro Colombo, molto compassato, fino ad attirare le ire di Tudor, una lite chiozzotta, da commedia goldoniana. Ma che ha breve spazio. La beffa bianconera si allarga perché anche il fine tempo è tutto di marca ospite, Gunter ribatte a Montipò l'ennesimo tiro ravvicinato dell'ex Milan, al 40', poi a chiusura di tempo, ennesimo strappo di Deulofeu che si mette in proprio per 80 metri, e finisce la benzina. Ripresa. Difficile immaginare che una squadra come il Verona possa "gestire" la partita, specie in assenza del professor Veloso. E in effetti la sfida resta fatta di ritmi altissimi, di scambi sincopati, correttissima per la velocità che esprime, anche se c'è qualche storia tesa che finisce sul nascere. Deulofeu invece litiga con tutti. Anche con la porta: al 56' scaglia un bolide ravvicinato su Montipò prima che cominci il valzer dei cambi. Esce Ilic, un pesce fuor d'acqua, dentro Bessa. C'è anche Faraoni per Ceccherini, il capitano va a fare il centrale. Cioffi sente che è giunto il momento di rompere gli indugi, ecco Beto per Jajalo, ma con un attaccante in più l'Udinese perde un po' della sua "ferocia".
Un Caprari da primato
E così è ancora il Verona ad allungare il passo. A sganciare la nuova bomba intelligente, in ripartenza, è Caprari, al nono gol personale stagionale (record personale eguagliato), dopo un'altra combinazione perfetta tra Simeone e Barak poi chiusa da Tamezè con un cross perfetto. Incornata in corsa e 3 a 0. Cioffi prova a ridare slancio con Pussetto per l'impreciso Success, ma Montipò sigilla la porta su incornata di Becao (76') ed è fortunato quando Molina ribadisce una conclusione parata di Deulofeu spaccando in due la traversa. Non c'è nulla da fare, l'Udinese prova a rendere meno pesante il tabellino e invece va a referto ancora il gialloblù, con lo strepitoso Tamezè, laurea honoris causa dei secondi 45' per utilità, capace di intercettare un pallone al limite dell'area su Zeegelaar per indovinare un diagonbale esattamente all'incrocio dei pali. Poker dell'Hellas. E non certo col morto.
Hellas Verona-Udinese 4-0 (2-0)
H. Verona (3-4-2-1): Montipó, Casale, Gunter, Ceccherini (14'st Faraoni), Depaoli (38'st Retsos), Tameze, Ilic (14'st Bessa), Lazovic, Barak, Caprari (28'st Praszelik), Simeone (28'st Lasagna). Allenatore: Tudor.
Udinese (3-5-2): Silvestri, Becao, Pablo Marí, Zeegelaar, Molina, Jajalo (17'st Beto), Walace, Makengo, Udogie (1'st Soppy), Deulofeu, Success (27'st Pussetto). Allenatore: Cioffi.
Arbitro: Colombo di Como.
Reti: nel pt 2' Depaoli, 31' Barak, nel st 21' Caprari, 39' Tameze.
Angoli: 7-2 per l'Udinese.
Recupero: 2' e 3'
Ammoniti: Tameze, Becao, Depaoli, Bessa.
Spettatori: 9.100.