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Brescia, Giampaolo: ''Via perché non mi piace calcio selvaggio''. Squadra a Maifredi

Così l'allenatore motiva l'addio alla rondinelle dopo giorni di tensioni: ''C'è amarezza, sono stati stravolti gli obiettivi iniziali''. In panchina dopo 13 anni torna l'ex allenatore della Juve

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ROMA - "Lascio il Brescia, e lo faccio con comprensibile amarezza". Così Marco Giampaolo, conclusa la rescissione del contratto biennale che lo legava alla società lombarda, spiega all'Ansa la sua decisione di dimettersi. "La mia irrevocabile decisione dipende da uno stravolgimento degli obiettivi della società non più in linea con quelli programmati all'inizio della stagione. Sono stato fatto passare per un pazzo, invece sono molto lucido: semplicemente, non mi riconosco in questo calcio selvaggio".

La società lombarda ha affidato la conduzione tecnica a Gigi Maifredi, che già ieri si è seduto in panchina in occasione della trasferta delle rondinelle a Carpi.  Maifredi, che figura già
nell'organico della società di Corioni come consulente tecnico, torna così in panchina 13 anni dopo l'ultima esperienza, che si chiuse con un esonero, alla guida della Reggiana in serie C1.

Arrivato a Brescia in estate, Giampaolo aveva deciso di dimettersi dopo la sconfitta casalinga contro il Crotone e la contestazione dei tifosi. Per alcuni giorni l'allenatore si era reso irreperibile tornando a farsi sentire solo nella giornata di ieri quando ha ribadito l'intenzione di lasciare.
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