Cagliari, sogno Ranieri per il rilancio. In corsa anche Iachini e D'Aversa
di Mario Frongia , di Mario FrongiaUn contatto c'è già stato. Forse, qualcosa di più. Claudio Ranieri, da Cagliari alla Premier al Cagliari? Può darsi. Ma la partita, attesa con impazienza da una piazza ferita e delusa, non è ancora chiusa. Tanto che tra i possibili sostituti di Fabio Liverani, oltre al tecnico della leggenda Leicester, sono in corsa Beppe Iachini e Roberto D'Aversa. Distanziato, Andrea Stramaccioni.
Chiunque arrivi trova un mezzo inferno. In diciotto gare, a Palermo è giunta la sesta sconfitta, il bilancio della squadra è deficitario: 22 punti, appena 3 dalla zona che decreterebbe la C ma anche a sole quattro lunghezze dal trenino play off. Oltre ai risultati, il campo è stato impietoso: Viola e soci hanno giocato troppo male, senza idee, poco propositivi, deboli sotto porta, da film horror dietro. Liverani ci ha messo del suo, pur con alcuni infortuni pesanti, con quindici formazione diverse. I fischi e la contestazione dell'intero …
Un contatto c'è già stato. Forse, qualcosa di più. Claudio Ranieri, da Cagliari alla Premier al Cagliari? Può darsi. Ma la partita, attesa con impazienza da una piazza ferita e delusa, non è ancora chiusa. Tanto che tra i possibili sostituti di Fabio Liverani, oltre al tecnico della leggenda Leicester, sono in corsa Beppe Iachini e Roberto D'Aversa. Distanziato, Andrea Stramaccioni.
Chiunque arrivi trova un mezzo inferno. In diciotto gare, a Palermo è giunta la sesta sconfitta, il bilancio della squadra è deficitario: 22 punti, appena 3 dalla zona che decreterebbe la C ma anche a sole quattro lunghezze dal trenino play off. Oltre ai risultati, il campo è stato impietoso: Viola e soci hanno giocato troppo male, senza idee, poco propositivi, deboli sotto porta, da film horror dietro. Liverani ci ha messo del suo, pur con alcuni infortuni pesanti, con quindici formazione diverse. I fischi e la contestazione dell'intero stadio per presidente e allenatore nell'ultimo match con il Perugia, sono stati decisivi: Tommaso Giulini, artefice della chiamata del tecnico a discapito di Pippo Inzaghi, opzionato dall'ex diesse Capozucca e mai chiamato dal patron, ha capito di essere al capolinea.
Mai il club negli ultimi vent'anni è stato così in basso. E per stare alle ultime nove stagioni di gestione giuliniana, basti dire che in B, nell'anno della risalita con Massimo Rastelli in panca, in questa fase del torneo, che allora era a 22 squadre, la squadra aveva 37 punti, 15 in più di quelli attuali. E a fine stagione è salita in A da prima della classe con record di vittorie totali e fuori casa e gol segnati. Adesso, descrivere il flop delle diciotto gare, con sei sconfitte, alcune orribili come con Venezia e Bari in casa, Ascoli, Ternana e Palermo fuori, è come mettere il sale su una ferita aperta. E non aiuta ricordare l'exploit di Benevento o la reazione di Frosinone. La B non fa prigionieri. E se l'assurda retrocessione pareva utile per ripartire, con l'avvenuta e lucrosa cessione dei pezzi pregiati e di alcuni giovani promettenti, ci si è ritrovati presto nelle sabbie mobili.
L'attesa della piazza
Adesso, in attesa dell'ultima del girone d'andata, per Santo Stefano in casa con il Cosenza, la tifoseria spera di ritrovare Sir Claudio. Giulini frena. Al tredicesimo esonero in nove anni al timone, il terrore di sbagliare ancora una volta è forte. Ma anche dover pagare a Liverani e al suo staff un triennale pesante non è dubbio da scartare. Da un lato. Dall'altro, i tecnici designati sanno di dover affrontare un percorso in salita, con una classifica da incubo e una rosa sopravalutata, che non hanno né scelto né condiviso. In un ambiente sull'orlo di una crisi di nervi.
Ranieri prende quota
L'allenatore di Testaccio, classe '51, coach di club stellari in Italia e all'estero, noto per competenza e serietà, è stato contattato una decina di giorni fa. La richiesta di precise garanzie tecniche e di rinforzi pronti e all'altezza, è stata perentoria. Si sarebbe parlato di un contratto fino al 2024 da un milione e mezzo di euro a stagione. I contorni e le cifre non sono chiare e l'ingaggio biennale potrebbe essere legato alla risalita in A. Difficile avere conferme, ma pare che l'intesa fosse avanzata fin dopo la sconfitta di Terni. Poi, la striminzita vittoria con il Perugia in casa avrebbe fatto riflettere l'allenatore, almeno sull'opportunità di sciogliere subito gli indugi: meglio non arrivare in panca dopo una vittoria, sarebbe stata l'osservazione. Quindi, la dovuta e seria pausa di riflessione da un allenatore stimato e rispettato, e non solo per la favolosa cavalcata con i Quattro mori dalla C alla serie A dall'88 al '91. Adesso, si attende la probabile fumata bianca. "Se sono pronto a tornare su di una panchina nel 2023? Ma lo sono già quest'anno, perché aspettare l'anno nuovo? Il Cagliari? Lì è avvenuta la mia nascita, lo porto sempre nel cuore" la sintesi di una recente intervista. Dunque, tutto pare virare verso il sì. Con l'auspicio che si sia davvero di fronte a un nitido passo indietro della proprietà. Con la chiusura di un capitolo di esoneri e cacciate di allenatori e dirigenti, ingerenze, ingaggi di ex buoni calciatori, magari acciaccati o fuori condizione, spesso con stipendi faraonici. Un mix che ha portato la squadra in B.
I problemi
In casa Cagliari i fastidi non mancano. Il questore di Venezia ha dato un Daspo di tre anni al dirigente dell'area scouting, Andrea Cossu. L'ex trequartista rossoblù proprio nella sfida del maggio scorso al "Penzo", dopo lo 0-0 che ha decretato la retrocessione in B ha sferrato un pugno a uno steward. Cossu è stato coinvolto, senza imputazioni, la scorsa primavera anche in un'indagine della polizia di Cagliari che aveva portato a 35 indagati di un gruppo ultras con cinque arresti. Tra le accuse, l'associazione a delinquere.
Dal campo
Per oggi è prevista la ripresa degli allenamenti. La seduta sarà guidata da un pool tecnico coordinato dal team manager, Roberto Muzzi. Mentre l'ex centravanti è sopravvissuto all'epurazione - un mese fa sono saltati Capozucca e il dg Passetti - nel gruppo serpeggia il malumore per il ritiro punitivo di Natale comunicato dal direttore sportivo Nereo Bonato nel dopo ko di Palermo. Claudio Ranieri, se dovesse arrivare, correggerà anche quest'inutile e dannosa decisione.