Cagliari, Ranieri accolto come un re. "Mi tufferò nelle difficoltà come ho fatto a Leicester"
di Mario Frongia , di Mario FrongiaCAGLIARI — Cita l'Al Pacino di "Ogni maledetta domenica", glissa su Nainggolan ("Ho letto, ma non c'è nessuna trattativa"), ricorda Cappioli terzino e la campanella del mitico Dilindin Dilindon regalato al capitano del Cagliari, Bernardini, e al team capace di risalire con la presidenza Orrù dalla C alla A. Claudio Ranieri, pronti via. "Se avessi la macchina del tempo? Porterei Matteoli". Contratto fino al giugno 2025, ingaggio che pare ruotare sul milione e mezzo di euro a stagione più bonus in caso di promozione, un entusiasmo esorbitante: "Andando via da Cagliari nel '91 dicevo agli amici che sarei tornato. Ma nel tempo ho smesso di crederci, prevaleva il mio egoismo: temevo di sporcare quella fantastica cavalcata. Poi, ho riflettuto: qui sono diventato allenatore, devo dare una mano. Promesse? Dare il massimo. Voglio guerrieri che incarnino i valori di questa regione e di questi colori. Combatteremo fin…
CAGLIARI — Cita l'Al Pacino di "Ogni maledetta domenica", glissa su Nainggolan ("Ho letto, ma non c'è nessuna trattativa"), ricorda Cappioli terzino e la campanella del mitico Dilindin Dilindon regalato al capitano del Cagliari, Bernardini, e al team capace di risalire con la presidenza Orrù dalla C alla A. Claudio Ranieri, pronti via. "Se avessi la macchina del tempo? Porterei Matteoli". Contratto fino al giugno 2025, ingaggio che pare ruotare sul milione e mezzo di euro a stagione più bonus in caso di promozione, un entusiasmo esorbitante: "Andando via da Cagliari nel '91 dicevo agli amici che sarei tornato. Ma nel tempo ho smesso di crederci, prevaleva il mio egoismo: temevo di sporcare quella fantastica cavalcata. Poi, ho riflettuto: qui sono diventato allenatore, devo dare una mano. Promesse? Dare il massimo. Voglio guerrieri che incarnino i valori di questa regione e di questi colori. Combatteremo fino alla fine, i nostri obiettivi sono le squadre in testa. Non dico che le riprenderemo ma faremo di tutto per provarci. Lo dobbiamo ai tifosi, accorsi in tanti al mio arrivo e a una regione speciale: all'Atletico Bilbao sono tutti baschi, chi gioca qui deve sentirsi sardo nel profondo".
Ranieri: "A Cagliari mi ha spinto il passato"
Affetto, entusiasmo, riconoscenza. Con un assist per la tifoseria: "Fischiateci a fine partita ma durante dovete starci vicino. Spingeteci a dare il meglio e i risultati arriveranno". La testa va al campionato. "Sono qui perché questa è una sfida particolare che mi bolle dentro. Modulo? Adattabile. Ricordo di aver fatto fare il terzino a Cappioli. Di aver affiancato Batistuta e Baiano. Così come farò con Lapadula e Pavoletti. Sia chiaro: con me gioca chi si allena sempre al top, non conta carriera, età o stipendio". Il tecnico di Testaccio ricorda che gli Orrù gli chiesero di risalire in B per i Mondiali del '90 ("Feci prima, tornammo in A. E anche adesso, voglio tutto e subito"), chiede tempo ("Sono qui per tracciare la linea di un progetto sportivo, chi non ha capito la Serie B può andare") e spiega: "Credo nella società e nei giocatori, loro sono il motore. Io sarò il cuore. Dentro di me ho provato un maremoto tra i ricordi del passato".
Cagliari, con Ranieri il sogno di un nuovo Leicester
In conferenza parola anche al direttore Bonato - assenti il presidente Giulini e il team manager Muzzi - per le mosse di mercato. "Nandez? Non abbiamo ricevuto richieste e vogliamo costruire un gruppo per un percorso duraturo. Non teniamo nessuno per forza, serve senso di appartenenza e passione". La palla ripassa a Sir Claudio: "La classifica è sempre veritiera in tutte le categorie (il Cagliari è undicesimo con 25 punti, ndr) così come l'entusiasmo è sempre positivo. Poi, nelle difficoltà io mi ci butto. Pensate al Leicester, che l'anno prima si era salvata alla penultima giornata, o a Parma e Samp, che presi a metà torneo da ultime e riuscimmo a salvarci". L'amarcord scuote passione e sentimenti. Claudio Ranieri è il miglior disinfettante possibile. La scelta è vincente. Poi, parola al mercato di gennaio e al campo. "Spesso sono andato per costruire e qui vengo con lo stesso spirito. Ripeto, la gente deve starci vicino senza chiederci la luna, ci penserò io negli spogliatoi a chiedere ai miei anche il sole e il mare". Su giovani ed esperti, l'allenatore giramondo taglia corto: "Faccio sempre un mix. Il calcio non è uno sport individuale, gioca chi lega con i compagni più di chi è forte o in forma".