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Grosso: "Il Frosinone in A un'impresa come quella dell'Italia nel 2006. Il futuro? Vorrei restare"

Fabio Grosso, 45 anni, sulla panchina del Frosinone dal 2021
Fabio Grosso, 45 anni, sulla panchina del Frosinone dal 2021 (agf)
Il tecnico ha riportato i ciociari in massima serie: "Gioia immensa, diversa da quella dei Mondiali, ma simile nella grandezza". Contratto in scadenza: "Mi piacerebbe continuare"
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Il Frosinone torna in Serie A dopo 4 anni. Protagonista dell'impresa Fabio Grosso, alla guida del club ciociaro dal 2021, che ha centrato il traguardo con tre giornate di anticipo grazie al 3-1 alla Reggina: "Per me è una gioia immensa, diversa da quella del Mondiale vinto nel 2006, ma simile nella grandezza - le parole del 45enne tecnico romano -. Sono imprese che diventano ricordi, le metti nel cassetto per guardare avanti, ma poi ogni tanto le rispolveri e ricordi di aver lasciato il segno". Per Grosso si tratta della prima promozione da allenatore. "È stata una grossa soddisfazione, l'emozione è ancora viva, la stanchezza anche, ho fatto fatica a prendere sonno. C'era una ciliegina molto pesante che tutti quanti dovevamo sollevare e mettere sulla torta e ieri ci siamo riusciti: siamo stati bravi e ce la siamo goduti tutti quanti".

Il cammino del Frosinone

Il Frosinone ha iniziato la stagione con tre sconfitte nelle prime sette giornate, alla decima si è preso la testa della classifica e non l'ha più mollata: "Sono fiero di aver dato questa gioia a tutto il popolo di questa terra. Solo con persone di grandissima qualità, dal direttore sportivo al presidente, a tutta la squadra, potevamo riuscire in una cavalcata speciale. Per dominare un campionato così come abbiamo fatto noi devi avere a fianco persone eccezionali". Sul futuro nella massima serie: "Ora non penso a che Serie A troveremo, ma a concludere bene il campionato che abbiamo meritato". Grosso ha poi accennato ai complimenti ricevuti dal mondo del calcio e non: "Ho ricevuto tanti messaggi di congratulazioni, non solo dagli ex compagni azzurri. Non faccio nomi per non far torti, ma ci sono anche persone con le quali non ho vinto: l'affetto ricevuto è ampio, vuol dire che ho lasciato un buon ricordo dove sono passato". Tra i tanti, anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani si è congratulato col club presieduto da Maurizio Stirpe "Che gioia per tutti i ciociari, complimenti al presidente Stirpe e a tutta la squadra. Bravo Grosso!".

Grosso: "Come nel 2006, ma in un ruolo diverso. Lippi mi ha insegnato tanto"

Inevitabili i paragoni col Mondiale vinto da protagonista nel 2006. In Germania Grosso contribuì alla vittoria azzurra nelle fasi finali del torneo: agli ottavi, contro l'Australia, si procurò il rigore decisivo poi trasformato da Totti; in semifinale, contro la Germania ai supplementari, aprì le marcature della vittoria che valse la finale; contro la Francia, ai calci di rigore, segnò dal dischetto la rete che regalò all'Italia la sua quarta Coppa del mondo. Al proposito, Grosso ha spiegato quanto siano stati fondamentali gli insegnamenti del tecnico che guidò l'Italia alla conquista del titolo: "Da Lippi ho imparato tanto, e da ogni allenatore ho preso qualcosa. Ma ognuno, quando diventa allenatore, fa storia a sè. Non amo i paragoni. Certo ho un'idea chiara di come voglio lavorare, per il prossimo anno mi confronterò con la società". Sul parallelismo con Berlino 2006: "Io uomo del destino anche a Frosinone, come a Berlino? Non lo so, sono ruoli diversi: so solo che qui mi sono trovato bene dal primo giorno.

Il futuro: "Mi piacerebbe restare al Frosinone"

Grosso ha il contratto in scadenza a giugno: "Del futuro non abbiamo mai parlato, io sono molto riconoscente al Frosinone, col direttore Angelozzi c'è un rapporto di stima e fiducia importante. Adesso ci sarà tempo per parlarne, mi piacerebbe continuare - ha ammesso -. Sono stato accolto benissimo, qui c'è senso di appartenenza, passione, me ne sono accorto nei momenti difficili, che sono stati le basi per costruire i momenti felici". Per Grosso, infine, i segreti della promozione sono stati "una proprietà solida e leale, un direttore capace che mi ha sempre trasmesso serenità e fiducia". "Ai ragazzi è stato permesso di esprimere la loro qualità e fra giovani e più esperti abbiamo trovato una miscela atomica in un campionato difficilissimo. Pensare di averlo concluso con tre giornate di anticipo dà ancora più merito a quello che è stato fatto", ha consulso il tecnico dei ciociari.

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