Il destino del Lecco dipende dal momento di arrivo di una Pec, inviata dalla prefettura di Padova e girata dal club lariano alla Lega di Serie B. E soprattutto dal grado di tolleranza del Consiglio federale della Figc, che il prossimo 7 luglio dovrà decidere se accettare l’iscrizione al prossimo campionato di Serie B ai bluceleste, che hanno ottenuto la storica promozione dopo 50 anni, nonostante quasi due giorni di ritardo nell’invio della documentazione.
Il nodo stadio
Lo scadere del termine per la spedizione dei documenti per l’iscrizione al campionato di B era il 15 giugno, con una proroga di cinque giorni per i ritardatari. La Calcio Lecco 1912, ancor prima di avere la certezza di avere ottenuto la promozione, avrebbe quindi dovuto inviare tutte le garanzie sulla propria solidità finanziaria - e qui di problemi non ce ne sono - e sulla disponibilità di uno stadio adeguato. E qui invece vengono i guai.
I limiti tecnici dell’impianto
Il Lecco ha centrato la promozione battendo il Foggia 3-1 nella finale pay-off di domenica scorsa. I rossoneri di Puglia, con un certo ottimismo, prima della partita avevano già completato tutte le pratiche di iscrizione alla B. Non così il Lecco, che ha trascurato una questione importantissima: lo stadio Rigamonti Ceppi, inaugurato nel 1922 e ristrutturato sei volte nei decenni, non ha i requisiti per potere ospitare le partite di Serie B: la capienza (ospita meno di 5mila persone), la presenza di aree di tolleranza intorno all’impianto, la distanza minima dalle scuole.
L’ok della prefettura di Padova
Ottenuta la promozione in campo, le prime ipotesi prese in considerazione dal club erano di giocare le partite di casa a Vercelli o a Monza, ma nessuna delle due soluzioni si è rivelata percorribile. Nella giornata di martedì 20 giugno ha preso piede l’ipotesi Padova, che è sì lontana 200 chilometri in linea d’aria, ma è collegata con l’alta velocità. Ed essendo un importante polo fieristico, è abituata a ospitare grandi eventi, come lo sono le partite di cartello in Serie B. Quel che mancava al momento della scadenza dei termini per l’iscrizione, era il nulla osta della prefettura padovana. Il documento è arrivato, ma troppo tardi. E per qualche ora, il sogno di un’intera città rischia di trasformarsi in un incubo.