Tutti contro tutti o tutti contro uno? E' il dilemma che accompagna l'attesa per la Parigi-Roubaix, che domenica celebra il suo rito per la centoundicesima volta. La prima nel remotissimo 1896 con vittoria di Joseph Fischer, un baffuto tedesco che amava sfide eccentriche (anche contro uomini a cavallo) e chiuse in nove ore la prova. Impiegherà per sua fortuna parecchio tempo in meno chi arriverà primo al Velodrome, e per molti quel primo sarà Fabian Cancellara. Da qui la risposta sul 'tutti contro uno'. La Locomotiva di Berna, all'onore di essere favorito, dovrà però aggiungere l'onere di controllare la corsa, sempre che siano controllabili i 256 e passa km, con 27 incursioni in tratti di pavé spesso crudele. La marcia di avvicinamento è stata da brivido: prima una caduta al Gp Escaut, quindi la replica il giorno dopo durante la ricognizione su un tratto di pavé. Cose che possono lasciare qualche strascico, nel fisico e soprattutto nella mente, anche se di un fuoriclasse.
Cancellara comunque non corre da solo. La sua squadra (la Radioshack) ha dato prova di grandissima affidabilità al Giro delle Fiandre, in pratica è riuscita a fare corsa tattica fino alla stoccata impressionante del leader sul Vecchio Quaremont. In quella circostanza Cancellara ha messo in riga Peter Sagan, ma lo slovacco stavolta non ci sarà. Un vero peccato per lo spettatore, indifferente alla intelligente gestione del talento e rammaricato per non vedere ancora quel gran personaggio che nel bene e talvolta nel male - la mano sul lato B della miss al Fiandre poteva risparmiarsela - è l'enfant prodige del ciclismo mondiale.
Cercasi avversari dello svizzero quindi. La premessa da tenere in conto è che, proprio per la caratteristica della prova, non sono mancate le sorprese nel corso degli anni: ad esempio, alzi la mano chi due anni fa aveva pronosticato van Summeren... Non c'è Tom Boonen, l'altro Monsieur Roubaix insieme al mito Roger De Vlaeminck: il belga poteva puntare al pokerissimo, ma è stato fregato da un inizio di stagione nefasto. Prima la brutta infezione al gomito, poi il capitombolo al Fiandre. Capitano della Omega Pharma sarà quindi Sylvain Chavanel, che però quando si è trovato nelle condizioni di dover gestire, non ha gradito il peso. Per il resto, una nutrita schiera di uomini più o meno sullo stesso piano. E' strutturato per far bene l'acerbo ma forte americano Phinney, e poi l'olandese Boom, i norvegesi Boasson Hagen e Hushovd, il britannico Stannard, lo spagnolo da nord 'van' Flecha. La sorpresa? Il belga Roelandts è in forma e si sa muovere bene, come dimostrato nel podio alla Ronde.
Capitolo italiani. Tre nomi da prendere ragionevolmente in considerazione. Per puntare molto in alto, diamo l'ennesima chance Filippo Pozzato, la cui indiscutibile classe è stata però in questa stagione inversamente proporzionale ai risultati. Per buoni piazzamenti, Luca Paolini e Daniel Oss hanno le caratteristiche e la forma per fare bene. Tutti discorsi che però lasciano il tempo che trovano, visto che oltre a una grandissima forza, per vincere ci vorrà una bella dose di fortuna: una foratura nei momenti chiave, e le percentuali di riuscita si assottigliano enormemente.
Chiudiamo con il percorso. Ben ventisette settori di pavè. Nella Foresta di Arenberg, l'ingresso nella quale è stato anticipato di una quindicina di km (è al 158esimo), si capirà chi non può vincere, discorso estensibile anche al seguente Pont Gibus (nome che è tutto un programma) reintrodotto dopo 4 anni. A Carrefour de l'Arbre, oltre 2 km difficilissimi quanto alla fine ne mancheranno appena 20, il quadro dei pretendenti a quel magico sasso sul podio sarà molto, ma molto più ristretto.
Cancellara comunque non corre da solo. La sua squadra (la Radioshack) ha dato prova di grandissima affidabilità al Giro delle Fiandre, in pratica è riuscita a fare corsa tattica fino alla stoccata impressionante del leader sul Vecchio Quaremont. In quella circostanza Cancellara ha messo in riga Peter Sagan, ma lo slovacco stavolta non ci sarà. Un vero peccato per lo spettatore, indifferente alla intelligente gestione del talento e rammaricato per non vedere ancora quel gran personaggio che nel bene e talvolta nel male - la mano sul lato B della miss al Fiandre poteva risparmiarsela - è l'enfant prodige del ciclismo mondiale.
Cercasi avversari dello svizzero quindi. La premessa da tenere in conto è che, proprio per la caratteristica della prova, non sono mancate le sorprese nel corso degli anni: ad esempio, alzi la mano chi due anni fa aveva pronosticato van Summeren... Non c'è Tom Boonen, l'altro Monsieur Roubaix insieme al mito Roger De Vlaeminck: il belga poteva puntare al pokerissimo, ma è stato fregato da un inizio di stagione nefasto. Prima la brutta infezione al gomito, poi il capitombolo al Fiandre. Capitano della Omega Pharma sarà quindi Sylvain Chavanel, che però quando si è trovato nelle condizioni di dover gestire, non ha gradito il peso. Per il resto, una nutrita schiera di uomini più o meno sullo stesso piano. E' strutturato per far bene l'acerbo ma forte americano Phinney, e poi l'olandese Boom, i norvegesi Boasson Hagen e Hushovd, il britannico Stannard, lo spagnolo da nord 'van' Flecha. La sorpresa? Il belga Roelandts è in forma e si sa muovere bene, come dimostrato nel podio alla Ronde.
Capitolo italiani. Tre nomi da prendere ragionevolmente in considerazione. Per puntare molto in alto, diamo l'ennesima chance Filippo Pozzato, la cui indiscutibile classe è stata però in questa stagione inversamente proporzionale ai risultati. Per buoni piazzamenti, Luca Paolini e Daniel Oss hanno le caratteristiche e la forma per fare bene. Tutti discorsi che però lasciano il tempo che trovano, visto che oltre a una grandissima forza, per vincere ci vorrà una bella dose di fortuna: una foratura nei momenti chiave, e le percentuali di riuscita si assottigliano enormemente.
Chiudiamo con il percorso. Ben ventisette settori di pavè. Nella Foresta di Arenberg, l'ingresso nella quale è stato anticipato di una quindicina di km (è al 158esimo), si capirà chi non può vincere, discorso estensibile anche al seguente Pont Gibus (nome che è tutto un programma) reintrodotto dopo 4 anni. A Carrefour de l'Arbre, oltre 2 km difficilissimi quanto alla fine ne mancheranno appena 20, il quadro dei pretendenti a quel magico sasso sul podio sarà molto, ma molto più ristretto.