1 Tom Boonen (Bel) Quick-Step Floors
Ultima Roubaix, ultima corsa in assoluto della carriera del più grande specialista del pavé nato al mondo dopo Roger De Vlaeminck. L’obiettivo di Tommeke è superare il Gitano, fare, primo nella storia, cinque nel Velodromo di Roubaix. Tutta la Quick-Step correrà per lui, alleanze potrebbe trovarne in giro. Ha una forma superiore rispetto a un anno fa, quando fu battuto dall’incredibile australiano Hayman, fuggito prima del primo tratto di pavé. La differenza può farla quando vuole, ma servirà fortuna, soprattutto fortuna.
2 Peter Sagan (Svk) Bora-Hansgrohe
Colpevole di malasorte e hybris al Fiandre, quando è finito contro le transenne nel momento di massimo sforzo, lo slovacco deve sbloccare lo 0 nelle classiche dell’anno. Stavolta, a differenza di ogni altra corsa alla quale prende parte, può correre di rimessa e sfruttare il lavoro della Quick-Step. Non è mai stato più che sesto alla Roubaix, e non è mai arrivato a giocarsi la corsa nel Velodromo: strano per uno che il pavé sembra, più che accarezzarlo, triturarlo.
3 Greg Van Avermaet (Bel) Bmc
Il fallimento coatto del Fiandre, dove è stato tirato giù da Sagan quando ormai sembrava avviato a riagganciare l’odiato (da lui) Gilbert, ha un po’ spento l’umore del fiammingo, un terzo e un quarto posto in passato, adesso chiamato al massimo sforzo per dare tangibilità vera alla superiorità stagionale sui suoi “simili”. Fisicamente sembra nato per questa corsa. Ma deve andargli tutto bene. Potrebbe pagare la storica sudditanza psicologica nei confronti di Boonen.
4 Niki Terpstra (Ola) Quick-Step Floors
E se invece rivincesse Terpstra, con le sue gambone, come nel 2014? L’olandese corre nella squadra di Boonen, ma può sfruttare il marcamento degli altri sul compagno per involarsi, magari nell’ultimo tratto di asfalto. Vincitore poco affascinante, di sicuro, ma di certo affidamento, in ogni caso.
5 John Degenkolb (Ger) Trek-Segafredo
Visto non male a Sanremo e Fiandre, gli manca la brillantezza forse per tornare a sollevare il cubetto di pavé. Sarà corsa asciutta quindi è possibile una larga compagnia sulla linea. Solido, è solido, ma una vittoria di peso dopo l’incidente non è ancora arrivata.
6 Alexander Kristoff (Nor) Katusha-Alpecin
Un norvegese nei dieci c’è quasi sempre, sia lui o Boasson-Hagen, in questa corsa per gente votata allo stoicismo come nessuna. Sarà così, allora, che forse Kristoff potrà guadagnarsi il pane e un buon risultato: impossibile la volata di gruppo, possibile la volata di gruppetto. Con corsa non troppo dura, il russo-scandinavo ci sarà.
7 Oliver Naesen (Bel) AG2R
Prima di farsi falciare da Sagan, era stato tra i migliori tra Kwaremont e Koppenberg. Due partenze in carriera da Compiégne, 13° al massimo, ma era un altro corridore, prima di scoprirsi il futuro dei belgi, il nome più caldo per il dopo-Boonen.
8 Ian Stannard (Gbr) Sky
Terzo dietro Hayman e Boonen nel 2016, Yogi sembra nato per stare davanti sul pavé e poi, salvo rare eccezioni, perdere regolarmente. Non è il miglior Stannard, praticamente invisibile finora nelle sue corse. Ha due buoni alleati targati come lui Sky in Rowe e Moscon, entrambi però ambiziosi e più giovani.
9 Matteo Trentin (Ita) Quick-Step Floors
La parte migliore della sua carriera forse inizia lunedì. Ma la domenica, magari, potrebbe riservargli una grande sorpresa (cioè un ottimo piazzamento) specialmente se a Boonen le cose non dovessero andare come tutti i belgi e forse il mondo intero si augura.
10 Jens Keukeleire (Bel) Orica-Scott
Febbricitante e out al Fiandre, fresco e sicuramente tra i migliori alla Roubaix. Corridore sveglio, 6° nel 2015, difficilmente può staccare qualcuno nel finale, ma facilmente può battere tutti in volata. Da seguire.
Ultima Roubaix, ultima corsa in assoluto della carriera del più grande specialista del pavé nato al mondo dopo Roger De Vlaeminck. L’obiettivo di Tommeke è superare il Gitano, fare, primo nella storia, cinque nel Velodromo di Roubaix. Tutta la Quick-Step correrà per lui, alleanze potrebbe trovarne in giro. Ha una forma superiore rispetto a un anno fa, quando fu battuto dall’incredibile australiano Hayman, fuggito prima del primo tratto di pavé. La differenza può farla quando vuole, ma servirà fortuna, soprattutto fortuna.
2 Peter Sagan (Svk) Bora-Hansgrohe
Colpevole di malasorte e hybris al Fiandre, quando è finito contro le transenne nel momento di massimo sforzo, lo slovacco deve sbloccare lo 0 nelle classiche dell’anno. Stavolta, a differenza di ogni altra corsa alla quale prende parte, può correre di rimessa e sfruttare il lavoro della Quick-Step. Non è mai stato più che sesto alla Roubaix, e non è mai arrivato a giocarsi la corsa nel Velodromo: strano per uno che il pavé sembra, più che accarezzarlo, triturarlo.
3 Greg Van Avermaet (Bel) Bmc
Il fallimento coatto del Fiandre, dove è stato tirato giù da Sagan quando ormai sembrava avviato a riagganciare l’odiato (da lui) Gilbert, ha un po’ spento l’umore del fiammingo, un terzo e un quarto posto in passato, adesso chiamato al massimo sforzo per dare tangibilità vera alla superiorità stagionale sui suoi “simili”. Fisicamente sembra nato per questa corsa. Ma deve andargli tutto bene. Potrebbe pagare la storica sudditanza psicologica nei confronti di Boonen.
4 Niki Terpstra (Ola) Quick-Step Floors
E se invece rivincesse Terpstra, con le sue gambone, come nel 2014? L’olandese corre nella squadra di Boonen, ma può sfruttare il marcamento degli altri sul compagno per involarsi, magari nell’ultimo tratto di asfalto. Vincitore poco affascinante, di sicuro, ma di certo affidamento, in ogni caso.
5 John Degenkolb (Ger) Trek-Segafredo
Visto non male a Sanremo e Fiandre, gli manca la brillantezza forse per tornare a sollevare il cubetto di pavé. Sarà corsa asciutta quindi è possibile una larga compagnia sulla linea. Solido, è solido, ma una vittoria di peso dopo l’incidente non è ancora arrivata.
6 Alexander Kristoff (Nor) Katusha-Alpecin
Un norvegese nei dieci c’è quasi sempre, sia lui o Boasson-Hagen, in questa corsa per gente votata allo stoicismo come nessuna. Sarà così, allora, che forse Kristoff potrà guadagnarsi il pane e un buon risultato: impossibile la volata di gruppo, possibile la volata di gruppetto. Con corsa non troppo dura, il russo-scandinavo ci sarà.
7 Oliver Naesen (Bel) AG2R
Prima di farsi falciare da Sagan, era stato tra i migliori tra Kwaremont e Koppenberg. Due partenze in carriera da Compiégne, 13° al massimo, ma era un altro corridore, prima di scoprirsi il futuro dei belgi, il nome più caldo per il dopo-Boonen.
8 Ian Stannard (Gbr) Sky
Terzo dietro Hayman e Boonen nel 2016, Yogi sembra nato per stare davanti sul pavé e poi, salvo rare eccezioni, perdere regolarmente. Non è il miglior Stannard, praticamente invisibile finora nelle sue corse. Ha due buoni alleati targati come lui Sky in Rowe e Moscon, entrambi però ambiziosi e più giovani.
9 Matteo Trentin (Ita) Quick-Step Floors
La parte migliore della sua carriera forse inizia lunedì. Ma la domenica, magari, potrebbe riservargli una grande sorpresa (cioè un ottimo piazzamento) specialmente se a Boonen le cose non dovessero andare come tutti i belgi e forse il mondo intero si augura.
10 Jens Keukeleire (Bel) Orica-Scott
Febbricitante e out al Fiandre, fresco e sicuramente tra i migliori alla Roubaix. Corridore sveglio, 6° nel 2015, difficilmente può staccare qualcuno nel finale, ma facilmente può battere tutti in volata. Da seguire.