TREVISO - "Non mi sento molto bene in questo momento. Ho avuto 24 ore abbastanza complicate. Soffro di un'infezione polmonare e a causa di un forte raffreddore, ma spero di sentirmi meglio nei prossimi giorni". Un Sir non dice bugie, le parole di Bradley Wiggins prima della partenza erano pura realtà, scevre da qualsiasi pretattica. Una persona 'normale' questi problemi li archivia sotto le coperte, lui deve smaltirli in una giornata terribile, tra acqua e freddo. Non ce la fa, sta male, i tre e passa minuti presi da Nibali e altri big svelano grossi problemi fisici. A questi vanno aggiunti quelli psicologici. Già discesa dal Cà del Poggio lo vede in ritardo. Replay anche dopo il Montello, zona cara al mitico Jop Zoetemelk, che a quasi 40 anni ci vinse un Mondiale beffando Lemond e Argentin. Qui Wiggo non ottiene sconti e deve guadagnarsi la pagnotta insieme a tutti i compagni di squadra, senza peraltro riuscirci. Tutti meno Uran: ormai è fino troppo chiaro che il colombiano diventa l'uomo di classifica della Sky. Che Bradley non sia più lo stesso rispetto al Tour? Voci che rimbalzano dall'Inghilterra parlano di una perdita di sicurezza dopo l'incidente dello scorso novembre, quando i sereni allenamenti nella sua terra furono bruscamente turbati da una macchina che lo fece volare gambe all'aria. Poche conseguenze, un paio di attimi, ma il segno resta.
La crisi di Wiggins rappresenta il primo fatto della giornata. L'altro, decisamente più prevedibile, è la terza vittoria di Mark Cavendish, statisticamente importantissima perchè è la numero cento in carriera. Tre volate, stesso esito, con l'uomo dell'Isola di Man che letteralmente domina sul traguardo di Treviso. Copione scontato, ma non per questo di attuazione semplice. In quel dimenarsi di anime che è la volata (alcune particolarmente inquiete, Modolo e Bouhanni vengono a contatto), si erge la figura gigantesca di Steegmans: una riposante guscio protettivo per il britannico, che esce a suo modo, come un proiettile, e fa centro: è infatti la centesima vittoria. "Io non ho fatto niente - Cav fa professione di umiltà - la squadra è stata straordinaria. La fuga infatti stava andando in porto, se loro non avessero dato il massimo non avrei potuto vincere"
E' usuale dire che l'epica del ciclismo e le vittorie sotto la pioggia vanno di pari passo. E sia, a patto che il tutto sia accompagnato da Tre Cime di Lavaredo o altre simili. In pratica, quest'altra giornata di maltempo i corridori se la sarebbero risparmiata molto, molto volentieri. Centrotrentaquattro con un paio di GPM, complessivamente senza implicazioni, che diventano un problema serio per l'uragano senza soluzione di continuità. I primi 5 km vengono neutralizzati (problemi nell'ordine delle ammiraglie), stessa sorte ma per motivi di sicurezza, e senza le limitazioni relative a cadute o problemi tecnici, per gli ultimi 3. La fuga, che non va in porto per circa 200 metri, la portano avanti 5 uomini: Belkov, che dopo la vittoria a Firenze ci ha preso gusto, De Backer, Felline (sotto l'acqua a Matera secondo dietro Battaglin), Lammertink e Marcato, forse l'uomo più amante del nord del nostro ciclismo.
In particolare gli ultimi due lanciano un bel segnale, andando all'attacco all'indomani di qualche notizia sul ventilato abbandono del loro sponsor, la Vacansoleil. La citazione la riserviamo a De Backer: non tanto perchè issa orgoglioso il vessillo della Argos Shimano, orfana di Degenkolb e dell'ormai popolarissimo Ji Cheng, quanto per essere l'unico che si salva dall'incredibile strike nella prima discesa, quando uno dopo l'altro gli altri quattro battistrada finiscono per terra, per fortuna senza conseguenze. Era la classica giornata in cui l'azione poteva andare in porto, lo dimostra il ricongiungimento con la linea del traguardo sullo sfondo. Li frega la crisi di Wiggins: già le squadre dei velocisti stavano tirando per andare a prendere i battistrada, l'aggiunta per altri motivi di Astana e BMC risulta fatale.
ORDINE D'ARRIVO DELLA DODICESIMA TAPPA
1. Mark Cavendish (Gbr, Qpqga) in 3h01'47"
2. Nacer Bouhanni (Fra, Fdj) s.t.
3. Luka Mezgec (Slo, Arg) s.t.
4. Giacomo Nizzolo (Ita) s.t.
5. Brett Lancaster (Aus) s.t.
6. Manuel Belletti (Ita) s.t.
7. Roberto Ferrari (Ita) s.t.
8. Sacha Modolo (Ita) s.t.
9. Ioannis Tamouridis (Gre) s.t.
10. Francisco Ventoso Alberdi (Esp) s.t.
39. Vincenzo Nibali (Ita) s.t.
40. Cadel Evans (Aus) s.t.
42. Michele Scarponi (Ita) s.t.
53. Rigoberto Uran (Col) s.t.
54. Franco Pellizotti (Ita) s.t.
63. Domenico Pozzovivo (Ita) s.t.
122. Bradley Wiggins (Gbr) a 3'17"
CLASSIFICA GENERALE
1. Vincenzo Nibali (Ita) in 46h28'14" (media 40,241 km/h)
2. Cadel Evans (Aus) a 00'41"
3. Rigoberto Uran Uran (Col) a 02'04"
4. Robert Gesink (Ola) a 02'12"
5. Michele Scarponi (Ita) a 02'13"
6. Mauro Santambrogio (Ita) a 02'55"
7. Przenyslaw Niemiec (Pol) a 03'35"
8. Benat Elorriaga Intxausti (Spa) a 04'05"
9. Domenico Pozzovivo (Ita) a 04'17"
10. Rafal Majka (Pol) a 04'21"
11. Luis Sergio Montoya Henao (Col) a 05'06"
12. Tanel Kangert (Est) a 05'08"
13. Bradley Wiggins (Gbr) a 05'22"
14. Carlos Alberto Gomez Betancur (Col) a 05'26"
15. Robert Kiserlovski (Cro) a 05'57"
16. Yury Trofimov (Rus) a 06'08"
17. Franco Pellizotti (Ita) a 06'55"
18. Samuel Gonzalez Sanchez (Spa) a 07'46"
19. Rafael Vallsferri (Spa) a 08'41"
20. Damiano Caruso (Ita) a 08'43".
La crisi di Wiggins rappresenta il primo fatto della giornata. L'altro, decisamente più prevedibile, è la terza vittoria di Mark Cavendish, statisticamente importantissima perchè è la numero cento in carriera. Tre volate, stesso esito, con l'uomo dell'Isola di Man che letteralmente domina sul traguardo di Treviso. Copione scontato, ma non per questo di attuazione semplice. In quel dimenarsi di anime che è la volata (alcune particolarmente inquiete, Modolo e Bouhanni vengono a contatto), si erge la figura gigantesca di Steegmans: una riposante guscio protettivo per il britannico, che esce a suo modo, come un proiettile, e fa centro: è infatti la centesima vittoria. "Io non ho fatto niente - Cav fa professione di umiltà - la squadra è stata straordinaria. La fuga infatti stava andando in porto, se loro non avessero dato il massimo non avrei potuto vincere"
E' usuale dire che l'epica del ciclismo e le vittorie sotto la pioggia vanno di pari passo. E sia, a patto che il tutto sia accompagnato da Tre Cime di Lavaredo o altre simili. In pratica, quest'altra giornata di maltempo i corridori se la sarebbero risparmiata molto, molto volentieri. Centrotrentaquattro con un paio di GPM, complessivamente senza implicazioni, che diventano un problema serio per l'uragano senza soluzione di continuità. I primi 5 km vengono neutralizzati (problemi nell'ordine delle ammiraglie), stessa sorte ma per motivi di sicurezza, e senza le limitazioni relative a cadute o problemi tecnici, per gli ultimi 3. La fuga, che non va in porto per circa 200 metri, la portano avanti 5 uomini: Belkov, che dopo la vittoria a Firenze ci ha preso gusto, De Backer, Felline (sotto l'acqua a Matera secondo dietro Battaglin), Lammertink e Marcato, forse l'uomo più amante del nord del nostro ciclismo.
In particolare gli ultimi due lanciano un bel segnale, andando all'attacco all'indomani di qualche notizia sul ventilato abbandono del loro sponsor, la Vacansoleil. La citazione la riserviamo a De Backer: non tanto perchè issa orgoglioso il vessillo della Argos Shimano, orfana di Degenkolb e dell'ormai popolarissimo Ji Cheng, quanto per essere l'unico che si salva dall'incredibile strike nella prima discesa, quando uno dopo l'altro gli altri quattro battistrada finiscono per terra, per fortuna senza conseguenze. Era la classica giornata in cui l'azione poteva andare in porto, lo dimostra il ricongiungimento con la linea del traguardo sullo sfondo. Li frega la crisi di Wiggins: già le squadre dei velocisti stavano tirando per andare a prendere i battistrada, l'aggiunta per altri motivi di Astana e BMC risulta fatale.
ORDINE D'ARRIVO DELLA DODICESIMA TAPPA
1. Mark Cavendish (Gbr, Qpqga) in 3h01'47"
2. Nacer Bouhanni (Fra, Fdj) s.t.
3. Luka Mezgec (Slo, Arg) s.t.
4. Giacomo Nizzolo (Ita) s.t.
5. Brett Lancaster (Aus) s.t.
6. Manuel Belletti (Ita) s.t.
7. Roberto Ferrari (Ita) s.t.
8. Sacha Modolo (Ita) s.t.
9. Ioannis Tamouridis (Gre) s.t.
10. Francisco Ventoso Alberdi (Esp) s.t.
39. Vincenzo Nibali (Ita) s.t.
40. Cadel Evans (Aus) s.t.
42. Michele Scarponi (Ita) s.t.
53. Rigoberto Uran (Col) s.t.
54. Franco Pellizotti (Ita) s.t.
63. Domenico Pozzovivo (Ita) s.t.
122. Bradley Wiggins (Gbr) a 3'17"
CLASSIFICA GENERALE
1. Vincenzo Nibali (Ita) in 46h28'14" (media 40,241 km/h)
2. Cadel Evans (Aus) a 00'41"
3. Rigoberto Uran Uran (Col) a 02'04"
4. Robert Gesink (Ola) a 02'12"
5. Michele Scarponi (Ita) a 02'13"
6. Mauro Santambrogio (Ita) a 02'55"
7. Przenyslaw Niemiec (Pol) a 03'35"
8. Benat Elorriaga Intxausti (Spa) a 04'05"
9. Domenico Pozzovivo (Ita) a 04'17"
10. Rafal Majka (Pol) a 04'21"
11. Luis Sergio Montoya Henao (Col) a 05'06"
12. Tanel Kangert (Est) a 05'08"
13. Bradley Wiggins (Gbr) a 05'22"
14. Carlos Alberto Gomez Betancur (Col) a 05'26"
15. Robert Kiserlovski (Cro) a 05'57"
16. Yury Trofimov (Rus) a 06'08"
17. Franco Pellizotti (Ita) a 06'55"
18. Samuel Gonzalez Sanchez (Spa) a 07'46"
19. Rafael Vallsferri (Spa) a 08'41"
20. Damiano Caruso (Ita) a 08'43".