CHERASCO - Gli hanno lanciato guanti di sfida da più parti. Lui li ha raccolti, dando 'soddisfazione' a tutti nel momento della sfida. Mark Cavendish è sempre più re della volata e, dopo una giornata tutto sommato facile per gli uomini di classifica (serena la difesa della rosa di Nibali), ma molto ostica per i velocisti, piazza la quarta stoccata vincente in questo Giro in altrettante volate. Vittoria globale, estrema sintesi di individualità e collettivo: senza il lavoro snervante, incessante, dei compagni della Omega Pharma in una giornata che non finiva mai, Cav non ce l'avrebbe mai fatta. Poi però, nel rettilineo di Cherasco, fa da solo. Viviani ha un suo uomo - Sabatini - che gli tira la volata, Nizzolo ha la gamba giusta, l'interessante Mezgec può dire la sua non dovendo più tirare le volate a Degenkolb. Cavendish non può aspettare, prende l'iniziativa quando mancano circa trecento metri all'arrivo e fa ancora centro. Spossante, Cavendish è l'emblema della fatica: "Sono iperstanco, amo questa corsa e cercherò di arrivare a Brescia. La mia squadra è con me fin dal primo giorno e andarmene non sarebbe equo. Non vorrei andare a casa".
Epilogo dopo un percorso verdiano per eccellenza. Si parte da Busseto, si arriva dopo 254 km: è la frazione più lunga. Considerate le abitudini dei giorni precedenti, il sole che accompagna i corridori è particolarmente gradito. Sarebbe stato terapeutico per i malanni di Bradley Wiggins, ma il britannico come noto ha salutato: "Il dottore mi ha detto 'adesso basta'. Non ho dormito molto la scorsa notte, ieri è stata una giornata terribile, oggi c'era un tappa molto lunga e per quanto tempo e per cosa avrei dovuto combattere?. Sarei dovuto rimanere solo per essere un numero quando gli altri si aspettano ben altro. Ora voglio fare un grande Tour, ma al Giro tornerò".
Frazione per lunghi tratti ipnotica, nell'attraversamento della Pianura Padana. I fatti che destano l'attenzione sono una fuga, i riferimenti enogastronomici (si passa per Alba e Barolo) e soprattutto il GPM di Tre Cuni, importante per testare la tenuta muscolare dei velocisti. Andiamo per ordine partendo dagli attaccanti: per la serie 'popoli nuovi o quasi del ciclismo' c'è un brasiliano, Rafael Andriato. Con lui Ermeti, Lastras, uno da fuga come Bak, uno che ha ormai accantonato velleità da sprinter puro (Hondo), Boem e lo svedese Ludvigsson, giovane sempre più spesso in evidenza.
Una azione che prende quasi in quarto d'ora, ma si dissolve con velocità superiore alle attese. Verso la salita chiave gli unici ad averne ancora sono Lastras, Bak e Boem: maggiore 'indipendenza' per i primi due, più strategico il ruolo del neoprofessionista della Bardiani, che evita ai compagni (tra loro Modolo e Battaglin) di lavorare. Tattica ottima a tavolino, meno efficace in pratica. Quelli della Vini Fantini, nemici dei velocisti puri ma amici di Oscar Gatto, impongono un ritmo sostenuto, grazie anche alla spinta del grande vecchio Garzelli: proprio Modolo è uno di quelli che ci lascia le penne, insieme a lui Gavazzi, Goss e, successivamente, Ferrari. Non ha di questi problemi Nacer Bouhanni: il turbolento francese ha mollato già la sera prima, oscurato mediaticamente dai forfait di Wiggins ed Hesjedal.
Non è GPM, ma pur sempre salita, quella di Barolo: qui la Vini Fantini scopre ulteriormente le carte, con Rabottini che pilota fuori dalla mischia Gatto trascinandosi dietro un drappello di uomini. Sembrerebbe la volta buona, ma non cè così. Alla Omega si aggiunge anche la Cannondale di Viviani: l'ultimo acuto è di Giampaolo Caruso, ma quel piattume finale è nemico giurato del siciliano, costretto alla resa all'ultimo km. Poi Cavendish rende magico anche il temutissimo venerdì diciassette. Come se non bastasse, l'opera verdiana abbinata alla tappa era il Macbeth, tradizionalmente 'maledetta'. Ma contrariamente al personaggio shakespeariano, il britannico non rimano schiavo della sua brama di potere e si tiene saldamente il trono.
ORDINE D'ARRIVO TREDICESIMA TAPPA
1. Mark Cavendish (Gbr, Opq) in 6h09'55"
2. Giacomo Nizzolo (Ita, Rlt) s.t.
3. Luka Mezgec (Slo, Arg) s.t.
4. Brett Lancaster (Aus) s.t.
5. Elia Viviani (Ita) s.t.
6. Manuel Belletti (Ita) s.t.
7. Daniele Bennati (Ita) s.t.
8. Filippo Pozzato (Ita) s.t.
9. Anthony Roux (Fra) s.t.
10. Miguel Angel Rubiano Chavez (Esp) s.t.
39. Cadel Evans (Aus) s.t.
47. Michele Scarponi (Ita) s.t.
50. Vincenzo Nibali (Ita) s.t.
64. Rigoberto Uran (Col) s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1. Vincenzo Nibali (Ita, Astana) in 52h38'09"
2. Cadel Evans (Aus, Bmc) a 41"
3. Rigoberto Uran (Col, Sky) a 2'04"
4. Robert Gesink (Ned) a 2'12"
5. Michele Scarponi (Ita) a 2'13"
6. Mauro Santambrogio (Ita) a 2'55"
7. Przemyslaw Niemiec (Pol) a 3'35"
8. Benat Intxausti Elorriaga (Esp) a 4'05"
9. Domenico Pozzovivo (Ita) a 4'17"
10. Rafael Majka (Pol) a 4'21"
11. Sergio Luis Henao Montoya (Col) a 5'06"
12. Tanel Kangert (Est) a 5'08"
13. Carlos A. Betancur Gomez (Col) a 5'26"
16. Franco Pellizotti (Ita) a 6'55"
17. Samuel Sanchez Gonzalez (Esp) a 7'46"
19. Damiano Caruso (Ita) a 8'43"
20. Wilco Kelderman (Ned) a 8'55"
Epilogo dopo un percorso verdiano per eccellenza. Si parte da Busseto, si arriva dopo 254 km: è la frazione più lunga. Considerate le abitudini dei giorni precedenti, il sole che accompagna i corridori è particolarmente gradito. Sarebbe stato terapeutico per i malanni di Bradley Wiggins, ma il britannico come noto ha salutato: "Il dottore mi ha detto 'adesso basta'. Non ho dormito molto la scorsa notte, ieri è stata una giornata terribile, oggi c'era un tappa molto lunga e per quanto tempo e per cosa avrei dovuto combattere?. Sarei dovuto rimanere solo per essere un numero quando gli altri si aspettano ben altro. Ora voglio fare un grande Tour, ma al Giro tornerò".
Frazione per lunghi tratti ipnotica, nell'attraversamento della Pianura Padana. I fatti che destano l'attenzione sono una fuga, i riferimenti enogastronomici (si passa per Alba e Barolo) e soprattutto il GPM di Tre Cuni, importante per testare la tenuta muscolare dei velocisti. Andiamo per ordine partendo dagli attaccanti: per la serie 'popoli nuovi o quasi del ciclismo' c'è un brasiliano, Rafael Andriato. Con lui Ermeti, Lastras, uno da fuga come Bak, uno che ha ormai accantonato velleità da sprinter puro (Hondo), Boem e lo svedese Ludvigsson, giovane sempre più spesso in evidenza.
Una azione che prende quasi in quarto d'ora, ma si dissolve con velocità superiore alle attese. Verso la salita chiave gli unici ad averne ancora sono Lastras, Bak e Boem: maggiore 'indipendenza' per i primi due, più strategico il ruolo del neoprofessionista della Bardiani, che evita ai compagni (tra loro Modolo e Battaglin) di lavorare. Tattica ottima a tavolino, meno efficace in pratica. Quelli della Vini Fantini, nemici dei velocisti puri ma amici di Oscar Gatto, impongono un ritmo sostenuto, grazie anche alla spinta del grande vecchio Garzelli: proprio Modolo è uno di quelli che ci lascia le penne, insieme a lui Gavazzi, Goss e, successivamente, Ferrari. Non ha di questi problemi Nacer Bouhanni: il turbolento francese ha mollato già la sera prima, oscurato mediaticamente dai forfait di Wiggins ed Hesjedal.
Non è GPM, ma pur sempre salita, quella di Barolo: qui la Vini Fantini scopre ulteriormente le carte, con Rabottini che pilota fuori dalla mischia Gatto trascinandosi dietro un drappello di uomini. Sembrerebbe la volta buona, ma non cè così. Alla Omega si aggiunge anche la Cannondale di Viviani: l'ultimo acuto è di Giampaolo Caruso, ma quel piattume finale è nemico giurato del siciliano, costretto alla resa all'ultimo km. Poi Cavendish rende magico anche il temutissimo venerdì diciassette. Come se non bastasse, l'opera verdiana abbinata alla tappa era il Macbeth, tradizionalmente 'maledetta'. Ma contrariamente al personaggio shakespeariano, il britannico non rimano schiavo della sua brama di potere e si tiene saldamente il trono.
ORDINE D'ARRIVO TREDICESIMA TAPPA
1. Mark Cavendish (Gbr, Opq) in 6h09'55"
2. Giacomo Nizzolo (Ita, Rlt) s.t.
3. Luka Mezgec (Slo, Arg) s.t.
4. Brett Lancaster (Aus) s.t.
5. Elia Viviani (Ita) s.t.
6. Manuel Belletti (Ita) s.t.
7. Daniele Bennati (Ita) s.t.
8. Filippo Pozzato (Ita) s.t.
9. Anthony Roux (Fra) s.t.
10. Miguel Angel Rubiano Chavez (Esp) s.t.
39. Cadel Evans (Aus) s.t.
47. Michele Scarponi (Ita) s.t.
50. Vincenzo Nibali (Ita) s.t.
64. Rigoberto Uran (Col) s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1. Vincenzo Nibali (Ita, Astana) in 52h38'09"
2. Cadel Evans (Aus, Bmc) a 41"
3. Rigoberto Uran (Col, Sky) a 2'04"
4. Robert Gesink (Ned) a 2'12"
5. Michele Scarponi (Ita) a 2'13"
6. Mauro Santambrogio (Ita) a 2'55"
7. Przemyslaw Niemiec (Pol) a 3'35"
8. Benat Intxausti Elorriaga (Esp) a 4'05"
9. Domenico Pozzovivo (Ita) a 4'17"
10. Rafael Majka (Pol) a 4'21"
11. Sergio Luis Henao Montoya (Col) a 5'06"
12. Tanel Kangert (Est) a 5'08"
13. Carlos A. Betancur Gomez (Col) a 5'26"
16. Franco Pellizotti (Ita) a 6'55"
17. Samuel Sanchez Gonzalez (Esp) a 7'46"
19. Damiano Caruso (Ita) a 8'43"
20. Wilco Kelderman (Ned) a 8'55"