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Tour de France, l'Orica vince una crono da record. Gerrans in maglia gialla

A Nizza erano attesi gli inglesi del Team Sky, ma spuntano gli australiani. Tempo eccezionale e per questione di centesimi, conquistata una vittoria che regala al vincitore della frazione precedente la vetta della generale. Froome comunque guadagna su tutti gli avversari per la vittoria finale
di LUIGI PANELLA

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NIZZA - Per un soffio, ma è fallito il profetico titolo de L'Equipe - 'La Promenade des Anglais?' -, riferimento alla splendida ambientazione della crono a squadre sul lungomare di Nizza ed al pronosticato strapotere del Team Sky dell'uomo da battere, Chris Froome. La Promenade è infatti appannaggio 'des Australiens': vince la Orica Greenedge, che dopo aver fatto ridere tutti con il pullman incastrato sotto la struttura del traguardo a Bastia, inizia a far piangere gli avversari. Successo storico, a tempo di record - 57,8 km/h - e maglia gialla a Simon Gerrans, che raccoglie il frutto della prestazione collettiva sommandola con la sua personale, sul traguardo di Calvi. Niente da fare per Jan Bakelants: dignitosa, ma insufficiente per tenere il primato, la prova della Radioshack. Se Cancellara resta a casa del resto, le conseguenze in giornate del genere sono inevitabili. Il sapore della beffa invece lo assaggiano quelli dell'Omega Pharma, battuti per 75 centesimi di secondo. Tra loro, chi rosica di più è Michal Kwiatkowski (leader tra i giovani), che per un nulla non riporta alla Polonia una maglia gialla che manca dal 1987 con Lech Piasecki. Più contenuta la insoddisfazione del Team Sky: non arriva la vittoria, ma Froome lascia dietro i più quotati avversari per la vittoria finale.

Il record dell'Orica decreta il ritorno in pompa magna del Tour a Nizza, dove mancava da 32 anni: l'ultima volta fu con il 'Tasso' Hinault in giallo nel prologo e, a seguire, con una crono a squadre vinta dalla T-Raleigh, famosa compagine composta da passistoni fiamminghi che sprigionavano potenza da tutti i pori per poi, qualche giorno dopo, afflosciarsi senza appelli in montagna. Ma anche prima, tantissime le volte in cui la città costiera era stata sede di tappa. La prima addirittura nel 1906, quando si impose, e finì per vincere il Tour, Renè Pottier. Un successo a punti, non a tempo: in pratica, come se ai giorni nostri Parigi incoronasse Peter Sagan.

Tornando ad oggi e riesaminando la prova degli australiani, va detto che, liberandosi dall'enfasi del momento, non si tratta di una sorpresa: i 25 km previsti presentano un picco massimo di altitudine di 29 metri... Invito a nozze per squadroni composti da specialisti rodati a questo genere di gare, un po' meno per chi specialista non è, e non sta nemmeno bene: Ted King statunitense della Cannondale, alla prese con i postumi di una caduta, già al pronti via inizia a soffrire per tenere il ritmo dei compagni. Stesso discorso per Geraint Thomas del Team Sky: chissà, forse con lui al meglio quei tre secondi dai vincitori potevano essere colmati. Rovesciando la medaglia, 'chapeau' per Toni Martin: il tedesco, uscito a pezzi dalla prima a Bastia, è un duro, vero trascinatore dell'Omega.

Un raffronto tra i pretendenti alla gialla. Froome finisce in sostanziale pareggio con Contador, rifilando allo spagnolo 6''. Nello specifico però, il keniano bianco dà una buona sensazione, protagonista di lunghe tirate in testa al team. Dietro 16'' Valverde e Quintana (Movistar, occhio la giovane colombiano), in linea con le aspettative la Katusha di Purito Rodriguez: 25''. Perde di meno, ma con modalità che fanno riflettere, Cadel Evans: in piena corsa per la vittoria all'intermedio, la BMC cala di colpo nel finale, accusando 23'' di ritardo. Detto della delusione Garmin - era proprio destino che Millar non prendesse la maglia gialla -, uno sguardo alle italiane. Velleità ridotte, ma complessivamente buona la prova della Lampre di Cunego: ottavo posto a 25'' dai vincitori. Dietro la Cannondale,  13esima a 34''.
"Anche oggi abbiamo fatto un grande lavoro di squadra. Questo obiettivo centrato, la conquista della maglia gialla, rappresenta una grande soddisfazione sia per me che per tutto il team", spiega Gerrans. "Come ieri tutti i miei compagni hanno svolto al meglio il proprio ruolo. Le ultime sono state due giornate perfette: speriamo di continuare così bene e di mantenere questa maglia il più possibile". Parecchio contento, da cinico e poco romatico calcolatore, Chris Froome: "E' una buona cosa non aver preso la maglia gialla", dichiara premettendo che comunque non c'è stato da parte del Team Sky un atteggiamento volontario in tale senso. "Se fossi diventato leader della generale, per pochi secondi saremo stati costretti a stare davanti per difendere il primato facendo grossi sforzi. Quindi, per ora è meglio così"

4/a tappa - ORDINE D'ARRIVO
1. Orica 25,0 km in 25:56. (media: 57,8 km/h)
2. Omega Pharma a 0:01.
3. Sky 0:03.
4. Saxo Bank 0:09.
5. Lotto 0:17.
6. Garmin 0:17.
7. Movistar 0:19.
8. Lampre 0:25.
9. BMC 0:26.
10. Katusha 0:28.
11. RadioShack 0:29.
12. Vacansoleil 0:33.
13. Cannondale 0:34.
14. Belkin 0:37.
15. FDJ.fr 0:42.
16. Astana 0:56.
17. AG2R La Mondiale 1:04.
18. Sojasun 1:10.
19. Europcar 1:13.
20. Cofidis 1:20.
21. Euskaltel 1:24.
22. Argos 1:47.
CLASSIFICA GENERALE
1. Simon Gerrans (AUS/ORI) 12h47:24.
2. Daryl Impey (RSA/ORI) a 0:00.
3. Michael Albasini (SUI/ORI) 0:00.
4. Michal Kwiatkowski (POL/OPQ) 0:01.
5. Sylvain Chavanel (FRA/OPQ) 0:01.
6. Edvald Boasson Hagen (NOR/SKY) 0:03.
7. Chris Froome (GBR/SKY) 0:03.
8. Richie Porte (AUS/SKY) 0:03.
9. Nicolas Roche (EIR/SAX) 0:09.
10. Roman Kreuziger (CZE/SAX) 0:09.
11. Michael Rogers (AUS/SAX) 0:09.
12. Alberto Contador (ESP/SAX) 0:09.
13. David Millar (GBR/GRM) 0:17.
14. Jürgen Van den Broeck (BEL/LTB) 0:17.
15. Adam Hansen (AUS/LTB) 0:17.
16. Ryder Hesjedal (CAN/GRM) 0:17.
17. Christian Vande Velde (USA/GRM) 0:17.
18. Andrew Talansky (USA/GRM) 0:17.
19. Daniel Martin (EIR/GRM) 0:17.
20. Tom Danielson (USA/GRM) 0:17.
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