Sport

Tour de France, Froome domina sui Pirenei. La maglia gialla è sua

Ad Ax 3 Domaines, grande prestazione del britannico, che dopo un lavoro perfetto del Team Sky (Porte è secondo), si impone con un arrivo solitario conquistando la vetta della generale. Terzo Valverde, in netto ritardo Contador e Purito Rodriguez
di LUIGI PANELLA

4 minuti di lettura
AX 3 DOMAINES - Una spallata alla sua maniera, senza andare troppo per il sottile: nessun avvertimento agli avversari, subito l'intento di levarseli di torno. Chris Froome rischia di chiudere il Tour nel primo giorno di salita vera: il britannico del Team Sky domina sul traguardo di Ax 3 Domaines. La squadra, anzi il suo squadrone, spossa la resistenza di chi osa resistere fino all'ultima salita, poi ci pensa il grande capitano. In pratica, come commenta Eugenio Capodacqua, al Tour sono arrivati i marziani. Contador prova a tenere, soffre, quindi cede: accusa quasi due minuti di margine, meglio di lui sta il ceco Kreuziger (luogotenente alla Saxo), costretto però a trainare il pistolero pur dando la sensazione di potersene andare. Niente di clamoroso comunque: la stessa scena la nuova maglia gialla l'aveva offerta al Giro del Delfinato. Ma il macigno, più che il sassolino, Froome lo toglie dalla scarpa pensando a chi guarda la tv. Una dedica interiore a Bradley Wiggins: astio mai dichiarato (al limite tweettato dalle rispettive signore), ma quel Tour dello scorso anno trascorso a lavorare per il baronetto, ed anche quella Vuelta del 2011 buttata a favore di Cobo Acebo sempre per lo stesso motivo...

Alla luce di quanto visto, l'interrogativo sorge logico. Considerando che Cadel Evans accusa il peso di anni e carriera, che il suo vice van Garderen non è pervenuto, che i proclami di attacco di Purito Rodriguez sono ammuffiti nel cassetto e che Andy Schleck è evaporato, che la truppa italiana, numericamente la terza, non esiste, che prosieguo di Tour dobbiamo aspettarci? Difficile ipotizzare uno scenario diverso dal dominio Sky: basta pensare che Porte, che ha praticamente annichilito tutti prima dello scatto del suo capitano Froome, invece di rialzarsi a missione compiuta è ripartito andando a cogliere il secondo posto. Circa Valverde, il meno peggio tra gli anti Froome, la sensazione è che punti consciamente al podio di Parigi, ma non pensi oltre. In tale ottica va visto il sacrificio tattico di Nairo Quintana (altro Movistar), partito presto, troppo, in salita e calato nel finale. Ci vorrà un colpo di genio: di solito le trovate più fantasiose - attacchi dove meno te li aspetti - le ha Contador, ma le gambe attuali destano dubbi. In pratica, non è più lo stesso dopo la squalifica.

Dunque la prima escursione in montagna è una sorta di terapia d'urto. Il primo migliaio di km di Tour è stato spossante, sempre sul filo dei nervi per timore cadute (che non sono mancate) o ritardi imprevisti, ma in quanto a salite poca roba: tanti simil cavalcavia, anche qualcosa di più serio, ma a conti fatti terreno che lascia indifferenti i big ed esalta estemporanei aspiranti della maglia a pois. La salita più dura è il Col de Pailhéres, per due motivi: il caldo e soprattutto l'altitudine. I 2001 metri toccati (souvenir Henri Desgrange, per un metro sul Col de la Madeleine la vetta più alta) sono il primo vero test. La scena la prende Nairo Quintana, convincente primavera in gara, silenziosa preparazione al Tour nell'altitudine delle sue parti, in Colombia. 

Prima del colombiano, si erano segnalati in quattro. L'arrivo di Ax 3 Domaines, in mezzo a quei tanti cimeli che sono i percorsi del Tour, una volta tanto non gronda storia. Qui uno spagnolo dal carattere riservato come Carlos Sastre, che anni dopo avrebbe vinto il Tour, iniziò a rivelarsi al grande pubblico. Ma il nome di stretta attualità è Christophe Riblon: vincitore nel 2010 dopo una fuga interminabile, è in compagnia di due connazionali - Jean-Marc Marino e Rudy Molard - e dell'olandese volante Johnny Hoogerland. Quest'ultimo in carriera qualcosa di buono lo ha fatto ma, ironia della sorte, è noto soprattutto per il filo spinato che ne sfregiò gambe e braccia dopo un tremendo urto con una macchina della tv francese dai vetri scuri, inquietanti, con alla guida qualche signor nessuno mai rivelato.

Ripresi i quattro, gli attori si susseguono. Figuranti come Gesink (speranza sempre più incompiuta), Voeckler (smorfie che stavolta non fanno effetto), Rolland; aspirante ma non protagonista come Quintana. Tutti che si danno da fare mentre il Team Sky recita a memoria e con sfavillante personalità. Ed alla fine la scena è tutta per Froome e i suoi: "Non potrei essere più felice", commenta la maglia gialla. "La squadra è stata fantastica, e senza i miei compagni non ce l'avrei fatta. Richie (Porte, ndr) è arrivato secondo, non potevamo fare meglio: primo e secondo posto, per noi è un sogno che si avvera". Quindi la giusta prudenza: "E' solo la prima settimana, ce ne sono altre due... Ci sarà tanta bagarre e noi difenderemo la maglia gialla".

Froome ha anche affrontato il tema del doping: "E' il mio messaggio personale: questo sport è cambiato. I nostri risultati sono credibili e sono sicuro che tra dieci o 20 anni saranno ancora validi", ha detto, rispondendo a chi gli chiedeva se avesse 'corso pulito': "Al cento per cento, al cento per cento".
 
ORDINE D'ARRIVO
1. Chris Froome (GBR/SKY) 195,0 km in 5h03:18. (media: 38,6 km/h)
2. Richie Porte (AUS/SKY) a 0:51.
3. Alejandro Valverde (ESP/MOV) 1:08.
4. Bauke Mollema (NED/BKN) 1:10.
5. Laurens ten Dam (NED/BKN) 1:16.
6. Mikel Nieve (ESP/EUS) 1:34.
7. Roman Kreuziger (CZE/SAX) 1:45.
8. Alberto Contador (ESP/SAX) 1:45.
9. Nairo Quintana (COL/MOV) 1:45.
10. Igor Anton (ESP/EUS) 1:45.
11. Joaquim Rodriguez (ESP/KAT) 2:06.
12. Rui Costa (POR/MOV) 2:28.
13. Jean-Christophe Péraud (FRA/ALM) 2:28.
14. Romain Bardet (FRA/ALM) 2:34.
15. Daniel Martin (EIR/GRM) 2:34.
16. Andrew Talansky (USA/GRM) 2:34.
17. Jakob Fuglsang (DEN/AST) 2:34.
18. Michael Rogers (AUS/SAX) 2:34.
19. Haimar Zubeldia (ESP/RSH) 3:04.
20. Michal Kwiatkowski (POL/OPQ) 3:27.
21. Andy Schleck (LUX/RSH) 3:34.
22. Pierre Rolland (FRA/EUC) 3:47.
26. Cadel Evans (AUS/BMC) 4:13.
32. Davide Malacarne (ITA/EUC) 6:30.
35. Daryl Impey (RSA/ORI) 7:50.
36. Sylvain Chavanel (FRA/OPQ) 7:50.
37. Robert Gesink (NED/BKN) 7:50.
38. Jan Bakelants (BEL/RSH) 7:50.
39. Ryder Hesjedal (CAN/GRM) 8:15.
56. Tejay Van Garderen (USA/BMC) 12:15.
59. Damiano Cunego (ITA/LAM) 14:27.
CLASSIFICA GENERALE
1. Chris Froome (GBR/SKY) 32h15:55.
2. Richie Porte (AUS/SKY) a 0:51.
3. Alejandro Valverde (ESP/MOV) 1:25.
4. Bauke Mollema (NED/BKN) 1:44.
5. Laurens ten Dam (NED/BKN) 1:50.
6. Roman Kreuziger (CZE/SAX) 1:51.
7. Alberto Contador (ESP/SAX) 1:51.
8. Nairo Quintana (COL/MOV) 2:02.
9. Joaquim Rodriguez (ESP/KAT) 2:31.
10. Michael Rogers (AUS/SAX) 2:40.
11. Rui Costa (POR/MOV) 2:45.
12. Andrew Talansky (USA/GRM) 2:48.
13. Daniel Martin (EIR/GRM) 2:48.
14. Mikel Nieve (ESP/EUS) 2:55.
15. Igor Anton (ESP/EUS) 3:06.
16. Michal Kwiatkowski (POL/OPQ) 3:25.
17. Jakob Fuglsang (DEN/AST) 3:27.
18. Jean-Christophe Péraud (FRA/ALM) 3:29.
19. Haimar Zubeldia (ESP/RSH) 3:30.
20. Romain Bardet (FRA/ALM) 3:35.
21. Andy Schleck (LUX/RSH) 4:00.
23. Cadel Evans (AUS/BMC) 4:36.
25. Pierre Rolland (FRA/EUC) 4:57.

 
I commenti dei lettori