ROMA - Chris Froome il giorno dopo, si gode il trionfo al Tour de France. Il keniano bianco del Team Sky analizza il suo cammino nella Grande Boucle appena conclusa, mostrandosi sereno anche quando gli si fanno domande sul doping: "Lo so che la gente ha qualche dubbio. Del resto, quando porti la maglia gialla è un po' 'normale' che ci sia diffidenza: devi però saper rispondere a tutte le domande, comprese quelle sul doping. Io so quello che ho fatto per arrivare a vincere il Tour e posso garantire che questa maglia resterà saldamente sulle mie spalle, a vita".
"Quando mi sono svegliato questa mattina ero molto, molto contento. Durante questo Tour de France abbiamo fatto, assieme al mio team, qualcosa di grandissimo. La prima volta che ho realizzato di aver vinto questo Tour è stata subito dopo l'arrivo sull'Alpe d'Huez, quando siamo arrivati, io e il mio compagno Richie Porte, con un minuto circa di vantaggio su Alberto Contador, secondo in quel momento in classifica generale". Il momento più duro? "Anche quello è stato sull'Alpe d'Huez, quando ho avuto un piccolo calo di zuccheri e una crisi di fame". Un titolo che il britannico promette di difendere: "Mi piacerebbe tornare al Tour de France ogni anno e provare a vincerlo. Ho solo 28 anni e la maggior parte dei ciclisti arriva al proprio meglio dopo i 30. Finchè potrò e avrò la motivazione sarò tra i pretendenti alla maglia gialla".
Ma la stagione di Froome non finisce di certo qui, anzi. L'obbiettivo è fissato per il prossimo 29 settembre, giorno del campionato del mondo a Firenze. "Spesso la gara del campionato del mondo non favorisce gli scalatori ma quest'anno è diverso. Potrebbe essere una bella opportunità. Vorrei concentrarmi sul mondiale per la seconda parte della stagione e non staccare del tutto, conquistare la maglia gialla e quella arcobaleno sarebbe una doppietta favolosa".
"Quando mi sono svegliato questa mattina ero molto, molto contento. Durante questo Tour de France abbiamo fatto, assieme al mio team, qualcosa di grandissimo. La prima volta che ho realizzato di aver vinto questo Tour è stata subito dopo l'arrivo sull'Alpe d'Huez, quando siamo arrivati, io e il mio compagno Richie Porte, con un minuto circa di vantaggio su Alberto Contador, secondo in quel momento in classifica generale". Il momento più duro? "Anche quello è stato sull'Alpe d'Huez, quando ho avuto un piccolo calo di zuccheri e una crisi di fame". Un titolo che il britannico promette di difendere: "Mi piacerebbe tornare al Tour de France ogni anno e provare a vincerlo. Ho solo 28 anni e la maggior parte dei ciclisti arriva al proprio meglio dopo i 30. Finchè potrò e avrò la motivazione sarò tra i pretendenti alla maglia gialla".
Ma la stagione di Froome non finisce di certo qui, anzi. L'obbiettivo è fissato per il prossimo 29 settembre, giorno del campionato del mondo a Firenze. "Spesso la gara del campionato del mondo non favorisce gli scalatori ma quest'anno è diverso. Potrebbe essere una bella opportunità. Vorrei concentrarmi sul mondiale per la seconda parte della stagione e non staccare del tutto, conquistare la maglia gialla e quella arcobaleno sarebbe una doppietta favolosa".