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Ciclismo, è la Liegi numero 100. Duello Valverde-Gilbert, Nibali outsider

Edizione storica della Doyenne, la corsa più antica. Le indicazioni di Amstel e Freccia indicano lo spagnolo e il belga come favoriti, ma nell'ampio lotto dei prentendenti c'è anche il siciliano, al quale il percorso si adatta. In gara anche Froome
di LUIGI PANELLA

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ROMA - Il 29 maggio del 1892 erano in 33, alle ore 5 e 39 del mattino pronti per una avventura infinita. Tra questi c'era Léon Houa, un belga, che arrivò solitario e trionfante dopo oltre 10 ore e mezzo passate su una bicicletta di undici chili! Le Liegi-Bastogne-Liegi, la "Doyenne", la più vecchia, rinnova domenica la sua leggenda per una edizione storica ancora prima di cominciare: si tratta infatti dell'appuntamento numero 100. E' anche la terza prova del trittico delle Ardenne, con i primi due appuntamenti che hanno dato indicazioni abbastanza chiare su quelli che saranno i protagonisti. In base a ciò che si è visto in Amstel e Freccia Vallone, i logici favoriti sono due. Philippe Gilbert, spettacoloso in Olanda quando imballato sul Muro du Huy, e Alejandro Valverde (''Tra le corse delle Ardenne è quella che preferisco''), to pressochè perfetto in Vallonia nel domare le pendenze impervie del finale, e che la Doyenne l'ha già vinta due volte. Del resto Gilbert è stato chiaro in conferenza stampa: "E' Valverde l'uomo da tenere maggiormente d'occhio. Ho mostrato qualche limite sul muro di Huy, ma questo potrebbe anche non essere un danno, gli altri correranno meno su di me''.

Rispetto alle due precedenti sfide però, dove nessuno dei big ha provato l'anticipo rimandando tutto a Cauberg e Huy, la Doyenne propone tanti punti chiave. Delle 10 cote, ben 8 sono concentrate negli ultimi 90 km. La prima selezione importante è attesa sulla mitica Redoute, casa Gilbert, con pendenze che arrivano a toccare il 20%: manca ancora parecchio al traguardo, ma il terreno per muoversi già c'è. La sensazione però è che i big, senza aspettare la salita di Saint Nicolas, detta degli 'italiani' con i drappi tricolori ad accompagnare l'arrivo dei corridori, si muoveranno nella penultima cote, la Roche aux Faucons, reintrodotta quest'anno nel finale dopo che problemi di viabilità l'avevano messa fuori gioco nella scorsa edizione.

Vincenzo Nibali, uomo di punta della truppa italiana, proprio lì potrebbe tentare l'acuto: ''Avevo bisogno di ritrovare il ritmo di gara'', ha detto dopo le prime uscite ardennesi. Speriamo lo abbia trovato, la distanza e le caratteristiche del percorso sono dalla sua. Ci sarà anche Damiano Cunego, brillante ma sbadato (errore e caduta ai piadi di Huy) alla Freccia. Tornando a Nibali, altro assaggio di duello al Tour contro Chris Froome, che si cimenta nella prima classica stagionale dopo un lavoro di preparazione svolto a Tenerife, anche se il primo vero test di verifica per la Grande Boucle sarà al Giro di Romandia. Ma ovviamente il lotto dei favoriti è ben più ampio. Ad esempio Michal Kwiatkowski ha dimostrato di avere più benzina di tutti, tradito ad Amstel e Freccia dall'inesperienza: stavolta, le cote spalmate meglio lungo la strada, potrebbero anche favorirlo. La Katusha farà il solito gioco di squadra tra Moreno e un Purito Rodriguez che di questi tempi non è fortunatissimo, passando più tempo a terra che in bici. E poi Daniel Martin, l'irlandese vincitore uscente che sta crescendo esponenzialmente proprio in vista della Doyenne. Una curiosità: nella Saxo Tinkoff, i cui gradi di capitano sono appannaggio di Roman Kreuziger, rientra Michael Rogers, appena assolto dall'Uci dall'accusa di doping, scagionato dalla 'carne cinese'.
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