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Giro d'Italia, Arredondo vince in salita. Quintana controlla in rosa, Aru avvicina il podio

La gioia di Julian Arredondo (afp)
Al Rifugio Panarotta, tra vittoria di tappa e classifica generale, domina la Colombia. Molto buona la prova del sardo, che attacca ed ora è a due secondi dalla terza piazza occupata da Rolland. Crolla Evans
di LUIGI PANELLA
3 minuti di lettura
RIFUGIO PANAROTTA - Primo Julian Arrendondo, secondo Fabio Duarte. Nairo Quintana mantiene la maglia rosa, lo segue sempre Rigoberto Uran. E' probabilmente il giorno in cui la Colombia del ciclismo fa il definitivo salto di qualità. I nipotini di Lucho Herrera non si accontentano più come l'illustre predecessore (che comunque una Vuelta riuscì a portarla a casa) di quelle maglie della montagna o di quelle vittorie che portavano dentro il senso dell'impresa disperata. In questo Giro d'Italia la Colombia domina su tutti i campi. La maglia rosa ad esempio non viene mai scalfita dai propositi astiosi generati dalle polemica sulla 'safety car' dello Stelvio: strette di mani non date, sguardi di traverso ecc ecc. Alla resa dei conti però, in una tappa in cui il terreno per attaccare c'é, Quintana gestisce con grande calma, anche dal punto di vista tattico, la situazione. "Quella di oggi è stata una salita tranquilla, ho controllato quello che mi interessava, la squadra ha lavorato molto bene", commenta la maglia rosa. "Sono molto contento, sento il calore della gente, è contenta che io sono il leader del Giro. Pensavo che la tappa di oggi andava solo controllata ed era da gestire, la salita non è stata all'altezza di quello che pensavo e comunque abbiamo delle buone gambe".

ARU A 2'' DAL PODIO - E se la Colombia fa il definitivo salto di qualità, convince di più ogni giorno che passa Fabio Aru. Il momento in cui capisci il valore del sardo è quando, sul ritmo ordinato da Uran, resta imbottigliato e perde una quindicina di metri. Tratto duro, ma niente panico. Non solo il 23enne dell'Astana rinviene sui big, ma si toglie il lusso di piantarli con due scatti niente male. Roba di pochi secondi che però, combinati con il leggerissimo ritardo di Pozzovivo, Rolland e Majka, il leggero affanno di Kelderman (lasciata una trentina di secondi) e il grandissimo affanno di Evans, lo portano ad un pelo dal podio. Per ora gli sta davanti Rolland (francese ancora una volta tutto attacco), la cronoscalata verso il Grappa di venerdì dirà parecchio.
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FUGA, ARREDONDO E GLI ALTRI - Nel complesso, nessuna rivoluzione nel primo episodio della trilogia della verità, che inizia con sedici km duri (pendenza media del 9%) verso Rifugio Panarotta. Non è una portata unica, visto che prima ci sono antipasti da saziare i polpacci come il Passo San Pellegrino (duro, Moser ad esempio ci lasciò un Giro contro De Muynck) e il Redebus. Prime salite sulle quali si forma un drappello di fuori classifica, ma di composizione molto interessante. C'è Cataldo, che ci riprova dopo la beffa di Oropa e l' impresa parziale sullo Stelvio. Con lui, tra i 14 in avanscoperta, habitueè dell'attacco come Arrendondo, Duarte, De Gendt e Wellens, l'immancabile uomo Bardiani (Reverberi non è sazio dopo 3 successi e lancia Zardini). Inoltre c'è chi una volta al Giro vinceva, tappe o addirittura la rosa. Ivan Basso, smanioso di lasciare un segno, Franco Pellizotti,  Emanuele Sella, quest'ultimo antico vincitore dei tre tappe alpine, gusto 'annacquato' da un brutto caso di doping. Un bel sospiro di sollievo anche per Luca Scinto (il ds della Neri), che dopo il rigonfiamento del fegato per aver fallito le ultime fughe, ha la soddisfazione di vedere davanti Rabottini.

E LA COLOMBIA VA... - Si arriva ai piedi dell'ultima ascesa con situazioni ben definite. Quintana è uno che non teme il corpo a corpo, anzi... La maglia rosa ha atteggiamenti da padrone, mette la squadra davanti a gestire la situazione. Come detto, solo qualche puntura di Aru e Rolland, ma la maglia rosa non rischia neanche per un metro. Davanti invece le situazioni si susseguono. De Gendt è il primo a tentare l'assolo, Cataldo lo imita, anche Basso e Pellizotti cercano il ritorno agli antichi splendori. Ma quando si muovono i colombiani... Arredondo e Duarte scattano e non si piacciono. Uno accanto all'altro, senza nessuna collaborazione, fino a quando uno riesce a essere più prepotente dell'altro. E la Colombia va. "L'avevo detto che l'obiettivo era vincere una tappa al Giro e ci sono riuscito", spiega Arredondo. "Sono felice, sono ancora incredulo. Stasera festeggiamo, dopo tre secondi posti e due terzi posti, era giusta una vittoria. E' una doppia festa per la vittoria di tappa e la maglia di leader del Gpm".

ORDINE D'ARRIVO
1. Julian David Arredondo (Col, Trek) in 4h49'51"
2. Fabio Duarte (Col, Col) a 17"
3. Philip Deignan (Irl, Sky) a 37"
4. Franco Pellizotti (Ita) a 1'20"
5. Edoardo Zardini (Ita) a 1'24"
6. Thomas De Gendt (Bel) a 1'38"
7. Ivan Basso (Ita) a 1'43"
8. Dario Cataldo (Ita) a 1'59"
9. Fabio Aru (Ita) a 2'43"
10. Nairo Quintana (Col) a 2'46"
11. Rigoberto Uran (Col) s.t.
12. Domenico Pozzovivo (Ita) a 2'49"
13. Pierre Rolland (Fra) s.t.
14. Rafal Majka (Pol) s.t.
16. Ryder Hesjedal (Can) a 3'02"
18. Wilco Kelderman (Bel) a 3'17"
19. Robert Kiserlovski (Cro) s.t.
21. Cadel Evans (Aus) a 4'24"
CLASSIFICA GENERALE
1. Nairo Quintana (Col, Movistar) in 77h58'08"
2. Rigoberto Uran Uran (Col, Omega) a 1'41"
3. Pierre Rolland (Fra) a 3'29"
4. Fabio Aru (Ita) a 3'31"
5. Rafal Majka (Pol) a 3'31"
6.Domenico Pozzovivo (Ita) a 3'52"
7. Ryder Hedjedal (Can) a 4'32"
8. Wilco Kelderman (Ned) a 4'37"
9. Cadel Evans (Aus, Bmc) a 4'59"
10. Robert Kiserlovski (Cro) a 8'33"
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