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Ciclismo, Mondiale a Kwiatkowski. Deludono gli azzurri

Michal Kwiatkowski esulta, il titolo mondiale è suo (afp)
Il polacco, con una perfetta azione nel finale, anticipa tutti e precede Gerrans e Valverde. Gli italiani ci provano, ma sul più bello sono assenti: Colbrelli tredicesimo, fuori dai giochi Nibali. Il ct Cassani: "Voto 8 per tutti, onorata la memoria di Alfredo Martini"
di LUIGI PANELLA
3 minuti di lettura
PONFERRADA - Michal Kwiatkowski è campione del mondo, per la Polonia è la prima volta. C'erano corridori più accredidati di lui, ma il suo trionfo sul circuito di Ponferrada non può considerarsi una sorpresa. Accantonate, almeno per il momento, velleità assolute nelle corse a tappe, il polacco si conferma perfetto per le corse di un giorno: i terzi posti a Freccia Vallone e Liegi, la vittoria nell'impegnativa Strade Bianche in Toscana, non sono frutto del caso. Perchè ha vinto? Lapalissianamente perché aveva le gambe migliori, andando più a fondo perchè sa leggere le situazioni. Come da lui stesso confermato, decisiva l'analisi della gara dello scorso venerdì vinta dal norvegese Bystrom: "Ho azzardato e ce l'ho fatta, ma avevo valutato vedendo la gara degli under 23, che scollinando sull'ultima salita con una manciata di secondi c'era la possibilità di farcela". Detto, fatto. Il polacco adotta più o meno la tattica dello scandinavo: parte nella discesa che precede lo strappo di Mirador, va a riprendere il quartetto di battistrada che aveva caratterizzato l'ultimo giro (c'era anche l'azzurro De Marchi), poi resiste in discesa al ritorno di un drappello che comprende Gerrans e Valverde, due dei grandi favoriti giunti nell'ordine secondo e terzo. Il resto lo fa la nazionale polacca, molto squadra nel supportare il proprio capitano: "I miei compagni hanno preso in mano la corsa sin dall'inizio, io li ho rassicurati anche dopo metà gara, dicendo loro di stare bene".

Tra coloro che fino all'ultimo contrastano l'azione della nuova maglia iridata, nessun azzurro. Da De Marchi, straordinariamente attivo, non era possibile attendersi di più quando come un treno è arrivato Kwiatkowski. E gli altri? Cassani, alla prima da ct, cerca di far esplodere la gara nel decimo giro con una azione di grande spessore agonistico. Giampaolo Caruso, Aru, Visconti, danno tanto. Già, Visconti... Il siciliano sembra quello in migliori condizioni, forse è l'unico vero errore tattico degli italiani, sempre detto con il senno del poi. Avesse aspettato l'epilogo, poteva prendere il treno giusto. Ma ormai è andata. Niente da fare per Vincenzo Nibali. Lo Squalo aveva detto di essere inadatto al percorso, ed in questo probabilmente è stato inesatto. La corsa è infatti stata più dura del previsto, ma Nibali non era quello del Tour. 
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Qualche breve cenno di cronaca. Senza storia l'azione iniziale di un quartetto di elementi di secondo piano (l'ucraino Polivoda, il croato Kvasina, il lituano Savickas e il colombiano Quintero), che accumulano una dozzina di minuti di margine nella consapevolezza di essere raggiunti. Dietro lavorano soprattutto i polacchi -poi si capirà perché-, mentre gli italiani danno molto nel decimo giro. Ad una trentina di km dall'arrivo Visconti, che già aveva lavorato prima, tenta l'azione solitaria, ma gli va male. Quindi un terzetto con De Marchi, Andersen e Gautier, che diventa quartetto con Kiryenka. Nessuno di loro ha le gambe per andare fino in fondo, a cominciare dalla incapacità di seguire Kwiatkowski. Dietro la squadra che si organizza meglio è il Belgio, con Gilbert che lavora per van Avermaet ma a conti fatti lo fa per Gerrans e Valverde, riportandoli sotto. Sono due dei favoritissimi della vigilia, ma devono accontentarsi dei piani bassi, Nell'attico c'era già Michal Kwiatkowski.

CASSANI: "ONORATA LA MEMORIA DI ALFREDO MARTINI" - "Sapevamo di non avere un finalizzatore e che la corsa si sarebbe decisa solo sull'ultimo strappo. Per me, in ogni caso, sono stati tutti bravissimi: hanno onorato la memoria di Alfredo Martini e la maglia che indossavano", ha detto il ct azzurro Cassani. "Visconti e De Marchi, che è stato fantastico, hanno fatto il possibile. Come gli altri. Sapevamo che nel finale c'erano corridori più forti di noi. Quando vidi il percorso pensai a Diego Ulissi, ma oggi non lo avevamo. Con lui nella nostra squadra, le cose oggi sarebbero andate diversamente. Un bell'otto la squadra se l'è meritato. Non mi aspettavamo la vittoria di Kwiatkowski, pensavo piuttosto alla Spagna. Non ho ben compreso la sua condotta di gara".

ORDINE D'ARRIVO
1. Michal Kwiatkowski (Pol) in 6h29'07"
2. Simon Gerrans (Aus) a 00'01"
3. Alejandro Valverde (Spa) s.t.
4. Matti Breschel (Dan) s.t.
5. Greg Van Avermaet (Bel) s.t.
6. Tony Gallopin (Fra) s.t.
7. Philippe Gilbert (Bel) a 00'04"
8. Alexander Kristoff (Nor) a 00'07"
9. John Degenkolb (Ger) s.t.
10. Nacer Bouhanni (Fra) s.t.
11. Fabian Cancellara (Svi) s.t.
12. Ben Swift (Gbr) s.t.
13. Sonny Colbrelli (Ita) s.t.
14. Michael Matthews (Aus) s.t.
21. Daniele Bennati (Ita) s.t.
32 Giovanni Visconti (Ita) a 00'14"
34. Fabio Aru (Ita) a 00'17"
40. Vincenzo Nibali (Ita) a 00'27"
41. Giampaolo Caruso (Ita) a 00'31"
45. Alessandro De Marchi (Ita) a 01'03".
 
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