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Giro d'Italia: Aru dà spettacolo. E' suo il tappone a Cervinia

L'urlo di Fabio Aru sul traguardo di Cervinia (ansa)
Nel giorno più duro del Giro, il sardo si riprende dalle difficoltà dei giorni precedenti andando a conquistare una vittoria straordinaria. Il secondo posto della classifica generale è di nuovo suo, mentre Contador tiene saldamente la maglia rosa
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CERVINIA - Da campioncino a campione. In quel di Cervinia Fabio Aru fa il vero salto di qualità della carriera. Di segnali il sardo, anche nella scorsa stagione, ne aveva dati tanti, stavolta però il discorso è diverso. In un Giro in cui la spia rossa delle sue energie si era affacciata sinistramente a più riprese, il sardo dimostra di non avere solo qualità tecniche -questo era chiaro- ma quella cosa necessaria per entrare tra i grandi che si chiama carattere. "Se non sono sprofondato è merito della testa", aveva detto Aru nei giorni scorsi. Non erano parole al vento, la dimostrazione in quelle braccia alzate al cielo, vincitore solitario nella frazione più dura. Una impresa che gli regala anche la soddisfazione di riprendersi la leadership della Astana: Mikel Landa, non disdegnava i gradi di capitano, ma deve di nuovo cedergli il secondo posto della generale. Circa il primo non cambia, non poteva cambiare niente: la maglia di Alberto Contador è di un rosa sempre più intenso. "Sono  contento, è trascorso un altro giorno. Ho controllato Landa, gli sono stato vicino. Oggi Aru è stato il più forte", commenta lo spagnolo. "Se proverò a vincere una tappa? E' da 5 mesi che lavoro per la maglia rosa, per me la vittoria di tappa è un obiettivo secondario, però mi piacerebbe. Oggi non avevo nessuno che potesse aiutarmi per provarci, ero solo, ma il risultato è perfetto".

Un arrivo da grandi, reso ovviamente possibile anche dal gran lavoro dell'Astana, Si capisce subito che il team kazako non ha intenzione di lasciare niente. Quando va via la immancabile fuga di giornata lascia margini, ma rimediabili. Otto uomini al comando, Visconti è quello che tiene più duro. Il Saint Barthelemy e il Saint Pantaleon (salite a di poco toste) non gli servono per accarezzare la gloria della tappa, sono però funzionali ad accaparrare punti preziosi per la maglia azzurra (sostituita della vecchia, cara verde) di leader del Gran Premio della Montagna. Visconti compie la sua impresa personale, ma l'ultima salita è, scritto con il massimo rispetto per il siciliano, roba da altre tempre. Contador, dopo la tirannia esibita nel giorno precedente, stavolta interpreta la versione 'padrone buono': Il Pistolero bada solo a spegnere gli ardori di Landa. Corre sul basco, non  si preoccupa di reagire allo scatto Ryder Hesjedal: questione di classifica e di opportunità, visto che nella frazione precedente il canadesone gli aveva fatto il favore trasversale quando era rimasto senza compagni di squadra.
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La salita è interminabile, 19 km. Aru salta sull'azione del canadese, lo mette nel mirino ma sembra soffrire per raggiungerlo. Quindi ne aggancia la ruota e ti aspetti che prenda fiato, invece...  Parte una sorta di volata, neanche il traguardo fosse dietro l'angolo. Mancano invece ancora 5 km, ma ormai se li mette sulle spalle senza sentirne il peso. Dietro, Contador e Landa a parte, nessuno ha le gambe per reagire, Aru invece quansi vorrebbe che la salita non finisse mai: se la gusta fino al fondo, poi l'urlo liberatorio. "Non so cosa pensare. In questi giorni ho sofferto tanto, il Mortirolo è stato un calvario. Ma non ho mollato - commenta Aru- Ho dato tutto, la squadra è stata fantastica. Stavo bene e ho provato io, ma tutti i ragazzi sono stati incredibili, nei momenti difficili mi sono sempre stati vicini. Così come tutti i componenti dello staff. Il gruppo si vede non solo nei momenti in cui vinci. Il successo di oggi particolare? Il Giro della Valle d'Aosta è sempre stato il mio preferito. Sono legato a questi posti, conoscevo gli ultimi km a memoria. Sono felice". Aru elogia anche il lavoro del compagno di team Paolo Tiralongo: "E' incredibile. Lo ringrazio". Fabio Aru a Cervinia: da campioncino a campione.

ORDINE D'ARRIVO
1. Fabio Aru                 (Ita-Astana)          in 6h24'13"
2. Ryder Hesjedal            (Can-Cannondale)       a    0'28"
3. Rigoberto Uran Uran       (Col-Etixx)            a    1'10"
4. Tanel Kangert             (Est)                  a    1'18"
5. Steven Kruijswijk         (Ned)                        s.t.
6. Alberto Contador          (Esp)                        s.t.
7. Mikel Landa               (Esp)                        s.t.
8. Leopold Konig             (Cze)                  a    1'21"
9. Mikel Nieve               (Esp)                  a    1'24"
10. Alexandre Geniez          (Fra)                  a    2'24"
11. Damiano Caruso            (Ita)                  a    2'27"
12. Andrey Amador             (Crc)                        s.t.
18. Fabio Felline             (Ita)                  a    5'14"
20. Franco Pellizotti         (Ita)                        s.t.
26. Paolo Tiralongo           (Ita)                  a   11'56"
27. Ivan Basso                (Ita)                        s.t.
32. Giovanni Visconti         (Ita)                  a   14'46"
CLASSIFICA GENERALE
1. Alberto Contador           (Esp-Tinkoff)        in 78h48'40"
2. Fabio Aru                  (Ita-Astana)          a     4'37"
3. Mikel Landa                (Esp-Astana)          a     5'15"
4. Andrey Amador              (Crc)                 a     8'10"
5. Leopold Konig              (Cze)                 a    10'47"
6. Yury Trofimov              (Rus)                 a    11'11"
7. Ryder Hesjedal             (Can)                 a    12'05"
8. Damiano Caruso             (Ita)                 a    12'14"
9. Steven Kruijswijk          (Ned)                 a    12'53"
10. Alexandre Geniez           (Fra)                 a    15'07"
12. Jurgen Van den Broeck      (Bel)                 a    18'43"
15. Rigoberto Uran Uran        (Col)                 a    30'40"


 
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