Ciclismo, da Aru spiragli per il Tour: "Vado? Chi lo sa..."
Il sardo, brillantissimo secondo al Giro d'Italia, potrebbe essere protagonista anche alla Grande Boucle accanto a Vincenzo Nibali. Sulla grande popolarità di queste tre settimane: "Nelle vittorie più belle c'è sempre anche l'apporto del pubblico"
MILANO - Il giorno dopo la passerella di Milano, che ne ha sancito il trionfo popolare pur nel Giro vinto da Contador, Fabio Aru rilancia e, pur senza dirlo apertamente, apre uno spiraglio per la sua partecipazione al prossimo Tour de France. Il 24enne sardo è stato protagonista anche all'Expo, insieme a tutta la squadra dell'Astana. Aru, insieme a al team manager Alexander Vinokourov, al basco Mikel Landa e agli altri compagni di squadra è stato ospite al padiglione del Kazakhistan. "Peccato aver problemi di salute all'inizio e durante - ha detto il sardo tornando sulle tre settimane rosa - ma se non altro insegnano a crescere e a non mollare mai. Contador è il più forte e lo ammiro da sempre, per la sua classe e la sua umiltà, ho davvero grande rispetto per lui, e il Giro se lo è meritato". Nello stesso tempo, Aru si è detto "pronto" ad affrontare il futuro, anche alla Grande Boucle: "Il Tour? Chi …
MILANO - Il giorno dopo la passerella di Milano, che ne ha sancito il trionfo popolare pur nel Giro vinto da Contador, Fabio Aru rilancia e, pur senza dirlo apertamente, apre uno spiraglio per la sua partecipazione al prossimo Tour de France. Il 24enne sardo è stato protagonista anche all'Expo, insieme a tutta la squadra dell'Astana. Aru, insieme a al team manager Alexander Vinokourov, al basco Mikel Landa e agli altri compagni di squadra è stato ospite al padiglione del Kazakhistan. "Peccato aver problemi di salute all'inizio e durante - ha detto il sardo tornando sulle tre settimane rosa - ma se non altro insegnano a crescere e a non mollare mai. Contador è il più forte e lo ammiro da sempre, per la sua classe e la sua umiltà, ho davvero grande rispetto per lui, e il Giro se lo è meritato". Nello stesso tempo, Aru si è detto "pronto" ad affrontare il futuro, anche alla Grande Boucle: "Il Tour? Chi lo sa... La cosa importante è stata la squadra: si è dimostrata unita e compatta e ha dato il massimo. Questi sono i risultati. Per quanto riguarda il futuro decideremo insieme".
"Quando vincerò il Tour? Pensiamo prima a farlo", mentre nessuna polemica sul percorso del Giro, soprattutto sulla crono interminabile di 60 km. "Le crono lunghe ci sono sempre state , sta solo a me migliorarmi. Premesso che non decido io il percorso, la responsabilità fa parte dello sport e ti spinge a lavorare di più per dare il meglio". La nuova popolarità acquisita non gli pesa: "E' impegnativa, ma sto imparando a conviverci. E' comunque nelle vittorie più belle c'è sempre anche l'apporto del pubblico".
"Quando vincerò il Tour? Pensiamo prima a farlo", mentre nessuna polemica sul percorso del Giro, soprattutto sulla crono interminabile di 60 km. "Le crono lunghe ci sono sempre state , sta solo a me migliorarmi. Premesso che non decido io il percorso, la responsabilità fa parte dello sport e ti spinge a lavorare di più per dare il meglio". La nuova popolarità acquisita non gli pesa: "E' impegnativa, ma sto imparando a conviverci. E' comunque nelle vittorie più belle c'è sempre anche l'apporto del pubblico".