Tour de France, Bardet fa l'impresa. Nibali attacca sempre, ma Froome tiene
di LUIGI PANELLAIl francese si impone con una grande azione nella seconda frazione alpina. Lo Squalo e Contador sono quelli che tentano costantemente di insidiare il britannico, che però resta saldamente in giallo
ST. JEAN DE MAURIENNE - Il pollastro di Mende torna galletto. E’ uomo da Alpi, Romain Bardet, in prospettiva è anche uno che può ragionare per la classifica: intanto entra nei primi dieci e non è male. Pollastro di Mende perché nell’arrivo di sabato scorso sulla pista dell’aeroporto si era fatto i dispetti con Thibaut Pinot, ed il risultato era stato impietoso: Cummings che rientra da dietro e li beffa entrambi. Stavolta non ci sono rivalità che tengano. Il 25enne francese vince da corridore completo: fa la differenza in salita sul Glandon, staccando quel che resta di un folto drappello di fuggitivi. Lo tiene solo Anacona, che viene staccato in discesa. Bardet su questo campo non è uno che trema: giù dal Col d’Allos (fatto anche verso il giorno prima), aveva rischiato l’osso del collo pur di vincere una tappa all’ultimo Delfinato, con una esperienza del genere la picchiata verso l'arrivo è …
ST. JEAN DE MAURIENNE - Il pollastro di Mende torna galletto. E’ uomo da Alpi, Romain Bardet, in prospettiva è anche uno che può ragionare per la classifica: intanto entra nei primi dieci e non è male. Pollastro di Mende perché nell’arrivo di sabato scorso sulla pista dell’aeroporto si era fatto i dispetti con Thibaut Pinot, ed il risultato era stato impietoso: Cummings che rientra da dietro e li beffa entrambi. Stavolta non ci sono rivalità che tengano. Il 25enne francese vince da corridore completo: fa la differenza in salita sul Glandon, staccando quel che resta di un folto drappello di fuggitivi. Lo tiene solo Anacona, che viene staccato in discesa. Bardet su questo campo non è uno che trema: giù dal Col d’Allos (fatto anche verso il giorno prima), aveva rischiato l’osso del collo pur di vincere una tappa all’ultimo Delfinato, con una esperienza del genere la picchiata verso l'arrivo è quasi una passeggiata. "E' stata una tappa folle fin dall'inizio -commenta il francese-. Ho avuto fortuna, sono entrato nell'attacco giusto e poi in discesa ho fatto la differenza. Tutti gli altri fuggitivi erano un po' stanchi e io sono riuscito ad andar via. Vincere una tappa era un mio obiettivo: ci tenevo tanto, grazie ai tifosi per il sostegno, fondamentale, soprattutto quando si fanno sforzi come quelli sostenuti oggi".
Tutto invariato nella classifica generale. Sembrerebbe una giornata per provarci, ma Quintana e Valverde sembrano mirare più al podio che a Froome. La maglia gialla è in pieno controllo, non ci sono troppi dubbi. Quei pochi però sarebbe il caso di provare a ingigantirli. La Movistar invece resta passiva, sono Alberto Contador e Vincenzo Nibali ad agitare le acque. "Ho dolore, sarà una giornata molto difficile per me. La salita finale è esplosiva...", è il Contador pensiero alla partenza. Poi però la strada dimostra che non si diventa fuoriclasse per caso. Contador, e successivamente Nibali, provano sul Glandon. Lo Squalo attacca anche sui lacci de Montvernier, diciotto tornanti che visti dall’alto sembrano stringhe di uno scarpone. Sull'ultima accelerazione, Froome sembra addirittura accusare un piccolo cedimento, ma siamo a livello di pura sensazione.
Alla fine la seconda fatica alpina è pari e patta: sette GPM, re di giornata è il Col du Glandon. Una salita che non finisce mai, lunga 22 km. Il Tour ci è andato 14 volte, gli italiani l’hanno conquistata in due occasioni: nel 1952 Fausto Coppi, nel 2004 Gilberto Simoni. La tappa è la Gap-St. Jean de Maurienne. La partenza evoca ritornelli della storia: Gap-Briançon, Gap-Mont Ventoux. La prima i francesi la accostano all’edizione 1953: cavalcata sull’Izoard di Louison Bobet, che prese la maglia gialla spodestando Jean Malléjac. Quest’ultimo, che riuscì comunque a chiudere al secondo posto, ha un primato poco invidiabile: due anni dopo fu il primo escluso dalla Grande Boucle per il doping.
Giorno movimentato. Per la selezione non bisogna aspettare Glandon e Lacets de Montvernier. Già nella discesa dopo il Gpm dal nome sinistro -Col de la Morte- la Giant Alpecin forza l’andatura: il gruppo di spezza, il beneficiario dell’azione è Warren Barguil, altro francesino emergente, forse un po’ troppo scalpitante (Thomas ne sa qualcosa in discesa). Nel momento della verità davanti, oltre a Bardet ci sono Talansky, l’ottimo Giampaolo Caruso, Anacona, Jungels, Gautier, Pauwels e Fugslang, il luogotenente di Nibali che va a terra toccato da una moto: per fortuna era in salita.
Froome stavolta la gioca diversamente rispetto al giorno prima. Nessun luogotenente in avanscoperta, il Team Sky si compatta in difesa. Gli altri, chi più che meno, qualcosa la organizzano. Nibali manda Fulgsang, la Movistar Anacona, Contador Rogers. L'ultimo serve a poco, perché quando Contador parte è stato ripreso e non serve più come appoggio. Sullo scatto del madrileno, Froome ignora, Quintana invita Valverde a seguire il pistolero. L’asturiano fa finta di niente, riprende la forze su una pizzicata di Nibali, poi sembra pagare dazio. Ma resta attaccato. Copione identico sull’ultima salita. Non succede niente, ma forse è successo tanto a livello di dispendio energetico. Tappa dura: venerdì ancora salita, sabato Alpe d’Huez. Froome inattaccabile, d’accordo, specialmente se Quintana non tenterà di battere un colpo.
ORDINE D'ARRIVO
1. Romain Bardet (Fra, AG2R) in 5h03'40"
2. Pierre Rolland (Fra, Europcar) a 33"
3. Andrew Anacona (Col, Movistar) a 59"
4. Bob Jungels (Ned) s.t.
5. Jakob Fuglsang (Den) s.t.
6. Serge Pauwels (Bel) a 1'01"
7. Cyril Gautier (Fra) a 1'50"
8. Damiano Caruso (Ita) s.t.
9. Andrew Talansky (Usa) a 1'55"
10. Warren Barguil (Fra) a 3'02"
11. Robert Gesink (Ned) s.t.
12. Christopher Froome (Gbr) s.t.
13. Alejandro Valverde (Esp) s.t.
14. Geraint Thomas (Gbr) s.t.
15. Alberto Contador (Esp) s.t.
16. Mathias Frank (Sui) s.t.
17. Nairo Quintana (Col) s.t.
18. Vincenzo Nibali (Ita) s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1. Christopher Froome (Gbr, Sky) in 74h13'31"
2. Nairo Quintana (Col, Movistar) a 3'10"
3. Alejandro Valverde (Esp, Movistar) a 4'09"
4. Geraint Thomas (Gbr) a 6'34"
5. Alberto Contador (Esp) a 6'40"
6. Robert Gesink (Ned) a 7'39"
7. Vincenzo Nibali (Ita) a 8'04"
8. Mathias Frank (Sui) a 8'47"
9. Bauke Mollema (Ned) a 12'06"
10. Romain Bardet (Fra) a 12'52"
11. Warren Barguil (Fra) a 13'08"
Tutto invariato nella classifica generale. Sembrerebbe una giornata per provarci, ma Quintana e Valverde sembrano mirare più al podio che a Froome. La maglia gialla è in pieno controllo, non ci sono troppi dubbi. Quei pochi però sarebbe il caso di provare a ingigantirli. La Movistar invece resta passiva, sono Alberto Contador e Vincenzo Nibali ad agitare le acque. "Ho dolore, sarà una giornata molto difficile per me. La salita finale è esplosiva...", è il Contador pensiero alla partenza. Poi però la strada dimostra che non si diventa fuoriclasse per caso. Contador, e successivamente Nibali, provano sul Glandon. Lo Squalo attacca anche sui lacci de Montvernier, diciotto tornanti che visti dall’alto sembrano stringhe di uno scarpone. Sull'ultima accelerazione, Froome sembra addirittura accusare un piccolo cedimento, ma siamo a livello di pura sensazione.
Alla fine la seconda fatica alpina è pari e patta: sette GPM, re di giornata è il Col du Glandon. Una salita che non finisce mai, lunga 22 km. Il Tour ci è andato 14 volte, gli italiani l’hanno conquistata in due occasioni: nel 1952 Fausto Coppi, nel 2004 Gilberto Simoni. La tappa è la Gap-St. Jean de Maurienne. La partenza evoca ritornelli della storia: Gap-Briançon, Gap-Mont Ventoux. La prima i francesi la accostano all’edizione 1953: cavalcata sull’Izoard di Louison Bobet, che prese la maglia gialla spodestando Jean Malléjac. Quest’ultimo, che riuscì comunque a chiudere al secondo posto, ha un primato poco invidiabile: due anni dopo fu il primo escluso dalla Grande Boucle per il doping.
Giorno movimentato. Per la selezione non bisogna aspettare Glandon e Lacets de Montvernier. Già nella discesa dopo il Gpm dal nome sinistro -Col de la Morte- la Giant Alpecin forza l’andatura: il gruppo di spezza, il beneficiario dell’azione è Warren Barguil, altro francesino emergente, forse un po’ troppo scalpitante (Thomas ne sa qualcosa in discesa). Nel momento della verità davanti, oltre a Bardet ci sono Talansky, l’ottimo Giampaolo Caruso, Anacona, Jungels, Gautier, Pauwels e Fugslang, il luogotenente di Nibali che va a terra toccato da una moto: per fortuna era in salita.
Froome stavolta la gioca diversamente rispetto al giorno prima. Nessun luogotenente in avanscoperta, il Team Sky si compatta in difesa. Gli altri, chi più che meno, qualcosa la organizzano. Nibali manda Fulgsang, la Movistar Anacona, Contador Rogers. L'ultimo serve a poco, perché quando Contador parte è stato ripreso e non serve più come appoggio. Sullo scatto del madrileno, Froome ignora, Quintana invita Valverde a seguire il pistolero. L’asturiano fa finta di niente, riprende la forze su una pizzicata di Nibali, poi sembra pagare dazio. Ma resta attaccato. Copione identico sull’ultima salita. Non succede niente, ma forse è successo tanto a livello di dispendio energetico. Tappa dura: venerdì ancora salita, sabato Alpe d’Huez. Froome inattaccabile, d’accordo, specialmente se Quintana non tenterà di battere un colpo.
ORDINE D'ARRIVO
1. Romain Bardet (Fra, AG2R) in 5h03'40"
2. Pierre Rolland (Fra, Europcar) a 33"
3. Andrew Anacona (Col, Movistar) a 59"
4. Bob Jungels (Ned) s.t.
5. Jakob Fuglsang (Den) s.t.
6. Serge Pauwels (Bel) a 1'01"
7. Cyril Gautier (Fra) a 1'50"
8. Damiano Caruso (Ita) s.t.
9. Andrew Talansky (Usa) a 1'55"
10. Warren Barguil (Fra) a 3'02"
11. Robert Gesink (Ned) s.t.
12. Christopher Froome (Gbr) s.t.
13. Alejandro Valverde (Esp) s.t.
14. Geraint Thomas (Gbr) s.t.
15. Alberto Contador (Esp) s.t.
16. Mathias Frank (Sui) s.t.
17. Nairo Quintana (Col) s.t.
18. Vincenzo Nibali (Ita) s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1. Christopher Froome (Gbr, Sky) in 74h13'31"
2. Nairo Quintana (Col, Movistar) a 3'10"
3. Alejandro Valverde (Esp, Movistar) a 4'09"
4. Geraint Thomas (Gbr) a 6'34"
5. Alberto Contador (Esp) a 6'40"
6. Robert Gesink (Ned) a 7'39"
7. Vincenzo Nibali (Ita) a 8'04"
8. Mathias Frank (Sui) a 8'47"
9. Bauke Mollema (Ned) a 12'06"
10. Romain Bardet (Fra) a 12'52"
11. Warren Barguil (Fra) a 13'08"