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Tirreno-Adriatico: Gaviria, sprint da fenomeno. Stybar resta leader

Gaviria precede nettamente Ewan 
Il colombiano, oro su pista la settimana scorsa a Londra, mostra di andare fortissimo anche su strada: molto indietro a un km dal traguardo, sfodera una progressione irresistibile e domina la volata su Ewan e Viviani. Resta immutata la generale. Parigi-Nizza: assolo di Lutsenko
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MONTALTO DI CASTRO - Se al Mondiale di Londra ha dovuto dire un ideale grazie a Mark Cavendish, che in quella prova per rambo della pista che si chiama omnium aveva sprintato senza pietà e soprattutto senza interesse contro Elia Viviani, togliendo al veronese punti decisivi per la medaglia d'oro, stavolta Fernando Gaviria deve solo ringraziare se stesso. A Montalto di Castro, sede di arrivo della terza tappa della Tirreno-Adriatico, il colombiano della fagocitatrice Etixx-Quick Step (ieri aveva vinto Stybar, che conserva la maglia azzurra di leader) sfodera una volata di quelle che non escono per caso. In ventesima posizione all'ultimo km, quando i tumulti della bagarre restringono al minimo gli spazi, Gaviria piazza una progressione irresistibile. Ai 150 metri è già davanti: margine ampio, di sicurezza ma al tempo stesso rischioso per muscoli teoricamente incapaci di produrre ulteriore energia. Una manna, sembra, per Caleb Ewan, un piccoletto dalla potenza esplosiva e dai modi spicci (più di una caduta lo ha visto protagonista): nove su dieci, uno così che arriva dalle retrovie vince, ma stavolta a Gaviria non fa neanche il solletico. Terzo posto per Viviani, che dimostra di avere recuperato psicologicamente dalla beffa mondiale, quarto per Sagan, che oggettivamente non può competere in volate purissime come questa.

Insomma, potrebbe essere nata una stella: Gaviria non ha neanche 22 anni, è un colombiano abbastanza atipico visto che dalle sue parti (è della zona di Medellin) generalmente vanno forte dove osano le aquile. La sua comunque non è la storia del corridore arrivato al ciclismo per caso. Genitori sportivi (padre ciclista e allenatore di ciclismo), una sorella che in Colombia è una star della pista. Lui inoltre, anche su strada non esce dal nulla: basta vedere il Tour de San Luis, in Argentina, dove all'alba della stagione ha messo dietro, per due volte, niente meno che Mark Cavendish.

Cenni di cronaca di uno sprint annunciato. Quattro fuggitivi di giornata: Cecchinel (davanti anche il giorno prima), Villella, Golcalves e Honkisz, vengono ripresi a 1500 metri dall'arrivo. Si potrebbe dire chirurgicamente, ma il realtà i velocisti se la rischiano grossa. Cavendish aveva detto di non aver recuperato le scorie di Londra: è di parola, perché all'ultimo km si mette favanti a lavorare per i compagni di squadra. Poi è la Tinkoff di Sagan che prende la scena, e nel gioco delle parti nessuno pensa a Gaviria. Poi però la sagoma asciutta del colombiano si allunga come un'ombra, e non c'è più scampo per nessuno.

"È stata una volata complicata. Tutte le squadre avevano posizionato perfettamente i loro velocisti -analizza Gaviria-. Penso fossero tutti un po' stanchi, io non lo ero grazie al lavoro della mia squadra. Mi hanno addirittura lanciato troppo velocemente. Avevo gambe ottime. Non sono rimasto sorpreso della vittoria: ho lavorato molto duramente per essere competitivo a questi livelli ed ottenere la mia prima vittoria nel WorldTour oggi dopo aver vinto l'oro ai Mondiali nell'Omnium. Quest'ultimo in realtà non era un mio obiettivo perché io mi ero preparato soprattutto per la strada, è per quello che penso che oggi sia stato più facile per me che per Mark Cavendish. Lui è stato molto tempo a Manchester con la squadra nazionale a lavorare in pista, io ci sono andato solo tre giorni prima del mondiale".

ORDINE D'ARRIVO
1 - Fernando Gaviria (Etixx - Quick Step) - 176 km in 4h17'28", media 41,015 km/h
2 - Caleb Ewan (Orica GreenEdge) s. t.
3 - Elia Viviani (Team Sky) s. t.
CLASSIFICA GENERALE
1 - Zdenek Stybar (Etixx - Quick Step)
2 - Damiano Caruso (BMC Racing Team) a 9"
3 - Daniel Oss (BMC Racing Team) s.t.

PARIGI-NIZZA, LUTSENKO SOLITARIO - Alexey Lutsenko ha vinto per distacco la quinta tappa della Parigi-Nizza, la Saint Paul Trois Chateaux-Salon de Provence di 198 km. Il corridore kazako dell'Astana ha anticipato la volata del gruppo, regolato dal norvegese Alexander Kristoff (Katusha) sull'australiano Michael Matthews (Orica-GreenEdge), che mantiene la maglia gialla di leader della classifica generale. Quarto e migliore degli italiani, Davide Cimolai (Lampre-Merida).



 
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