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Giro, Mareczko ultimo ma contento: ''Dovevo salvare le gambe''

22 anni, italiano di padre polacco, giovanissima promessa dello sprint, nella crono di apertura della corsa rosa è arrivato a quasi due minuti da Dumoulin

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APELDOORN (Olanda) - Si è alzato dal letto con una gran voglia di perdere, ha pensato che in fondo forzare non avrebbe avuto senso, tanto perdere 30 secondi o 1'48" sai che differenza fa? Così Jakub Mareczko, 22 anni, italiano di padre polacco, giovanissima promessa dello sprint, è arrivato ultimo nella crono di Apeldoorn, a quasi due minuti da Dumoulin. Ci vuole un entusiasmo particolare, lo insegnò lo strepitoso Giro 2015 di Marco Coledan, maglia nera con minuti sul penultimo, per mettersi gli altri tutti davanti. Carollo, Pinarello e Malabrocca ne fecero una ragione di vita. Per Mareczko, che già alla Sanremo si era messo in ombra arrivando penultimo, è stato solo un modo per passare indenne la giornata, conservare le gambe per oggi, per lo sprint. Lo chiamano Kuba, come l'esterno della Fiorentina Blaszczykowski. La Wilier-Southeast punta molto sulle sue volate e anche lui, perché vorrebbe andare al Mondiale del Qatar, quello degli Under 23 riaperto anche ai professionisti. E poi quanti velocisti ci sono in Italia, più forti? Lo scorso anno ha vinto 12 corse di secondo e terzo piano, nel 2016 è già a quota 5.

Lei che non ha mai corso il Giro, si presenta ad Apeldoorn e arriva ultimo.
"Ho preferito non rischiare, non era una giornata adatta a me, sono andato piano per scelta e per salvare le gambe".
A gennaio ebbe uno scontro verbale con Viviani: compagni di squadra in nazionale, lei doveva tirare la volata e invece gli finì davanti di centimetri. Lui, Viviani, nemmeno salì sul podio, polemicamente.
"Preferisco non parlare del passato e concentrarmi sulla corsa".
Com'è, di cosa sa il Giro?
"È il mio secondo anno da professionista e poter essere al via già da quest'anno è un grande traguardo. La gente sulle strade mi riconosce, mi chiede foto o autografi, questo aggiunge ulteriore piacere a questa sensazione".
Dove dovremo aspettarla?
"Ci sono diverse tappe pianeggianti e ho una buona squadra per le volate, ci proverò".
Avete riportato al Giro il rosso e una maglia indossata da personaggi leggendari, Cottur, Martini, Bevilacqua e Magni.
"Bellissima, in piena tradizione Wilier, cercheremo di esserne all'altezza".
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