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Ciclismo, Sabatini il tira volate: ''Non vinco ma faccio vincere''

Il toscano, 31 anni, è l'uomo che lancia Kittel: ''Una vittoria è anche mia. Una sconfitta di più"
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NIMEGA - Non si tirano le volate per caso. Accade quando capisci che l'unico modo di portare lo stipendio a casa è farti da parte ai 150. Ieri Kittel ha ringraziato un compagno, di uno solo ha fatto il nome, Fabio Sabatini. Toscano, 31 anni, il primo a venir giù dalla passerella ad Apeldoorn, il giorno della cronometro, di fatto l'uomo che ha stappato il Giro. Due vittorie da pro in carriera, ma due cronosquadre, un merito generalizzato e condiviso con altri 8. Gioie da solo mai. Ma si vive anche di questo, nel mare profondo del ciclismo, dove non tutti i pesci sono uguali, ma tutti in qualche modo collaborano per qualcosa o contro qualcos'altro.

Fabio Sabatini, pesce pilota di Kittel.
"Come Martinello o Fagnini per Cipollini, un onore stare al servizio di campioni così. Una vittoria è anche mia. Una sconfitta di più".
Cosa succede dai 300 ai 150 metri?
"Un casino colossale, fa impressione la tensione e la velocità …
NIMEGA - Non si tirano le volate per caso. Accade quando capisci che l'unico modo di portare lo stipendio a casa è farti da parte ai 150. Ieri Kittel ha ringraziato un compagno, di uno solo ha fatto il nome, Fabio Sabatini. Toscano, 31 anni, il primo a venir giù dalla passerella ad Apeldoorn, il giorno della cronometro, di fatto l'uomo che ha stappato il Giro. Due vittorie da pro in carriera, ma due cronosquadre, un merito generalizzato e condiviso con altri 8. Gioie da solo mai. Ma si vive anche di questo, nel mare profondo del ciclismo, dove non tutti i pesci sono uguali, ma tutti in qualche modo collaborano per qualcosa o contro qualcos'altro.

Fabio Sabatini, pesce pilota di Kittel.
"Come Martinello o Fagnini per Cipollini, un onore stare al servizio di campioni così. Una vittoria è anche mia. Una sconfitta di più".
Cosa succede dai 300 ai 150 metri?
"Un casino colossale, fa impressione la tensione e la velocità che assume il gruppo in quella fase della corsa. Bisogna avere un cuore grande e grandi nervi".
Chi ha paura scenda.
"Se hai paura, fai un altro mestiere, ce ne sono tanti al mondo". Quando ha capito che la sua carriera stava prendendo questa strada?
"Ho lavorato con Petacchi, ho intuito questa mia capacità di tenere la velocità e tirare fuori il capitano. Ci sapevo fare, di volate non ne ho vinte, ma quelle che ho fatto vincere sono tante, ed è giusto così, in fondo il mondo della bici è vario".
Di volate in questo Giro ce ne saranno molte.
"Saremo là, non abbiamo un vero e proprio treno ma siamo ben organizzati e coesi, e poi Marcel è un fenomeno, a Nimega ha vinto praticamente per distacco. Proveremo a tenere duro e a sprintare ogni volta che sarà possibile farlo".