Tour de France: Dumoulin vince nella bufera, Froome resta in giallo. Aru perde 1', e Contador si ritira
di LUIGI PANELLA
Lo spettacolare arrivo di Tom Dumoulin (ap)
Frazione metereologicamente durissima verso Arcalis Andorra, con la grandine che si abbatte nel finale sui corridori. Vince l'olandese, nella generale l'unico che esce male dalla giornata è il sardo. Si ritira il Pistolero dopo una settimana sofferta
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La tappa regina dei Pirenei non dice tanto, dà solo qualche segnale. Un dato è che Chris Froome non riesce a staccare Quintana in salita: il keniano bianco, dopo un lungo logorio psicofisico imposto dal ritmo -non forsennato ma costante- del suo team Sky, prova un paio di spallate, il colombiano però non perde un centimetro. L'argomento a contrario è che Quintana più che altro difende e, essendosi fatto sorprendere ieri in discesa, per ora non può ritenersi soddisfatto. A conti fatti il primo bilancio, alla vigilia del giorno di riposo, è per Froome, che peraltro l'ardoisienne del Tour continua a tenere nella categoria 'cattivi'. Il cazzotto al comunque troppo invadente tifoso colombiano non è stata una grossa operazione di marketing per uno che lo scorso anno si era visto recapitare addosso una busta di pipì. Comunque, speriamo che sia 'acqua' passata. Froome comunque sembra sereno, ma soprattutto lo sembrano i suoi compagni, che recitano a memoria il copione che li vuole tirannici in testa al plotone.
Frazione non deludente, salvata dallo straordinario miedo escenico della salita finale (citazione da Real Madrid). Sassi di grandine si abbattono sui ciclisti e conferiscono un tocco di eroismo al vincitore di giornata, Tom Dumoulin. Il passistone olandese è tornato nei ranghi, detto così sembra un paradosso. Alla Vuelta dello scorso anno si era illuso di essere uomo da tre settimane, già al Giro di quest'anno ha capito che non era aria, ed ora va a caccia di tappe. Quella colta ad Andorra Arcalis vale oggettivamente doppio. L'uomo di Maastricht è nella fuga di giornata, poi saluta tutti nella salita finale. Spiegato in maniera così schematica sembra facilissimo... Parlavamo di Aru, e qui il discorso si fa cupo. Nibali lo aiuta ("La grandine faceva malissimo" spiega lo Squalo), lo sprona, ma il sardo nel momento della verità non ha tanto da spendere. Il danno non è enorme (59''), il segnale preoccupa.
Lo spettacolare arrivo di Tom Dumoulin (ap)
Torniamo alla lavagna del Tour. Tra i 'buoni' va di diritto Alberto Contador: ha corso una settimana con la parte sinistra del corpo bruciata, pagando sempre dazio ma stringendo i denti. Tutto però ha un limite, arriva la resa. Una uscita di scena da nobile, elegante e sobria. Cento km all'arrivo, il quadro che nessuno vorrebbe vedere (tranne qualche avversario, che però non confesserà neanche sotto tortura): senza un gesto di disappunto il Pistolero sale sull'ammiraglia, solo un saluto rassicurante ai tifosi, ma nessun dramma. "Dura giornata, dopo mesi di sacrifici e di lavoro. Dopo 9 giorni per me il Tour. Ho resistito, ho provato a combattere... ma il mio fisico ha detto basta. Ora dovrò rivedere tutto e recuperare bene per preparare gli obiettivi futuri. Grazie per l'incoraggiamento". Chapeau.
Se la tappa dice poco, il percorso è durissimo. Tre GPM di 1° categoria, uno di seconda, quindi arrivo in quota ad Andorra Arcalis. Micidiale, tra gli appuntamenti precedenti con il Tour, ricordiamo quello del 1997: fu probabilmente il massimo acuto francese di Jan Ullrich, che strappò la gialla a un Cedric Vasseur talmente in crisi da non riuscire a muovere la bici. Tra gli attaccanti odierni, citiamo bei cacciatori di tappe. C'è il nostro Diego Rosa (che però di fatto si fa fregare in pianura), c'è Thibaut Pinot (che mette nel mirino la maglia a pois e la prende), c'è Peter Sagan (che una volta agguantati i punti per la maglia verde molla senza colpo ferire), c'è l'ex campione del mondo Rui Costa, c'è il solito combattivo polacco Rafal Majka. E c'è anche George Bennett: di sicuro se ne accorge uno spettatore, che viene preso in pieno dal neozelandese (chiariamo, contatto fortuito) e va ko. Soprattutto c'è Tom Dumoulin, che mette in riga tutti. Rui Costa e Majka i più caparbi nel tentare, senza riuscire, di andargli dietro.
Tour, Bennett mette ko un tifoso
Tra i big, la battaglia si accende tardi. Froome scatta, Quintana tiene, anche se poi ci piacciono di più Daniel Martin con i suoi scatti continui e Adam Yates, sempre secondo ad un tiro di schioppo dalla maglia gialla. "Sono molto felice di arrivare in maglia gialla al primo giorno di riposo, naturalmente sarebbe stato meglio provare a prendere un po' più di tempo - è l'analisi di Froome -. Ho una squadra fantastica intorno a me. Non potevo essere in un posto migliore in questo momento. Già era stata molto difficile la tappa di ieri e anche oggi è stata una giornata difficile. Si è passati dai 35 gradi e un caldo soffocante, a una grandinata al traguardo con 10 gradi. Si è passati da un estremo all'altro"
ORDINE D'ARRIVO
1 - Tom Dumoulin (NED-Giant Alpecin)
2 - Rui Faria da Costa (POR-Lampre) a 38''
3 - Rafal Majka (POL-Tinkoff) a 38''
4 - Dani Navarro (ESP-Cofidis) a 38''
5 - Winner Anacona (COL-Movistar) a 1'57''
6 - Thibaut Pinot (FRA-FDJ) a 2'30''
7 - George Bennett (NZL-LottoNL Jumbo) a 2'48''
8 - Diego Rosa (ITA-Astana) a 2'52''
9 - Mathias Frank (SUI-IAM Cycling) a 3'44''
10 - Adam Yates (GBR-Orica Bikexchange) a 6'35'' CLASSIFICA GENERALE
1 - Chris Froome (GBR-Sky)
2 - Adam Yates (GBR-Orica Bikexchange) a 16''
3 - Daniel Martin (IRL-Etixx Quickstep) a 19''
4 - Nairo Quintana (COL-Movistar) a 23''
5 - Joaquin Rodriguez (ESP-Katusha) a 37''
6 . Romain Bardet (FRA-Ag2r) a 44''
7 - Bauke Mollema (NED-Trek Segafredo) a 44''
8 - Sergio Henao (COL-Sky) a 44''
9 - Louis Meintjes (RSA-Lampre) a 55''
10 - Alejandro Valverde (ESP-Movistar) a 1'01''
13 - Fabio Aru (ITA-Astana) a 1'23''