Cronometro, salita, vento. Il Tour de France, dopo tre settimane di variegate ipotesi, trova gli ingredienti che agitano gli animi: discesa e pioggia. Scendendo dalla cote di Domancy, quella della crono del giorno prima fatta in senso inverso, finisce per terra Chris Froome: la maglia gialla strappata sulla schiena è sempre una immagine forte ed al tempo stesso poetica. Almeno stavolta non ci sono scene di panico in stile Ventoux, anche perché Thomas è prontissimo nel passare la bici al leader. Manca ancora tanta salita al traguardo, ma esce il carattere del capo: Froome soffre, acciaccato, costretto ad una postura inusuale, ma stringe i denti e salva la situazione in una giornata trappola. "Sono stato fortunato potevo farmi veramente molto male", spiega la maglia gialla. "Ho preso la linea bianca e sono scivolato, al Tour bisogna sempre stare molto attenti. Devo ringraziare la mia squadra che mi è stata molto vicino. Ho cambiato la bicicletta, Thomas mi ha dato la sua e grazie a questo sono riuscito ad arrivare al traguardo".
Una tappa alpina che sembra una proiezione nel futuro. Vince Romain Bardet (classe '90), lo fa con pieno merito. Il francese è forte in salita, ha coraggio in discesa: "Ho vinto d'istinto, non ho pensato a nulla, ho guardato solo l'ardoisienne". L'ardoisienne sta in moto e segnala i distacchi: lo fa felice ai piedi di una discesa sotto la pioggia, fatta rischiando l'osso del collo. Bardet fa il vuoto e va a riprendere Rui Costa, sopravvissuto alla fuga iniziale. Poi, man mano che si sale, la lavagna è tranquillizzante: il vantaggio cala ma resta di sicurezza. E per il galletto è triplice esultanza. Va alla deriva Mollema, cede -non di schianto- Adam Yates: significa che ora dietro Froome c'è proprio lui. Inoltre c'è anche la 'questione latina'. Prima vittoria francese che interrompe un digiuno imbarazzante dei paesi classici del pedale: vedere anche Italia e Spagna.
Dolce-amaro invece il risultato di Fabio Aru. Mollema afflosciato gli permette di guadagnare una posizione in classifica (ora è sesto), ed anche Yates (altro giovane) e Porte sono più vicini. Il paradosso: ora, tra Bardet e Quintana -il colombiano qualcosina gli rosicchia- il podio ora è leggermente più lontano. Bravo comunque il sardo, coraggioso nel rilanciare costantemente l'azione: gli dice male quando scivola Froome e si porta dietro anche Nibali. L'appoggio dello Squalo nel momento chiave sarebbe stato una manna. "Solo un'ammaccatura, niente di grave - spiega il siciliano- Ho preso una botta perchè sono finito contro la sua bici ma ho riportato solo escoriazioni. Sciocchezze...".
Tappa tra le più emozionanti. Ci sono 4 GPM, Hors Categorie il penultimo, la salita di Bizanne. Si parte da Albertville: gli italiani sperano sia di buon auspicio ricordando la vittoria olimpica di Tomba nello slalom gigante alle Olimpiadi del 1992, i francesi invece puntano sul fatto che l'ultima volta che una tappa prese il là dalla località della Savoia, il successo andò a Pierre Rolland. L'arrivo è a Saint Gervais Mont Blanc. Il precedente più importante nel Tour del 1990: Thierry Claveyrolat spiccò il volo verso la maglia a pois. L'aquila di Vizille, come era soprannominato, poi perse la battaglia per la vita, morto suicida a soli 40 anni. Quel giorno di 26 anni fa la maglia gialla andò a sorpresa a Roland Pansec, per poi cambiare padrone appannaggio di Claudio Chiappucci: in quel preciso istante, il Diablo iniziò la metamorfosi, da generoso combattente a campione.
Sembra la classica giornata da corsa parallela. Avanscoperta di una ventina di uomini al pronti via. Composizione interessante: citiamo il solito Pantano, Majka, Vuillermoz (lo scorso anno domò il Mur de Bretagne), Rui Costa, Rolland: quest'ultimo ha buona memoria, riprova, con il senno del poi non lo avrebbe fatto. Asfalto malefico in discesa (non quella di Froome), curva sbagliata e addio attacco. Gli altri andrebbero via che è un piacere, ma si mette in mezzo l'Astana. La squadra di Aru e Nibali tira a lungo in testa, non una andatura trascendentale, ma è il ritmo costante che tiene sotto tiro il margine. Strategie che non interessano più Tom Dumoulin: l'olandese cade, la sospetta frattura del polso significa ritiro. Lo seguirà anche Navarro.
Il bello però deve ancora venire. A Porte, tra scivolate e problemi tecnici, non ne va bene una. Il tasmaniano ha carattere, rientra e rilancia. Poi il mestiere di Froome, la crisi di Mollema, la grinta di Aru, il coraggio di Bardet, la testardaggine di Yates, i piccoli segnali di reazione di Quintana. Froome è il presente, gli altri sono il futuro. Ora però voltiamo una sola pagina: sabato arrivo a Morzine, tanta salita, ma anche discese complesse. E il meteo, sembra, sarà inclemente.
ORDINE D'ARRIVO
1 - Romain Bardet (FRA-Ag2r La Mondiale)
2 - Joaquim Rodriguez (ESP-Katusha) a 23''
3 - Alejandro Valverde (ESP-Movistar) a 23''
4 - Louis Meintjes (RSA-Lampre Merida) a 23''
5 - Nairo Quintana (COL-Movistar) a 26''
6 - Fabio Aru (ITA-Astana) a 28''
7 - Daniel Martin (IRL-Etixx Quickstep) a 28''
8 - Wouter Poels (NED-Sky) a 36''
9 - Chris Froome (GBR-Sky) a 36''
10 - Richie Porte (AUS-BMC) a 53''
CLASSIFICA GENERALE
1 - Chris Froome (GBR-Sky)
2 - Romain Bardet (FRA-Ag2r La Mondiale) a 4'11''
3 - Nairo Quintana (COL-Movistar) a 4'27''
4 - Adam Yates (GBR-Orica Bikexchange) a 4'36''
5 - Richie Porte (AUS-BMC) a 5'17''
6 - Fabio Aru (ITA-Astana) a 6'00''
7 - Alejandro Valverde (ESP-Movistar) a 6'20''
8 - Louis Meintjes (RSA-Lampre Merida) a 7'02''
9 - Daniel Martin (IRL-Etixx Quickstep) a 7'10''
10 - Bauke Mollema (NED-Trek Segafredo) a 7'42''
Una tappa alpina che sembra una proiezione nel futuro. Vince Romain Bardet (classe '90), lo fa con pieno merito. Il francese è forte in salita, ha coraggio in discesa: "Ho vinto d'istinto, non ho pensato a nulla, ho guardato solo l'ardoisienne". L'ardoisienne sta in moto e segnala i distacchi: lo fa felice ai piedi di una discesa sotto la pioggia, fatta rischiando l'osso del collo. Bardet fa il vuoto e va a riprendere Rui Costa, sopravvissuto alla fuga iniziale. Poi, man mano che si sale, la lavagna è tranquillizzante: il vantaggio cala ma resta di sicurezza. E per il galletto è triplice esultanza. Va alla deriva Mollema, cede -non di schianto- Adam Yates: significa che ora dietro Froome c'è proprio lui. Inoltre c'è anche la 'questione latina'. Prima vittoria francese che interrompe un digiuno imbarazzante dei paesi classici del pedale: vedere anche Italia e Spagna.
Dolce-amaro invece il risultato di Fabio Aru. Mollema afflosciato gli permette di guadagnare una posizione in classifica (ora è sesto), ed anche Yates (altro giovane) e Porte sono più vicini. Il paradosso: ora, tra Bardet e Quintana -il colombiano qualcosina gli rosicchia- il podio ora è leggermente più lontano. Bravo comunque il sardo, coraggioso nel rilanciare costantemente l'azione: gli dice male quando scivola Froome e si porta dietro anche Nibali. L'appoggio dello Squalo nel momento chiave sarebbe stato una manna. "Solo un'ammaccatura, niente di grave - spiega il siciliano- Ho preso una botta perchè sono finito contro la sua bici ma ho riportato solo escoriazioni. Sciocchezze...".
Tappa tra le più emozionanti. Ci sono 4 GPM, Hors Categorie il penultimo, la salita di Bizanne. Si parte da Albertville: gli italiani sperano sia di buon auspicio ricordando la vittoria olimpica di Tomba nello slalom gigante alle Olimpiadi del 1992, i francesi invece puntano sul fatto che l'ultima volta che una tappa prese il là dalla località della Savoia, il successo andò a Pierre Rolland. L'arrivo è a Saint Gervais Mont Blanc. Il precedente più importante nel Tour del 1990: Thierry Claveyrolat spiccò il volo verso la maglia a pois. L'aquila di Vizille, come era soprannominato, poi perse la battaglia per la vita, morto suicida a soli 40 anni. Quel giorno di 26 anni fa la maglia gialla andò a sorpresa a Roland Pansec, per poi cambiare padrone appannaggio di Claudio Chiappucci: in quel preciso istante, il Diablo iniziò la metamorfosi, da generoso combattente a campione.
Sembra la classica giornata da corsa parallela. Avanscoperta di una ventina di uomini al pronti via. Composizione interessante: citiamo il solito Pantano, Majka, Vuillermoz (lo scorso anno domò il Mur de Bretagne), Rui Costa, Rolland: quest'ultimo ha buona memoria, riprova, con il senno del poi non lo avrebbe fatto. Asfalto malefico in discesa (non quella di Froome), curva sbagliata e addio attacco. Gli altri andrebbero via che è un piacere, ma si mette in mezzo l'Astana. La squadra di Aru e Nibali tira a lungo in testa, non una andatura trascendentale, ma è il ritmo costante che tiene sotto tiro il margine. Strategie che non interessano più Tom Dumoulin: l'olandese cade, la sospetta frattura del polso significa ritiro. Lo seguirà anche Navarro.
Il bello però deve ancora venire. A Porte, tra scivolate e problemi tecnici, non ne va bene una. Il tasmaniano ha carattere, rientra e rilancia. Poi il mestiere di Froome, la crisi di Mollema, la grinta di Aru, il coraggio di Bardet, la testardaggine di Yates, i piccoli segnali di reazione di Quintana. Froome è il presente, gli altri sono il futuro. Ora però voltiamo una sola pagina: sabato arrivo a Morzine, tanta salita, ma anche discese complesse. E il meteo, sembra, sarà inclemente.
ORDINE D'ARRIVO
1 - Romain Bardet (FRA-Ag2r La Mondiale)
2 - Joaquim Rodriguez (ESP-Katusha) a 23''
3 - Alejandro Valverde (ESP-Movistar) a 23''
4 - Louis Meintjes (RSA-Lampre Merida) a 23''
5 - Nairo Quintana (COL-Movistar) a 26''
6 - Fabio Aru (ITA-Astana) a 28''
7 - Daniel Martin (IRL-Etixx Quickstep) a 28''
8 - Wouter Poels (NED-Sky) a 36''
9 - Chris Froome (GBR-Sky) a 36''
10 - Richie Porte (AUS-BMC) a 53''
CLASSIFICA GENERALE
1 - Chris Froome (GBR-Sky)
2 - Romain Bardet (FRA-Ag2r La Mondiale) a 4'11''
3 - Nairo Quintana (COL-Movistar) a 4'27''
4 - Adam Yates (GBR-Orica Bikexchange) a 4'36''
5 - Richie Porte (AUS-BMC) a 5'17''
6 - Fabio Aru (ITA-Astana) a 6'00''
7 - Alejandro Valverde (ESP-Movistar) a 6'20''
8 - Louis Meintjes (RSA-Lampre Merida) a 7'02''
9 - Daniel Martin (IRL-Etixx Quickstep) a 7'10''
10 - Bauke Mollema (NED-Trek Segafredo) a 7'42''