ROMA - La splendida conferma, il giallo, la classe infinita, la spallata. T episodi compongono quello splendido romanzo che è stata la quindicesima tappa della Vuelta, 118,5 km tutti di un fiato da Sabinanigo a Sallent de Gallego. La splendida conferma è Gianluca Brambilla, che dopo la maglia rosa aggiunge lustrini alla sua scintillante stagione. Il lombardo trapiantato in Veneto non è mai banale: alle Strade Bianche aveva alzato bandiera bianca solo a Fabian Cancellara, al Giro aveva dato spettacolo sullo sterrato dell'Alpe di Poti e si era andato a prendere tappa e maglia, alla Vuelta il suo spunto vincente dopo una giornata faticosissima e di complicata interpretazione vale doppio. La fatica sta nei numeri nel 'giallo': l'ordine d'arrivo iniziale prevede solo 71 classificati, 93 arrivano fuori tempo massimo (tra loro uno di classifica come Konig) e in base al regolamento andrebbero a casa. Alla fine prevale la ragion di stato: tutti riammessi, quello più contento di tutti è Chris Froome, che dopo aver perso terreno nella seconda pirenaica, sarebbe ripartito senza un solo compagno a disposizione. Complessivamente è una decisione ingiusta: si sente dire sempre che le regole vanno rispettate, ma l'esercizio viene praticato sempre meno. Il collegio dei commissari ha comunque preso la decisione, argomentandola con punti giuridici, argomentandola con ''l'interesse del ciclismo''. A Froome insomma va bene un'altra volta: non dimentichiamo la sua famosa corsa a piedi sul Ventoux dopo una caduta. In quel caso gli venne restituita tra le polemiche la maglia gialla.
La classe infinita ce l'ha uno che non vince più come una volta, questione di un motore che perde qualche colpo: Alberto Contador resta però un ciclista poetico, di quelli che dipingono le azioni con leggerezza e intelligenza. E' lui che inventa l'attacco che spacca la tappa ed introduce il terzo elemento, la spallata. La dà Nairo Quintata a Chris Froome: il colombiano non si fa sorprendere da Contador, il britannico sì. Forse un po' troppo sicuro di sè e delle potenzialità di gestione del Team Sky (che stavolta come detto ha toppato di brutto), l'allampanato e pallido capitano non riesce a chiudere la stalla neanche quando i buoi sono scappati. I compagni, solitamente scudieri più che affidabili, si dissolvono, ed anche lui una volta rimasto solo a inseguire non limita granchè i danni, accusando oltre due minuti e mezzo dalla maglia rossa. Più ombre che luci per la Orica BikeExchange dopo l'attacco in grande stile del giorno precedente: a Chaves, conti alla mano, va benino visto visto che il secondo posto di Froome è nel mirino (appena 20''). Le fatiche francesi restano invece nei polpacci a Simon Yates.
Dunque una Vuelta che si conferma altamente spettacolare. Gli appassionati delle tre settimane, abituati bene dalle geniali peripezie di Nibali al Giro, ne avevano bisogno dopo un Tour soporifero. Nella seconda fatica pirenaica, pochi km, tanta salita: l'Alto de Petralba, l'Alto de Cotafablo, infine l'arrivo in quota. Contador e Tinkoff giocano il tutto per tutto. L'offensiva parte all'alba del percorso, il plotone esplode. Tra i primi, oltre al pistolero, anche Quintana, Brambilla e gli altri italiani Formolo (ottimo settimo, sale nella generale all'ottavo posto), Felline e Moser. Froome resta dietro, lì per lì non sembra allarme rosso. Nei giorni scorsi si è spesso lasciato sfilare per poi piazzare le celebri frullate, stavolta invece... Molto scientifico, dà l'idea di controllare all'eccesso i suoi numeri più che le sue sensazioni. Ma resta solo: non va alla deriva perché l'Astana, fuori dalla fuga, lavora per salvare le posizione di Scarponi.
Ultimi km ad effetto: Quintana prende la testa del plotone, Froome oppone una timida resistenza. La maglia rossa dà tutto, il suo ritmo diventa insostenibile per Contador e Chaves, Brambilla invece non cede un metro. La situazione è chiara: se l'azzurro resiste alla ruota, in volata non c'è storia. Va proprio così, e l'Italia dopo Valerio Conti inscrive un altro nome tra i vincitori.
ORDINE D'ARRIVO
1. Gianluca Brambilla (Ita, Etixx QuickStep) in 02h54'30"
2. Nairo Quintana (Col, Movistar) a 00'03"
3. Fabio Felline (Ita, Trek Segafredo) a 00'25"
4. Kenny Elissonde (Fra) a 00'28"
5. David De La Cruz (Esp) a 00'31"
6. Alberto Contador (Esp) a 00'34"
7. Davide Formolo (Ita) a 00'53"
8. Matvey Mamykin (Rus) a 01'16"
9. Johan Esteban Chaves (Col) a 01'53"
10. Michele Scarponi (Ita) a 01'59"
18. Christopher Froome (Gbr) a 02'40"
21. Simon Yates (Gbr) a 02'47"
CLASSIFICA GENERALE
1. Nairo Quintana (Col, Movistar) in 61h36'07"
2. Christopher Froome (Gbr, Sky) a 03'37"
3. Johan Esteban Chaves (Col, Orica BikeExchange) a 03'57"
4. Alberto Contador (Esp) a 04'02"
5. Simon Yates (Gbr) a 05'07"
6. Samuel Sanchez Gonzalez (Esp) a 06'12"
7. Andrew Talansky (Usa) a 06'43"
8. Davide Formolo (Ita) a 07'17"
9. David De La Cruz (Esp) a 07'23"
10. Michele Scarponi (Ita) a 07'39"
La classe infinita ce l'ha uno che non vince più come una volta, questione di un motore che perde qualche colpo: Alberto Contador resta però un ciclista poetico, di quelli che dipingono le azioni con leggerezza e intelligenza. E' lui che inventa l'attacco che spacca la tappa ed introduce il terzo elemento, la spallata. La dà Nairo Quintata a Chris Froome: il colombiano non si fa sorprendere da Contador, il britannico sì. Forse un po' troppo sicuro di sè e delle potenzialità di gestione del Team Sky (che stavolta come detto ha toppato di brutto), l'allampanato e pallido capitano non riesce a chiudere la stalla neanche quando i buoi sono scappati. I compagni, solitamente scudieri più che affidabili, si dissolvono, ed anche lui una volta rimasto solo a inseguire non limita granchè i danni, accusando oltre due minuti e mezzo dalla maglia rossa. Più ombre che luci per la Orica BikeExchange dopo l'attacco in grande stile del giorno precedente: a Chaves, conti alla mano, va benino visto visto che il secondo posto di Froome è nel mirino (appena 20''). Le fatiche francesi restano invece nei polpacci a Simon Yates.
Dunque una Vuelta che si conferma altamente spettacolare. Gli appassionati delle tre settimane, abituati bene dalle geniali peripezie di Nibali al Giro, ne avevano bisogno dopo un Tour soporifero. Nella seconda fatica pirenaica, pochi km, tanta salita: l'Alto de Petralba, l'Alto de Cotafablo, infine l'arrivo in quota. Contador e Tinkoff giocano il tutto per tutto. L'offensiva parte all'alba del percorso, il plotone esplode. Tra i primi, oltre al pistolero, anche Quintana, Brambilla e gli altri italiani Formolo (ottimo settimo, sale nella generale all'ottavo posto), Felline e Moser. Froome resta dietro, lì per lì non sembra allarme rosso. Nei giorni scorsi si è spesso lasciato sfilare per poi piazzare le celebri frullate, stavolta invece... Molto scientifico, dà l'idea di controllare all'eccesso i suoi numeri più che le sue sensazioni. Ma resta solo: non va alla deriva perché l'Astana, fuori dalla fuga, lavora per salvare le posizione di Scarponi.
Ultimi km ad effetto: Quintana prende la testa del plotone, Froome oppone una timida resistenza. La maglia rossa dà tutto, il suo ritmo diventa insostenibile per Contador e Chaves, Brambilla invece non cede un metro. La situazione è chiara: se l'azzurro resiste alla ruota, in volata non c'è storia. Va proprio così, e l'Italia dopo Valerio Conti inscrive un altro nome tra i vincitori.
ORDINE D'ARRIVO
1. Gianluca Brambilla (Ita, Etixx QuickStep) in 02h54'30"
2. Nairo Quintana (Col, Movistar) a 00'03"
3. Fabio Felline (Ita, Trek Segafredo) a 00'25"
4. Kenny Elissonde (Fra) a 00'28"
5. David De La Cruz (Esp) a 00'31"
6. Alberto Contador (Esp) a 00'34"
7. Davide Formolo (Ita) a 00'53"
8. Matvey Mamykin (Rus) a 01'16"
9. Johan Esteban Chaves (Col) a 01'53"
10. Michele Scarponi (Ita) a 01'59"
18. Christopher Froome (Gbr) a 02'40"
21. Simon Yates (Gbr) a 02'47"
CLASSIFICA GENERALE
1. Nairo Quintana (Col, Movistar) in 61h36'07"
2. Christopher Froome (Gbr, Sky) a 03'37"
3. Johan Esteban Chaves (Col, Orica BikeExchange) a 03'57"
4. Alberto Contador (Esp) a 04'02"
5. Simon Yates (Gbr) a 05'07"
6. Samuel Sanchez Gonzalez (Esp) a 06'12"
7. Andrew Talansky (Usa) a 06'43"
8. Davide Formolo (Ita) a 07'17"
9. David De La Cruz (Esp) a 07'23"
10. Michele Scarponi (Ita) a 07'39"