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Tirreno-Adriatico, Sagan domina lo sprint: Dennis nuovo leader

Peter Sagan (lapresse)
Il campione del mondo si impone nettamente su Viviani. Cambia la maglia azzurra che passa all'australiano della Bmc. Parigi-Nizza, acuto in salita di Simon Yates
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MONTALTO DI CASTRO - Lo scorso anno la maglia di campione del mondo sembrava pesargli, tanto che quella vittoria che sembrava non arrivare mai aveva assunto i contorni del tabù. Quest'anno le cose sono totalmente cambiate, tanto che Peter Sagan non perdona la benchè minina disattenzione dei rivali. Lo slovacco è protagonista di uno show dei suoi a Montalto di Castro, sede d'arrivo della terza tappa della Tirreno Adriatico. Vero che l'arrivo sembrava disegnato appositamente per la brillantezza del suo spunto, ma la semplicità con la quale ha vinto è stata disarmante: "Il ciclismo non è mai facile -ammonisce però Sagan dopo l'arrivo-, anzi diventa sempre più difficile. Anche ieri stavo bene, solo che ho trovato gente più forte. Le classiche? Per ora non ne parliamo, penso a fare bene a questa corsa perché tutte le giornate sono buone per vincere".

Gli errori, misti a sfortuna, sono tutti della Etixx - Quick Step di Boonen e Gaviria. Il colombiano, perfetto per una giornata del genere, è anche sfortunato visto che rimane vittima di una caduta nel momento topico. Indipendentemente da ciò comunque era rimasto un po' indietro, e quando Trentin e Stybar hanno cercato sia lui che Boonen per organizzare il treno volata, hanno dovuto alzare bandiera bianca. Non è il caso di parlare di recriminazioni invece per Elia Viviani, che comunque coglie un buon secondo posto precedendo Jurgen Roelandts. Il campione olimpico dell'Omnium si sente troppo sicuro e lancia una volata lunga, partendo ai 250 metri. Scelta comunque giusta, tranne che per un piccolo particolare: Sagan ne prende la ruota e per il veneto c'è poco da fare. "La ruota di Viviani? Non mi ha tirato la volata, ha fatto la sua gara e basta. Forse però è partito con troppo anticipo", prosegue nella sua analisi Sagan. Altri tre italiani nella top 10 di giornata: quarto Sacha Modolo (Team UAE Emirates), settimo Andrea Palini (Androni Giocattoli) ed ottavo Roberto Ferrari (Team UAE Emirates).
 
Circa la classifica generale, cambio al vertice. Chi di piazzamenti ferisce ... Il giorno precedente era stato Greg van Avermaet a spodestare il compagno di squadra Damiano Caruso in virtù di migliori posizioni di arrivo. Stavolta, e sempre in casa Bmc, tocca all'australiano Rohan Dennis raccogliere i frutti della bagarre finale e vestire la maglia azzurra.  "Non mi aspettavo di prendere la maglia -spiega il leader- ma Tejay van Garderen resta il nostro leader". Una classifica che cambierà drasticamnte sabato, con la tappa più dura: 171 km con partenza da Montalto di Castro ed arrivo in quota al Terminillo.

Settimana importante per i gemelli Yates. Domenica scorsa Adam si era imposto al Gp Larciano, ora tocca a Simon, che ha vinto per distacco la sesta tappa della Parigi-Nizza, la Aubagne-Fayence di 192 km con arrivo in salita. Il 24enne britannico dell'Orica-Scott precede di 17" il colombiano Sergio Henao (Team Sky) e di 26" l'australiano Richie Porte (Bmc); quarto, a 29", il francese Julian Alaphilippe (Quick-Step Floors), che mantiene la maglia gialla di leader della classifica generale. Sabato la settima e penultima tappa della corsa transalpina del World Tour, la Nizza-Col de la Couillole di 177 km.



 
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