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Parigi-Roubaix, la pietra magica

Il premio caratteristico assegnato al vincitore dell'Inferno del Nod celebra i suoi 40 anni

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ROUBAIX - La prima volta fu nel 1977, De Vlaeminck si trovò tra le mani questa pietra scabra di porfido, premio rozzo, si disse al tempo, curioso, unico nel suo genere. La Roubaix premia così i suoi eroi esattamente da quarant'anni. In precedenza, ai vincitori era riservata solo una banale medaglia, nemmeno una coppa. Poi l'intuizione, un premio estratto da uno dei vicoli, tratturi, come definirli? attraversati dalla corsa. Va proprio così: ogni anno viene individuato un tratto della Roubaix sufficientemente capace di sopportare l'estrazione di uno dei suoi elementi. Il materiale grezzo viene scelto dal presidente degli Amis de la Paris-Roubaix, un'associazione di circa 200 persone, anch'essa nata nel 1977, che si occupa del recupero, della salvaguardia e del restauro del pavé toccato dai corridori durante la Reine. Tecnicamente, il restauro avviene a opera dei ragazzi di un istituto agrario. Ma, attraverso una sottoscrizione online, si può partecipare finanziariamente al complicato lavoro degli Amis e diventare, di fatto, uno di loro. Tra i circa 200 iscritti, ci sono anche due italiani, Ivan Ceruti e Cristian Rigotti, innamorati persi della Reine. "La Roubaix è imbattibile, è la corsa più affascinante dell'intero calendario, è un pezzo d'antiquariato ed è questo che la rende unica" racconta il bresciano Ceruti, a tal punto innamorato della Regina delle Classiche da costruirsi, da bambino, un trofeo in tutto simile a quello assegnato al vincitore.

Rigotti l'ha percorsa, la Roubaix, "un centinaio di km dalla Foresta di Arenberg alla città, il giorno prima della corsa dei professionisti, ogni km la sensazione di non voler più scendere di bici, è un amore che ti entra nelle ossa. La Roubaix è qualcosa di diverso, di incredibile, ricordo quella vinta da Sean Kelly, nel 1986, forse la mia prima, e da allora, e sono oltre trent'anni, la domenica della Roubaix in casa non vola una mosca".
Il trofeo del vincitore deve rispondere ad alcune caratteristiche: non deve pesare più di 12 kg, cui si sommano gli 8 del basamento, deve essere originale e non può essere assolutamente copiato. La Marbrerie Slosse, che lo lavora e lo realizza, non può in nessun modo produrre un fac simile del mitico pietrone. Il principio, e varrà sempre, è questo: il trofeo della Roubaix si guadagna sulla strada, non si compra e non si potrà mai comprare.
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