L'Italia al nord c'è. Dopo una lunga disabitudine ad entrare nei primi cinque alla Parigi-Roubaix, Gianni Moscon c'è riuscito, facendo sognare fino agli ultimi metri al Velodrome. Ed ora arriva anche una vittoria di grande importanza: Sonny Colbrelli conquista la Freccia del Brabante numero 57, semiclassica belga che rappresenta spartiacque ed al tempo stesso anello di congiunzione tra il pavé fiammingo e francese e le cote delle Ardenne. Segnale importante, visto che nel giorno di Pasqua prende il via il trittico Amstel Gol Race-Freccia Vallone-Liegi-Bastogne-Liegi. Centonovantasette km molto combattuti, resi complessi da 26 cote. Colbrelli entra nel drappello giusto ed è al tempo stesso forte e fortunato, se fortuna si può chiamare avere nel momento chiave un compagno di squadra disposto al sacrificio come Grega Bole.
Lo sloveno getta sui pedali fino all'ultima energia per evitare che i resti di un plotone selezionato dalla fatica rientrino e diano a una una volata a ranghi ristretti toni da lotteria. Bole porta a termine il suo compito senza svabature, poi entrano in scena rabbia, freddezza e gambe. "Ammetto che l'impressione di nervosismo che davo era reale - analizza Colbrelli- , abbiamo dato tanto, la squadra è stata perfetta e non volevo che il gruppo ci riprendesse vanificando il lavoro". Freddezza, perchè ad un certo punto il bresciano rimane chiuso alle transenne ma non perde mai il controllo della situazione: non forza il varco, ma aspetta che questo si schiuda.
Gambe, perché dopo che Bole inevitabilmente resta a secco di energie, Colbrelli è in inferiorità numerica contro coppie e terzetti di compagni di squadra. In particolare Denevyns (Quicks Step Floors) pilota fuori il ceco Vakoc, a caccia della doppietta dopo il successo dello scorso anno. La prepotenza del vincitore nel momento dell'uscita però è tale da togliere quasi pathos alla volata. "In vista di domenica all'Amstel questa vittoria ci voleva, sono contento e cosciente di aver fatto un grande numero". Più che un commento, un appuntamento.
ORDINE D'ARRIVO
1 Sonny Colbrelli (Ita) Bahrain-Merida
2 Petr Vakoc (Cze) Quick-Step Floors
3 Tiesj Benoot (Bel) Lotto Soudal
4 Tim Wellens (Bel) Lotto Soudal
5 Bert-Jan Lindeman (Ned) Team LottoNl-Jumbo
6 Christopher Juul Jensen (Den) Orica-Scott
7 Dries Devenyns (Bel) Quick-Step Floors
8 Silvan Dillier (Swi) BMC Racing Team
9 Victor Campenaerts (Bel) Team LottoNl-Jumbo
10 Laurens De Plus (Bel) Quick-Step Floors
Lo sloveno getta sui pedali fino all'ultima energia per evitare che i resti di un plotone selezionato dalla fatica rientrino e diano a una una volata a ranghi ristretti toni da lotteria. Bole porta a termine il suo compito senza svabature, poi entrano in scena rabbia, freddezza e gambe. "Ammetto che l'impressione di nervosismo che davo era reale - analizza Colbrelli- , abbiamo dato tanto, la squadra è stata perfetta e non volevo che il gruppo ci riprendesse vanificando il lavoro". Freddezza, perchè ad un certo punto il bresciano rimane chiuso alle transenne ma non perde mai il controllo della situazione: non forza il varco, ma aspetta che questo si schiuda.
Gambe, perché dopo che Bole inevitabilmente resta a secco di energie, Colbrelli è in inferiorità numerica contro coppie e terzetti di compagni di squadra. In particolare Denevyns (Quicks Step Floors) pilota fuori il ceco Vakoc, a caccia della doppietta dopo il successo dello scorso anno. La prepotenza del vincitore nel momento dell'uscita però è tale da togliere quasi pathos alla volata. "In vista di domenica all'Amstel questa vittoria ci voleva, sono contento e cosciente di aver fatto un grande numero". Più che un commento, un appuntamento.
ORDINE D'ARRIVO
1 Sonny Colbrelli (Ita) Bahrain-Merida
2 Petr Vakoc (Cze) Quick-Step Floors
3 Tiesj Benoot (Bel) Lotto Soudal
4 Tim Wellens (Bel) Lotto Soudal
5 Bert-Jan Lindeman (Ned) Team LottoNl-Jumbo
6 Christopher Juul Jensen (Den) Orica-Scott
7 Dries Devenyns (Bel) Quick-Step Floors
8 Silvan Dillier (Swi) BMC Racing Team
9 Victor Campenaerts (Bel) Team LottoNl-Jumbo
10 Laurens De Plus (Bel) Quick-Step Floors