TOURS - Meglio di così la stagione del ciclismo italiano non poteva finire. Prima Vincenzo Nibali al Giro di Lombardia, che tra le classiche monumento rappresenta quella dove l'Italia riesce ancora a incidere, quindi Matteo Trentin alla Parigi-Tours, classica francese giunta alla edizione numero 111. Il corridore della Quick Step Floor, che a breve cambierà casacca (va alla Orica), si è imposto in una volata a tre precedendo il danese Soren Kragh Andersen e il compagno di squadra Niki Terpstra.
Una superiorità numerica gestita magistralmente dalla compagine belga. Terpstra, oggettivamente meno veloce di Trentin, è il sacrificato. L'olandese svolge alla perfezione un doppio compito: prima fa da stopper allo scontato tentativo di anticipo di Andersen, quindi dà una tirata necessaria per evitare che il plotoncino degli inseguitori, comandato da Andre Greipel (quarto), si ricongiunga in extremis. Un sacrificio ricompensato dalla volata prepotente di Trentin, che forse esce con qualche metro di anticipo ma riesce a resistere con accettabile disinvoltura al tentativo di rimonta di Andersen.
Per l'italiano si tratta di un bis dopo la vittoria di due anni fa, anche se il successo a nostro avviso ha una valenza diversa. Il Trentin di quest'anno infatti è un corridore trasformato, pronto nella prossima stagione a dare l'assalto alle grandi classiche del nord, Fiandre e Roubaix. Decisive nella sua trasformazione le quattro tappe vinte alla recente Vuelta di Spagna. Una crescita di autostima vista alla Parigi-Tours nella penultima cote di giornata, quella di Beausoleil. Qui Trentin prende con personalità l'iniziativa facendo selezione, gratificato in corsa dei gradi di capitano dopo la caduta nei primi km che condizione la corsa del compagno di squadra e vincitore uscente Fernando Gaviria. Andersen ne prende la ruota, poi Trentin dà sfoggio di intelligenza, favorendo il rientro di Terpstra. Il resto è storia nota: dolce è il tramonto di stagione per il ciclismo italiano.
"E' fantastico terminare la stagione così", commenta Trentin. "Voglio ringraziare la Quick-Step Floors per questi sette anni. E' stato un onore correre con loro e sono orgoglioso di far calare il sipario sulla mia esperienza qui con una seconda vittoria nella Parigi-Tours". Trentin racconta anche le fasi salienti della corsa: "La pioggia leggera e le strade bagnate hanno reso la gara dura, così, sulla prima collina, mi sono detto che non sarebbe stato male andare via. Si è formato un primo gruppo, ma poi sono scattato di nuovo e Niki (Terpstra, ndr) si è accodato. Abbiamo corso perfettamente dal punto di vista tattico e Niki ha fatto un lavoro incredibile, soprattutto nell'ultimo chilometro".
ORDINE D'ARRIVO
1. Matteo Trentin (ITA/QST), 234,5 km in 5 h 22:51 (media: 43,581 km/h)
2. Soren Kragh Andersen (DEN/SUN) s.t.
3. Niki Terpstra (NED/QST) a 1''
4. André Greipel (GER/LTS) a 7''
5. Maximiliano Ariel Richeze (ARG/QST) s.t.
6. Oliver Naesen (BEL/ALM) s.t.
7. Yves Lampaert (BEL/QST) s.t.
8. Andrea Pasqualon (ITA/WGG) s.t.
9. Mike Teunissen (NED/SUN) s.t.
10. Jean-Pierre Drucker (LUX/BMC) s.t.
Una superiorità numerica gestita magistralmente dalla compagine belga. Terpstra, oggettivamente meno veloce di Trentin, è il sacrificato. L'olandese svolge alla perfezione un doppio compito: prima fa da stopper allo scontato tentativo di anticipo di Andersen, quindi dà una tirata necessaria per evitare che il plotoncino degli inseguitori, comandato da Andre Greipel (quarto), si ricongiunga in extremis. Un sacrificio ricompensato dalla volata prepotente di Trentin, che forse esce con qualche metro di anticipo ma riesce a resistere con accettabile disinvoltura al tentativo di rimonta di Andersen.
Per l'italiano si tratta di un bis dopo la vittoria di due anni fa, anche se il successo a nostro avviso ha una valenza diversa. Il Trentin di quest'anno infatti è un corridore trasformato, pronto nella prossima stagione a dare l'assalto alle grandi classiche del nord, Fiandre e Roubaix. Decisive nella sua trasformazione le quattro tappe vinte alla recente Vuelta di Spagna. Una crescita di autostima vista alla Parigi-Tours nella penultima cote di giornata, quella di Beausoleil. Qui Trentin prende con personalità l'iniziativa facendo selezione, gratificato in corsa dei gradi di capitano dopo la caduta nei primi km che condizione la corsa del compagno di squadra e vincitore uscente Fernando Gaviria. Andersen ne prende la ruota, poi Trentin dà sfoggio di intelligenza, favorendo il rientro di Terpstra. Il resto è storia nota: dolce è il tramonto di stagione per il ciclismo italiano.
"E' fantastico terminare la stagione così", commenta Trentin. "Voglio ringraziare la Quick-Step Floors per questi sette anni. E' stato un onore correre con loro e sono orgoglioso di far calare il sipario sulla mia esperienza qui con una seconda vittoria nella Parigi-Tours". Trentin racconta anche le fasi salienti della corsa: "La pioggia leggera e le strade bagnate hanno reso la gara dura, così, sulla prima collina, mi sono detto che non sarebbe stato male andare via. Si è formato un primo gruppo, ma poi sono scattato di nuovo e Niki (Terpstra, ndr) si è accodato. Abbiamo corso perfettamente dal punto di vista tattico e Niki ha fatto un lavoro incredibile, soprattutto nell'ultimo chilometro".
ORDINE D'ARRIVO
1. Matteo Trentin (ITA/QST), 234,5 km in 5 h 22:51 (media: 43,581 km/h)
2. Soren Kragh Andersen (DEN/SUN) s.t.
3. Niki Terpstra (NED/QST) a 1''
4. André Greipel (GER/LTS) a 7''
5. Maximiliano Ariel Richeze (ARG/QST) s.t.
6. Oliver Naesen (BEL/ALM) s.t.
7. Yves Lampaert (BEL/QST) s.t.
8. Andrea Pasqualon (ITA/WGG) s.t.
9. Mike Teunissen (NED/SUN) s.t.
10. Jean-Pierre Drucker (LUX/BMC) s.t.