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Ciclismo, è ancora Italia nella classiche: Trentin vince la Parigi-Tours

Trentin precede van der Sande: sullo sfondo van Avermaet (afp)
Il trentino si impone nella classica francese precedendo in una volata ristretta i belgi Van der Sande e Van Avermaet. Edizione numero 109 storica anche per la media: 49,64 km/h, mai si era andati così veloci. GP Beghelli a Colbrelli, ad Abu Dhabi ancora Viviani
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ROMA - Finisce alla grande l'annata ciclistica dell'Italia. Prima Vincenzo Nibali sfata il tabù delle corse monumento vincendo il Giro di Lombardia, ora Matteo Trentin si impone nella tradizionale classica di chiusura, la Parigi-Tours. Quella francese è definita corsa dei velocisti, ma a conti fatti questa soluzione viene spesso evitata. E' stato così anche nella edizione numero 109, dove Trentin vince sì in volata, ma lo fa battendo due soli compagni di fuga, i belgi Tosh Van Der Sande (Lotto) e il navigato Greg Van Avermaet BMC, che però sul rettilineo finale si arrende ad un problema meccanico giungendo ad una manciata di secondi.

Il gruppo dei migliori, giunto a 20", è regolato dal belga Tiesj Benoot. Trentin coglie l'ottava affermazione italiana alla Parigi-Tours (sette i vincitori, doppietta di Minali), anche se qui la tradizione era assai fresca: l'ultimo a vincere, nel 2012, Marco Marcato. Trentin, che  nella Etixx Quick Step alterna il lavoro di luogotenenza a quello di punta quando le circostanze lo permettono, riafferma l'ottimo feeling con la Francia: nel suo palmares infatti anche due prestigiosi successi di tappa al Tour nelle edizioni 2013 e 2014. La sua vittoria resterà negli annali anche per un dato statistico: a 49,64 km/h si è trattato infatti della media record della corsa.

La media record comunque non sorprende più di tanto se analizziamo le dinamiche della corsa. L'esplosione è immediata: non sono 4-5 uomini ad andare in fuga, ma un drappello di quantità e qualità, una trentina di elementi. Van Avermaet è uno di quelli che quando si muove non lo fa a caso, ci sono anche un paio di francesi di riferimento (i transalpini non vincono da nove anni, ormai dieci, con Guesdon) come Gallopin e Demare, e c'è ovviamente anche Matteo Trentin. Non è facile per il grosso del plotone andarli a prendere, perché manca la squadra di riferimento: poteva essere al Trek, che ci prova ma si organizza un po' tardi vista la caduta che toglie di mezzo il proprio velocista di riferimento, Giacomo Nizzolo.

In pratica, il gruppo non riesce ad inseguire compattamente, più concreto invece il tentativo di un drappello che comprende anche un italiano da nord Europa -gli piace il clima fiammingo- come Marcato. Ma anche qui la mossa è tardiva. Resta insomma una sfida tra i battistrada. Sono ancora parecchi al momento decisivo, ma la Parigi-Tours non è una tavola. Le Cote non sono impossibili, ma un paio fatte a tutta con quella media pazzesca nei polpacci fanno danni. E' proprio Trentin a iniziare la selezione: van der Sande e van Avermaet non lo mollano. E' soluzione a tre, anzi no -foratura per van Avermaet-, a due. Trentin parte lungo, a sensazione sembra anticipi troppo, ma ha ragione lui: van der Sande rimonta ma non lo insidia mai seriamente. La Parigi-Tours è sua, ed è anche l'unica classica di un certo livello sfuggita a Eddy Merckx: un assist in più a Trentin per celebrare la sua impresa.

"Il team ha fatto un ottimo lavoro. Sulla penultima salita ho deciso di attaccare, sapevo che poteva essere il punto chiave della gara. Ho attaccato anche per lasciarmi alle spalle i velocisti. Sull'ultima ascesa Van Avermaet ha provato a fare selezione, ma siamo riusciti a stare con lui. Così siamo andati fino al traguardo i tre", ha spiegato Trentin.  "Avevo paura di Van der Sande. Sapevo che ero il più veloce dei tre. Così mi sono messo davanti negli ultimi chilometri e a 350 metri ho lanciato il mio sprint. Ho vinto, e sono davvero contento. Dopo il Tour de France ho lavorato duramente per avere una bella ultima parte di stagione, ed ho vinto quattro gare nella seconda metà dell'anno. Era anche mentalmente importante fare bene oggi. Sono rimasto un po' deluso ai Mondiali di Richmond. Questa vittoria, che è la prima vittoria in una corsa di un giorno della mia carriera, mi ha dato un sacco di morale. Ho grande motivazione per continuare a lavorare sodo così posso provare a diventare un ciclista migliore".

ORDINE D'ARRIVO DELLA PARIGI-TOURS
1. Matteo Trentin (ITA/Etixx), 231 km in 4 h 39:12. (media 49,64 km/h)
2. Tosh Van der Sande (BEL/LOT) s.t.
3. Greg Van Avermaet (BEL/BMC) a 04.
4. Tiesj Benoot (BEL/LOT) 20.
5. Roy Jans (BEL/WAN) 20.
6. Yves Lampaert (BEL/ETI) 20.
7. Heinrich Haussler (AUS/IAM) 20.
8. Edward Theuns (BEL/TSV) 20.
9. Mike Teunissen (NED/LNL) 20.
10. Pim Ligthardt (NED/LOT) 20

GP BEGHELLI A COLBRELLI. ABU DHABI, SPRINT DI VIVIANI - Attività ancora in corso anche in Italia. Sonny Colbrelli (Bardiani-Csf) ha vinto il Gran Premio Bruno Beghelli. A Monteveglio (Bologna), il 25enne bresciano ha battuto in volata Manuel Belletti (Team Southeast) e Roberto Ferrari (Lampre-Merida). Concluso anche il ricco Giro di Abu Dhabi. Elia Viviani si è imposto in volata nella quarta ed ultima tappa, 110 km con partenza e arrivo a Yas Marica Circuit. Viviani, che aveva vinto anche la seconda tappa, ha preceduto il campione del mondo Peter Sagan, e l'altro azzurro Andrea Guardini (Astana). Altri tre italiani nella top ten di giornata: quarto Daniel Oss (Bmc), quinto Marco Canola (UnitedHealthcare) e settimo Andrea Palini (Skydive). La classifica finale va al colombiano Johan Esteban Chaves (Orica-GreenEdge).

 
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