Ciclismo, Strade Bianche spettacolo: nel fango vince Benoot
di LUIGI PANELLA
Gara di grande fascino e vittoria a sorpresa del belga. Secondo Bardet, poi van Aert. Quinto e primo degli italiani Visconti, ottavo il campione del mondo Sagan
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SIENA - Una classica lo è nell'anima. Dodici anni di vita sono oggettivamente pochini per poter competere con l'immenso fascino delle corse monumento del ciclismo, ma lo spettacolo offerto dalle 'Strade Bianche' 2018 ha avuto connotati da bici eroica. Complice il maltempo, quei 63 km di sterrato divisi in 11 settori, si sono trasformati in trappole di fango. Insidie che però non hanno spaventato i corridori, protagonisti di una gara di altissimo livello. Vittoria a sorpresa per il nome, non certo per la provenienza: i belgi in condizioni del genere sono nel salotto di casa, ed ecco spuntare Tiesj Benoot. Ha 24 anni, e prima di adesso non aveva mai vinto una gara tra i professionisti. La sua immagine al momento di salire sul podio è la sintesi della gara: malfermo sulle gambe, stremato dalla fatica. "Non mi aspettavo di andare così forte. Ho deciso di continuare da solo dopo aver colmato il distacco da Van Aert e Bardet. Era la mossa giusta. È davvero bello finalmente ottenere la mia prima vittoria da pro. C'erano molte aspettative intorno a me dopo essere giunto 5° nel Giro delle Fiandre di tre anni fa. I giornalisti belgi mi hanno messo molta pressione. Sapevo che avrei vinto qualcosa di grande un giorno, e quel giorno è oggi. Le Strade Bianche erano la mia buona opportunità".
Più blasonato il secondo gradino del podio: ci sale Romain Bardet, a lungo protagonista in testa insieme a Wout van Aert. Quest'ultimo, campione del mondo di ciclocross dopo aver battuto nella sua tana l'olandese Van Der Poel, ha probabilmente trovato la consacrazione anche su strada, candidandosi per un ruolo di jolly nelle classiche del nord. La cosa che gli è mancata, particolare comunque da non sottovalutare, la tenuta: il suo nel finale è stato un calo abbastanza repentino.
Una gara esplosa sullo sterrato, con l'azione di Bardet e van Aert. Dietro i grandi favoriti, tra i quali Sagan e Kwiatkowski, hanno dato l'impressione di controllare, ma una volta giunti a pochi secondi dalla coppia di testa è mancato il guizzo per il ricongiungimento. Si sono formati così vari drappelli: Benoot è stato insieme a Serry il principale inseguitore, poi ha fatto da solo. Prima l'aggancio al duo di testa ad una quindicina di km dal traguardo, poi sull'ultimo tratto di sterrato un nuovo scatto, quello decisivo, che gli ha permesso l'arrivo solitario a Siena, in Piazza del Campo. Da segnalare la buona prova di Alejandro Valverde (Movistar), quarto a 1'25'' davanti a Giovanni Visconti (Bahrain-Merida), quinto e migliore degli italiani: un piccolo capolavoro per lo spagnolo, arrivato in extremis in Toscana ed addirittura in dubbio alla partenza per condizioni fisiche imperfette. Ottavo, a 2'08", l'iridati slovacco Peter Sagan (Bora-Hansgrohe). Tra le donne, affermazione dell'olandese Anna Van Der Breggen con Elisa Longo Borghini terza.
ORDINE D'ARRIVO
1 - Tiesj Benoot (Lotto Soudal) 184 km in 5h03’33”, media 36,369 km/h
2 - Romain Bardet (AG2R La Mondiale) a 39"
3 - Wout Van Aert (Verandas Willems - Crelan) a 58"