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Ciclismo, Giro d'Italia: Merlier vince a Novara. "Dedicato a Weylandt". Nizzolo è secondo, Ganna resta in rosa

L'esultanza di Tim Merlier (reuters)
Il belga precede l'italiano, che non nasconde il suo disappunto, e dedica il successo a Wouter Weylandt nel decennale della scomparsa. Terzo posto per Viviani, poi Groenewegen, al rientro dopo la lunga squalifica. Il piemontese sempre leader della generale
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"#autocertificazione necessaria per questo ''spostamento'' !! Eccola qua”. Giacomo Nizzolo aveva iniziato con il sorriso la giornata, esibendo l'autocertificazione portata con sè e stampata sul casco. Il milanese però la finisce arrabbiato, scagliando un pugno sulla bici per non essere riuscito a cogliere una vittoria che sembrava possibile. Niente da fare però, torna a vincere il Belgio al Giro dopo tre anni: Tim Merlier si impone in maniera meritata con una volata prepotente, senza particolari tatticismi. La imposta di potenza nei pressi delle transenne e la finisce nella stessa posizione. "Sono felice e orgoglioso per la mia prima vittoria al mio esordio qui al Giro. La squadra ha fatto un grande lavoro negli ultimi 20 chilometri. Ero già davanti, i miei compagni mi hanno portato nella posizione migliore per la volata. Questo è un successo di squadra". A freddo, anche Nizzolo riconosce i meriti del vincitore: "Ho trovato la ruota giusta, ma mi è mancato lo sprint per passarlo. Credo che oggi abbia vinto il più forte"

La autocerficazione di Nizzolo 

L’ultimo belga a vincere era stato nel 2018 un altro Tim, Wellens, a Caltagirone. E sempre a Novara nell’antico precedente (1968) aveva vinto in volata un certo Eddy Merckx. Una successo oltremodo significativo, anche perché arriva nel giorno in cui il ciclismo ricorda un altro belga Wouter Weylandt, scomparso 10 anni fa in un terribile incidente: la carovana lo ha commemorato raccolta davanti al dorsale 108, che da quella maledetta giornata non è stato più assegnato. "Ho voluto rendere omaggio a Wouter Weylandt - ancora Merlier -. Lo conoscevo dallo Scheldepeloton, sapevo che era un velocista. Dieci anni fa, il giorno della sua scomparsa, mi trovavo nelle Ardenne per un ritiro di allenameto. È stata una giornata molto triste".

<<La cronaca della seconda tappa>>

Non cambia nulla nella classifica generale. A Filippo Ganna la maglia rosa piace e vuole tenersela il più possibile. La sua squadra (la Ineos) lavora per tenere sotto controllo la fuga di giornata, e lui stesso incrementa di qualche secondo la sua posizione andando a sprintare su un traguardo volante davanti a Remco Evenepoel, altro a cui la rosa – magari per qualche giorno – interessa eccome. "Ho voluto fare lo sprint intermedio per togliere l'abbuono ad altri corridori, pensando ai prossimi giorni quando Egan Bernal o Pavel Sivakov si batteranno per la Maglia Rosa", è la spiegazione di Ganna. "Ho visto che anche Remco Evenepoel stava cercando di prendere l'abbuono. Gianni Moscon ed io abbiamo fatto un buon lavoro".

Un altro po' di cose sulla volata. Gaviria e Molano, compagni di squadra, sbagliano tutto ed è già tanto che non finiscano in terra alle transenne. Elia Viviani conquista un terzo posto che fa ben sperare. E poi c'è Dylan Groenewegen: prima volata dopo il terribile incidente al Giro di Polonia che poteva costare la vita a Fabio Jakobsen e che a lui è costata una squalifica di nove mesi oltre ad una sorta di processo morale a livello internazionale. La chiude al quarto posto dimostrando notevole personalità.

Cenni di cronaca scarni, visto che l'elettricità in volata viene preceduta da una giornata abbastanza soporifera. Filippo Tagliani vuole essere il primo in tutto. Ha dato la prima pedalata del Giro a Torino nella crono, è anche il primo ad andare in fuga. Non sarà il primo a vincere, ma questo era abbastanza chiaro.   E non è neanche il primo a prendersi il cavalcavia che vale la maglia azzurra della montagna: quella è di Vincenzo Albanese, uomo su cui punta il team EOLO-Kometa, di Ivan Basso e Alberto Contador. Ci riesce appena in tempo, poi un inconveniente tecnico lo consegna alla marcia regolare del plotone. Insieme a loro un debuttante come Umberto Marego, al Giro d’esordio nonostante la trentina sia all’orizzonte. Vanno d'amore e d'accordo ben sapendo di non avere chance. Poi, da un Tim all'altro, al Giro ecco rispuntare il Belgio.

Ordine d'arrivo
1. Tim Merlier (Bel, Alpecin-Fenix) in 4h21'09"
2. Giacomo Nizzolo (Ita, Team Qhubeka Assos) s.t.
3. Elia Viviani (Ita, Cofidis) s.t.
4. Dylan Groenewegen (Ned) s.t.
5. Peter Sagan (Svk) s.t.
6. Matteo Moschetti (Ita) s.t.
7. Filippo Fiorelli (Ita) s.t.
8. Lawrence Naesen (Bel) s.t.
9. Davide Cimolai (Ita) s.t.
10. Caleb Ewan (Aus) s.t.
Classifica generale
1. Filippo Ganna (Ita, Ineos Grenadiers) in 4h29'53"
2. Edoardo Affini (Ita, Jumbo-Visma) a 13"
3. Tobias Foss (Nor, Jumbo-Visma) a 16"
4. Remco Evenepoel (Bel) 20"
5. Joao Almeida (Por) s.t.
6. Re'mi Cavagna (Fra) a 21"
7. Jos Van Emden (Ned) s.t.
8. Maximilian Richard Walscheid (Ger) a 22"
9. Matthias Brändle (Aut) a 25
10. Gianni Moscon (Ita) a 26

 

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