“Non siamo al Giro per fare secondo o terzo, ma per vincere”. Peter Sagan è uno che punta solo al massimo. A Foligno spazza i fantasmi dell’arrivo a Canale, quando una giornata di duro lavoro si era trasformata in una beffa, e domina con la sua Bora la tappa più corta. Lo slovacco ha scommesso sulla squadra e la squadra ha scommesso su di lui: poi in volata non ha tradito, vincendo davanti a Gaviria e Cimolai, quest’ultimo ancora piazzato. E’ la diciottesima tappa conquistata in carriera in un grande giro, la seconda nella corsa rosa dopo la vittoria dello scorso anno a Tortoreto. Valenza doppia: indossa anche la maglia ciclamino di leader a punti, sfilata al belga Merlier.
<<La cronaca della nona tappa>>
Evenepoel ruba un secondo a Bernal
Non cambia quasi nulla nella generale, anche se Remco Evenepoel ad un traguardo volante rubacchia un secondo a Egan Bernal. Potevano essere un paio ma Narvaez, scudiero della maglia rosa, occupa i secondi del primo posto. Insomma, ci sarà la anche tappa di Montalcino di mercoledì con ampi tratti sullo sterrato, ci saranno km e km di salita, ma il colombiano e il belga stanno curando il benché minimo particolare. Tra l'altro per Bernal anche un piccolo brivido: arriva in ritardo dopo che il gruppo si era spezzato a causa di una caduta, ma il tempo era stato giustamente neutralizzato.
Fuggitivi tenuti sotto controllo, e ci si mette anche un passaggio a livello
La tappa vive su copione già visto, sia a livello tattico che a livello di uomini: la fuga di giornata comprende il leader dei km in avanscoperta Pellaud e il suo principale inseguitore, Marengo. Con loro Samuele Rivi, Goossens e soprattutto quel Taco Van der Hoorn vincitore a Canale con una azione chirurgica. Quel giorno fu Taco contro Sagan: lo slovacco sfiancò la squadra tutto il giorno per non raccogliere nulla. Stavolta la situazione è diversa. I 5 non guadagnano granché, tra l’altro ci si mette anche un passaggio a livello nei pressi di Rieti a complicare le cose, facendo perdere una quarantina di secondi ai battistrada e accorciando i tempi di aggancio.
La Bora domina, Sagan sigilla
Sagan inizialmente lascia che altri controlino la fuga. Ad esempio la Cofidis per Elia Viviani, che su questo traguardo aveva vinto alla Tirreno Adriatico. Poi nel Gpm di Valico della Somma (pendenze non trascendentali, ma tossiche per i muscoli di alcuni velocisti), la musica cambia. La Bora scatena un forcing notevole, soprattutto con Aleotti e Fabro. E molti velocisti pagano: Merlier, Dekker, Groenewegen, per ultimo Giacomo Nizzolo, che nonostante l'aiuto di Campenaerts è costretto a mollare. Perfetta la Bora, anche nella fase finale: a Viviani ad esempio è rimasto solo Consonni, alla fine il veneto sarà nono. Sagan invece ha Buchmann e Oss, perfetti nel portarlo davanti nel momento chiave. Molano cerca di anticipare, ma il buon Peter agli altri lascia le briciole: ai 300 metri esce in maniera prepotente, Gaviria cerca di passarlo ma non c'è nulla da fare. "Oggi finalmente sono riuscito a vincere, ringrazio tutta la squadra che va sempre al 100% per me. Quando si va forte tutto il giorno per me è meglio, è più difficile quando si va lenti nei primi 150 chilometri".
Ordine d'arrivo
1. Peter Sagan (Svk, Bora-Hansgrohe) in 3h10'56"
2. Fernando Gaviria (Col, Uae Emirates) s.t.
3. Davide Cimolai (Ita, Israel Start-Up) s.t.
4. Stefano Oldano (Ita) s.t.
5. Gianni Vermeersch (Ger) s.t.
6. Dries De Bondt (Bel) s.t.
7. Andrea Vendrame (Ita) s.t.
8. Vincenzo Albanese (Ita) s.t.
9. Elia Viviani (Ita) s.t.
10. Juan Sebastian Molano (Col) s.t.
Classifica generale
1. Egan Bernal (Col, Ineos Grenadiers) in 38h30'17"
2. Remco Evenepoel (Bel, Deceuninck-QuickStep) a 14"
3. Aleksandr Vlasov (Rus, Astana-Premier Tech) a 22"
4. Giulio Ciccone (Ita) a 37"
5. Attila Valter (Hun) a 44"
6. Hugh John Carthy (Gbr) a 45"
7. Damiano Caruso (Ita) a 46"
8. Daniel Martin (Irl) a 52"
9. Simon Yates (Gbr) a 56
10. Davide Formolo (Ita) a 1'02
16. Vincenzo Nibali (Ita) a 2'13"