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Ciclismo, Giro d'Italia: a Verona è finalmente il giorno di Nizzolo. Bernal resta in rosa, ora lo Zoncolan

L'esultanza di Giacomo Nizzolo (reuters)
Dopo una serie infinita di podi, il velocista milanese piazza la zampata precedendo Affini e Sagan. Fuori dal giochi l'attesissimo profeta in patria Elia Viviani. Non cambia nulla nella generale alla vigilia di una delle tappe più temute
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L'aveva già assaporato cinque anni fa a Torino, ma il gusto del successo si era trasformato in sapore amaro: gli avevano contestato una scorrettezza in volata, retrocesso Il resto era una fila indiana di podi meno preziosi: 11 volte secondo, 5 terzo. A Verona arriva finalmente il giorno di Giacomo Nizzolo: vince alla grande e sventa l'ennesima beffa. Beffa o colpo da maestro a seconda dei punti di vista: nonostante le condizioni di forma ancora relative, in molti aspettano la zampata di Groenewegen. Edoardo Affini dovrebbe essere un vagone del suo treno (Jumbo), ma è una trappola: si forma il classico buco e il cronoman va che è una bellezza. Nizzolo è il primo a mangiare la foglia, si gioca tutto con una partenza lunga e stavolta ha ragione. Affini mantiene comunque il secondo posto, mentre la terza piazza se la prende Peter Sagan. "Finalmente è arrivata questa vittoria al Giro. Ho preferito partire lungo e correre il rischio di restare al vento piuttosto che aspettare a lanciare lo sprint e rischiare di restare bloccato. La mia scelta ha pagato".

<<La cronaca della tappa>>

Manca invece un tassello per la festa completa di Elia Viviani. Nelle ultime ore aveva guadagnato in chi interpreta i segnali il grado, se non di favorito, almeno di più atteso: la designazione a portabandiera all'Olimpiade giapponese, il percorso piattissimo, il morale a mille, l'arrivo sulle strade di casa. Un incastro perfetto, ma la realtà è diversa: il veronese in questa stagione è ancora a secco e negli ultimi due anni ha vinto solo una volta, una corsa nella Loira. Entra a malapena nei primi dieci: è nono. Non cambia nulla, con Egan Bernal sempre in rosa, nella classifica generale. Tra 24 ore distacchi e tante posizioni saranno diverse: sabato c'è infatti l'assalto allo Zoncolan. "Abbiamo avuto una giornata abbastanza facile dopo tante tappe impegnative. Sarebbe speciale vincere sullo Zoncolan ma per farcela dovrei riuscire a controllare tutto il gruppo: quindi dico che sarei felice di essere ancora in Maglia Rosa dopo il traguardo", spiega il colombiano.

Altimetria da biliardo

Già, lo Zoncolan. Aspetta talmente minaccioso che sarebbe un peccato disperdere anche una sola energia. Nel piattume altimetrico e di emozioni da Ravenna a Verona, un mezzo tentativo lo fa Deceunink di Evenepoel ad una cinquantina dal traguardo: dopo una volata per un traguardo volante la squadra belga tira dritto con Cavagna e, sia pure per un amen, dà soluzione alla monotonia. Magari ci fosse stato un po’ di vento forse... Ma così proprio no.

Gli immancabili tre

E quindi, volata a parte, vetrina per i soliti. Una interessante serie della tv britannica degli anni settanta, ‘Gli infallibili tre’ potrebbe essere il titolo della fuga. Magari con un piccolo adattamento, ‘Gli immancabili tre’. Marengo (Bardiani-CSF), Rivi (Eolo-Kometa) e Pellaud (Androni-Sidermec) ormai sono ideali compagni di viaggio anche di chi il Giro lo guarda soltanto. Dove c’è la fuga, difficilmente loro mancano: davanti a fare pubbliche relazioni delle rispettive squadre. E’ così anche nella tappa altimetricamente più facile di tutto il Giro, ‘dantesca’ per riferimenti storici e culturali, molto meno a livello di pathos. I tre si fanno 191 km in avascoperta, li riprendono a 7 dal traguardo. Poi un rettilineo infinito in cui trova spazio tutto: velocità, agguato, volata e perfino la fine di una maledizione.

Ordine d'arrivo
1. Giacomo Nizzolo (Ita, Qhubeka Assos) in 4h42'19"
2. Edoardo Affini (Ita, Jumbo-Visma) s.t.
3. Peter Sagan (Svk, Bora-Hansgrohe) s.t.
4. Davide Cimolai (Ita) s.t.
5. Fernando Gaviria (Col) s.t.
6. Stefano Oldani (Ita) s.t.
7. Andrea Pasqualon (Ita) s.t.
8. Max Kanter (Ger) s.t.
9. Elia Viviani (Ita) s.t.
10. Dylan Groenewegen (Ned) s.t.

Classifica generale
1. Egan Bernal (Col, Ineos Grenadiers) in 53h11'42"
2. Aleksandr Vlasov (Rus, Astana-Premier Tech) a 45"
3. Damiano Caruso (Ita, Bahrain Victorious) a 1'12"
4. Hugh John Carthy (Gbr) a 1'17"
5. Simon Yates (Gbr) a 1'22"
6. Emanuel Buchmann (Ger) a 1'50"
7. Remco Evenepoel (Bel) a 2'22"
8. Giulio Ciccone (Ita) a 2'24"
9. Tobias Foss (Nor) a 2'49
10. Daniel Poveda (Col) a 3'15

 

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