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La bici è come la vita, anzi, la vita è come la bici: si sale, si scende, si va di corsa, si cade e ci si rialza

(afp)
Libri nel Giro 2021 - VIII edizione. I 10 perché della bicicletta. 2 ruote per apprendere un perché, un racconto, un libro. A cura della Biblioteca della Bicicletta Lucos Cozza
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Non molla, non lascia, non abbandona. Non muore, non vuole morire, non deve morire. La sua vita è un inno alla vita, un elogio alla vita, un inseguimento alla vita.

Alex Zanardi, lui. Lui e le sue vite. Una, dure, tre. Altre vite. Ogni vita diversa, ogni vita più in salita, ogni vita più vicina alla morte ma proprio per questo ogni vita più viva e vitale, più virtuosa e valorosa, più voluta e amata.

Ascoltarlo, parlargli, vederlo: si può ancora, attraverso i libri, quelli scritti da lui e quelli scritti per lui, con lui, su di lui. Il primo, "...però, Zanardi da Castel Maggiore" (Baldini e Castoldi), del 2003, due anni dopo l'incidente automobilistico che gli causò l'amputazione delle gambe. Il secondo, "Volevo solo pedalare... ma sono inciampato in una seconda vita" (Rizzoli), del 2016, quella del ciclismo e del triathlon, dei record e dei titoli, mondiali e olimpici. Il terzo, "Quel ficcanaso di Zanardi" (Rizzoli), del 2019, racconti e considerazioni dal mondo dello sport, il reparto giocattoli della vita. Tutti e tre scritti con Gianluca Gasperini, tutti e tre profondi e divertenti, ricchi e allegri, il fondo di un pozzo trasformato in piattaforma, palcoscenico, podio.

E poi, fra gli altri, "Ancora" (Libreria Pienogiorno, 160 pagine, 15,90 euro). Lo ha firmato Claudio Arrigoni, giornalista dotato di un cuore grande così. Ed è un racconto cominciato dopo il deragliamento sulla carrozzina il 19 giugno 2020. Un libro pieno di ricordi e fatti, circostanze e situazioni, un libro pieno di vita, vissuta e - ancora - da vivere. Dal padre Dino idraulico alla mamma Anna sarta, dalla moglie Daniela insostituibile al figlio Niccolò consapevole, dal dottor Claudio Costa al genio Stephen Hawking, dal commissario tecnico Mario Valentini all'azzurro Vittorio Podestà, da don Marco a Papa Francesco, dal direttore Candido Cannavò alla schermitrice Bebe Vio, dal nuotatore Simone Barlaam al calciatore Mauro Bellugi. Bellugi, anche lui costretto all'amputazione delle gambe, confidava di pensare ad Alex "ogni santo giorno che Dio manda in terra. Però lui è un triplo supereroe, io sono solo un uomo con un po' di palle che si ispirerà a lui. E sono sicuro che lui uscirà dall'ospedale guarito e rimesso a nuovo, e continuerà a mostrarci come si vive". Bellugi, poi morto di Covid.

I corridori sono fatti così. Quando cadono, d'istinto si rialzano e cercano la bici. Non guardano, non considerano, non valutano le proprie ferite, ma guardano, considerano, valutano quelle della bici. Una raddrizzata e via.

 

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