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Ciclismo, Tour de France: bis di Cavendish, è la vittoria n.50 in un grande giro. Van der Poel resta in giallo

La gioia di Mark Cavendish (afp)
Il britannico precede Philipsen e Bouhanni e centra un nuovo traguardo. Non cambia nulla nella generale, con l'olandese sempre leader
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Chissà se, una volta smesso di correre, Mark Cavendish si comprerà casa a Chateauroux. Qui aveva vinto nel 2008 (primo successo al Tour de France) e nel 2011, ed in generale ogni volta che una sua partecipazione è coincisa con l’arrivo nel dipartimento dell’Indre (c’è anche Issoudun nel 2009) lui ha vinto. Incredibilmente, a 36 anni, con le pratiche di prepensionamento pronte da un paio di primavere, Cannonball in poche battute si è preso un ruolo di riferimento assoluto alla Grande Boucle. Seconda vittoria in sei tappe: 32 in Francia, il record di 34 appartenente a Eddy Merckx adesso vacilla. Affermazione numero 50 in un grande giro. Entrata nel club – ma il traguardo lo aveva conquistato due giorni fa – dei venti ciclisti capaci di vincere una tappa al Tour a distanza di almeno dieci anni dalla prima. Numeri e tradizione che fanno la differenza.

<<La cronaca della tappa>>

Il gruppo 'sceglie' i fuggitivi

Da Tours a Chateauroux sono centosessanta km senza particolari significati altimetrici. Si capisce che sarà volata, dalla prima fuga, ‘vietata’ da varie squadre di velocisti e non. Sono otto, tra loro Van Avermaet, De Gendt , Nils Politt , Asgreen: tutta gente che se prende margine difficilmente lo molla. Inoltre Asgreen è troppo vicino alla maglia gialla van der Poel, quindi…

Van Avermaet e Kluge non fanno paura

Il registro cambia quando Van Avermaet ci riprova, ma con la sola compagnia di Roger Kluge non fa paura. I due vengono ripresi, senza l’ansia avuta per van Moer proprio nel giorno della prima di Cavendish, nonostante l’aggancio avvenga quando mancano 2,5 al traguardo. Poi le strategie per la volata, molto interessanti. Prima i segnali: non è un granché quello per Demare, visto che la sua guida Guarnieri finisce per terra.

Quel treno per Cav

Poi i treni. La Deceunink si organizza molto bene per Cavendish: Ballerini e Morkov hanno anche la freddezza, nonostante si vangano a trovare davanti un po’ troppo presto, di non forzare subito il ritmo. L’Arkéa-Samsic di Nacer Bouhanni c’è e sceglie la parte opposta della sede stradale: si unisce anche van Aert, un po’ isolato ed ancora privo della brillantezza necessaria per l’acuto. E c’è anche, nonostante la maglia gialla, Van derl Poel: non si risparmia e lavora per i compagni, poi lascia spazio a Merlier. Stavolta è lui la lasciare Philipsen, ma contro il ‘nuovo’ Cavendish di questi tempi non c’è antidoto.

Ordine d'arrivo
1. Mark Cavendish (Gbr, Deceuninck-Quick Step) in 3h17'36"
2. Jasper Philipsen (Bel, Alpecin-Fenix) s.t.
3. Nacer Bouhanni (Fra, Team Arkea-Samsic) s.t.
4. Arnaud Demare (Fra) s.t.
5. Peter Sagan (Svk) s.t.
6. Cees Bol (Ned) s.t.
7. Tim Merlier (Bel) s.t.
8. Wout Van Aert (Bel) s.t.
9. Michael Matthews (Aus) s.t.
10. Mads Pedersen (Den) s.t.
Classifica generale
1. Mathieu Van der Poel (Ned, Alpecin-Fenix) in 20h09'17"
2. Tadej Pogacar (Slo, UAE Team Emirates) a 8"
3. Wout Van Aert (Bel, Jumbo-Visma) a 30"
4. Julian Alaphilippe (Fra) a 48"
5. Alexey Lutsenko (Kaz) a 1'21"
6. Pierre Latour (Fra) a 1'28"
7. Rigoberto Uran (Col) a 1'29"
8. Jonas Vingegaard (Den) a 1'43"
9. Richard Carapaz (Ecu) a 1'44
10. Primoz Roglic (Slo) a 1'48
12. Geraint Thomas (Gbr) a 1'54
19. Vincenzo Nibali (Ita) a 2'55

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