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Tour de France, Mollema vince la prima sui Pirenei. Pogacar resta in giallo, Cattaneo entra nei primi dieci

(ansa)
L'olandese va in fuga con altri 13, poi a 45 km dal traguardo piazza l'assolo. Classifica generale sempre appannagio dello sloveno, ma guadagnano Guillaume Martin (ora secondo) e l'azzurro, che entra nella top ten
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Nella storia di una fuga, quando si incrocia il proprio destino con quello di Bauke Mollema, non c’è mai da stare tranquilli. L'olandese è bravo a valutare le situazioni, sa leggere nelle rivalità altrui, sa cogliere l’attimo. Anzi l’attimo lo decide lui. Quarantacinque km al traguardo della prima tappa sui Pirenei: fa il classico scatto travestito da accelerazione, senza apparenti velleità. Dietro, prima sottovalutazione, poi pentimento: non lo prenderanno più, mentre lui ripropone un classico del suo repertorio – esibito ad esempio al Giro di Lombardia di due anni fa-, l’arrivo solitario. “Ci sono voluti 90 km per andare in fuga, noi della Trek volevamo assolutamente entrarci. Davanti poi abbiamo trovato un buon accordo, hanno lavorato tutti. Io mi sentivo bene, ho deciso di provare da lontano e quando ho guadagnato un minuto ho capito che ce l’avrei fatta”.

<<La cronaca della tappa>>

Guillaume Martin e Mattia Cattaneo, che giornata

Non cambia la maglia gialla, salda sulle spalle di Tadej Pogacar, ma cambia il volto delle generale. Guillaume Martin, l’intellettuale francese, il filosofo, è raffinato non solo nei pensieri ma anche nei bluff: è dalla vigilia del Tour che sbandiera ai quattro venti il disinteresse per la generale, intanto ci entra a gamba tesa prendendosi addirittura il secondo posto. E bravo anche Mattia Cattaneo, che a forza di andare in fuga si prende un quarto posto di giornata che gli vale finalmente l’ingresso nella top ten in classifica.

Prima sui Pirenei senza tregua

La prima sui Pirenei è la classica tappa destinata a lasciare il segno nella successiva, assai più dura. Cinque GPM, nessuno impossibile: ma c’è lo stress delle discese pirenaiche, mai semplici, e soprattutto si va ad un ritmo altissimo. Novanta km dei 184 vissuti all’insegna di una serie di accelerazioni estenuanti, senza una fuga decisa (ci prova, anticipando probabilmente troppo la sua azione, Vincenzo Nibali, un Trek come Mollema), poi se ne vanno in 14. Ci sono parecchie situazioni interessanti. Di Martin e Cattaneo abbiamo detto, ma ad esempio c’è anche l’obiettivo per la maglia a pois: l’ex mezzofondista Woods (per lui anche uno scivolone in discesa) prevale su Poels dopo una battaglia molto serrata e strappa la maglia a Quintana. Il Col de Saint-Louis, scollinato a 17 km dal traguardo (abbastanza tosto, 7,4% di pendenza media), è l’ultima possibilità di chi insegue per andare a prendere Mollema. “C’era solo da stare attento a non fare un fuori giri”, spiega il vincitore. Trentacinque primavere alle porte, troppo esperto per buttare all’aria una situazione del genere.

Ordine d'arrivo
1. Bauke Mollema (Ned, Trek-Segafredo) in 4h16'16"
2. Patrick Konrad (Aut, Bora-Hansgrohe) a 1'04"
3. Sergio Higuita (EF Education-Nippo) s.t.
4. Mattia Cattaneo (Ita) a 1'06"
5. Michael Woods (Can) a 1'10"
6. Omar Fraile (Esp) a 1'25"
7. Elie Gesbert (Fra) s.t.
8. Quentin Pacher (Fra) s.t.
9. Louis Meintjes (Rsa) s.t.
10. Jhoan Esteban Chaves (Col) a 1'28
18. Tadej Pogacar (Slo) a 6'53
Classifica generale
1. Tadej Pogacar (Slo, UAE Team Emirates) in 56h50'21"
2. Guillaume Martin (Fra, Cofidis) a 4'04"
3. Rigoberto Uran (Col, EF Education Nippo) a 5'18"
4. Jonas Vingegaard (Den) a 5'32"
5. Richard Carapaz (Ecu) a 5'33"
6. Ben O'Connor (Aus) a 5'58"
7. Wilco Kelderman (Ned) a 6'16"
8. Alexey Lutsenko (Kaz) a 6'30"
9. Enric Mas (Esp) a 7'11
10. Mattia Cattaneo (Ita) a 9'48
37. Vincenzo Nibali (Ita) a 1h10'34"

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