È ancora grande Danimarca al Tour. Vingegaard si prende, con i suoi avversari per la generale, un giorno di riposo, ed è la fuga a vincere, e dentro di lei, Mads Pedersen. L'ex campione del mondo ha battuto in volata a Saint-Etienne i suoi compagni di azione, l'inglese Fred Wright e il canadese Hugo Houle. Il terzetto era, fino ai -10 km, in realtà un sestetto. Al suo interno anche Filippo Ganna, Stefan Küng e Mateo Jorgenson, tutti beffati da uno scatto di Pedersen, al quale si sono immediatamente uniti Wright e Houle.
Ganna in corsa fino a 10 km dal traguardo
Il terzetto è scappato via ed è diventato in breve imprendibile per Ganna. Nell'istante dell'attacco di Pedersen, Ganna era intento a cercare nelle tasche della propria maglia un gel. La sua reazione, per questo, non è stata fulminea, e tanto è bastato. Pedersen, capitano della Trek Segafredo, cercava sin dalla Danimarca il suo primo successo di tappa al Tour, e ha approfittato della giornata tranquilla del gruppo maglia gialla, in cui la Jumbo-Visma ha controllato placida tutto il giorno. L'unica squadra a tentare un minimo inseguimento alla fuga, nata nei primi km, la BikeExchange per Dylan Groenewegen. Ai -30 l'inseguimento, già impossibile a quel punto, è stato abortito. Ganna ha chiuso 6°, a 32" da Pedersen, battuto nella volata per il quarto posto dallo svizzero Küng e dall'americano Jorgenson. Si tratta del terzo successo di tappa per la Danimarca in questo Tour dopo quelli di Cort Nielsen e Vingegaard.
Tappa di Mende, nuovo scontro tra gli uomini di classifica
Fuori dal gruppo, molto presto, tutti i velocisti. Jakobsen è andato in crisi prestissimo, Ewan è caduto ad una curva e si è procurato un taglio al ginocchio. La volata per il gruppo, buona per il 7° posto, l'ha vinta Wout Van Aert, ben piazzati Mozzato (9°), Pasqualon (10°) e Dainese (11°). Classifica invariata: Vingegaard conduce con 2'22" su Pogacar e 2'26" su Geraint Thomas. Quella di Saint-Etienne era una delle rare tappe di trasferimento di questo Tour. Domani la tappa di Mende, nel Lozère, durissima: 192 km con cinque Gpm, nessuno di prima categoria, ma sparsi lungo un percorso che non prevede un metro di pianura. L'arrivo è al termine di una rampa di 3 km al 10% di media, la famosa Montée Jalabert, scoperta dal Tour nel 1995 e dedicata al suo primo vincitore. Dallo scollinamento all'arrivo appena un km e mezzo. Ci sarà lo spazio per uno scontro diretto tra gli uomini di classifica. Difficilmente ci saranno grandi distacchi, ma Pogacar ha il dovere di attaccare per iniziare a rosicchiare il grande vantaggio di Vingegaard. E sarà caldo, caldissimo, con temperature vicine ai 40°: un altro fattore importante nella magnifica lotta per la conquista di questo Tour.